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Weekend partenopeo al Dizionario dei Sentimenti: Eugenio Bennato e Mauro Di Domenico

Al Dizionario dei Sentimenti di Franco Simone, in questo weekend appena trascorso, un disguido tecnico di programmazione ci ha regalato le repliche estive delle puntate in cui due importanti ospiti partenopei ci hanno deliziato con la loro musica e la loro cultura di fama internazionale, in cui il viaggio è protagonista integrante di scambio e diffusione di culture: Eugenio Bennato e Mauro Di Domenico.

Ormai il “Dizionario dei sentimenti” di Franco Simone sta acquisendo sempre più diffusione mondiale grazie, oltre che a SKY, DIGTVi e Tivù Sat, anche con lo streaming sul sito di Lazio Tv Latina, che permette da due mesi a questa parte, attraverso il computer e l’istallazione di programmi quali “Quick time” e “Real Player“, di seguirlo comodamente in diretta oltreoceano, e frasi simili, che compaiono in omaggio su “Franco Simone Official” in Facebook, sono ormai una consuetudine dall’America Latina:

“A Dios gracias por primera vez por estas latitudes hemos podido disfrutar del programa” Dizionario dei sentimenti”, exelente, …”

“Grazie a Dio per la prima volta a queste latitudini abbiamo potuto seguire il programma “Dizionario dei sentimenti”, eccellente, …”

Sul sito di Lazio tv Latina on streaming sabato alle 21:00, abbiamo potuto approfondire la conoscenza del folklore della “Taranta” e della “Pizzica” e il mondo dei “briganti” che Eugenio Bennato dalle piazze italiane esporta in tutto il mondo, invece sugli altri canali Sky e regionali ci ha deliziato della sua accarezzevole presenza “chitarrevolmente chic” Mauro Di Domenico riecheggiando con ricordi dei classici napoletani, delle colonne sonore firmate Ennio Morricone e dell’intramontabile musica chilena di Violeta Parra.

Gli omaggi in duetto con Franco Simone che questi due imponenti artisti napoletani ci hanno offerto per le figure dei Briganti, Totò e Lucio Battisti, sono stati molto appassionanti, preziosi di originalità e ricolmi di pathos.

La presenza di Eugenio Bennato ci ha subito riportato alla mente il brano “Brigante se more” composto nel 1979 a quattro mani con Carlo D’Angiò, quale colonna sonora di sceneggiato televisivo, che ormai è un “inno popolare” nel folklore musicale partenopeo, che ogni generazione, delle terre in cui i briganti furono protagonisti, interpreta con orgoglio e grande trasporto emotivo.

È stato molto suggestivo il duetto di questa canzone celeberrima, che Eugenio Bennato e Franco Simone ci hanno regalato quale prezioso ricordo del mondo dei “briganti” dell’antico Regno delle due Sicilie.

Ora, non soltanto una canzone celebra le fiere e combattive origini dei briganti,  ma anche il suo libro “Brigante se more” della Coniglio Editore, il quale riporta alla luce una lettura della storia dalla parte delle vittime, perché tutti i libri di storia, come è noto, offrono ai lettori solo gli episodi, interpretati dal punto di vista dei vincitori.

In effetti, la figura dei briganti è stata cancellata dal contesto storico italiano sia dal punto di vista fisico, sia da quello tradizionale, restandone solo fotografie ed aneddoti da catalogare e valorizzare, ma nessuna traccia dei loro canti popolari tradizionali.

Con questo libro, Eugenio Bennato ha restituito alla storia la figura del “brigante” e delle “brigantesse” raccontando la loro “anima pura” composta da intellettuali, poeti e ragazzi che ebbero il coraggio e la tenacia di ribellarsi alla “guerra di sopraffazione” piemontese ed ebbero in cambio, invece, dall’arroganza degli eserciti, il marchio di “brigante” fino alla loro morte ed annientamento dalla storia italiana.

La motivazione del titolo della canzone e del libro é proprio racchiuso nella loro vita, perché chi sceglie di fare il brigante, data la pericolosità della scelta, inevitabilmente sà di dover morire per i suoi ideali di protesta per la libertà dall’usurpatore.

Non vengono giustificate le guerre e le rappresaglie, o contestate le motivazioni che portarono all’Unità d’Italia e tutto quello che ne consegue, ma vengono evidenziate valevoli figure maschili e femminili di intere generazioni cancellate dal meridione, che avrebbero avuto una vita diversa se non fossero stati obbligati ad assoggettarsi alla Monarchia dei Savoia, ed a lottare contro di essa fino alla loro morte prematura.

Una riflessione storica di rilettura degli eventi va ponderata:

I “briganti” del Regno delle due Sicilie furono catalogati nella storia come delinquenti armati che persero una guerriglia contro i piemontesi vincitori, ma se fossero riusciti nel loro intento a difendere le loro terre e a rimanere indipendenti dall’Italia, non sarebbero forse stati eletti con “i gradi di alto valor militare” nei libri di storia scolastici, come i “partigiani” che invece impugnarono sempre le armi ma ne risultarono combattenti virtuosi in questa IIª guerra mondiale, in cui l’Italia aveva bisogno anche di una rivolta popolare per la libertà, oltre che dell’intervento degli americani?

E forse dobbiamo meditare che quell’epoca monarchica piemontese fu così eccelsa accanto alla figura di Garibaldi che adombrò ogni altra figura di pensiero e forza contraria al proprio volere, ma solo 100 anni dopo circa venne contestata e sminuita fino a scomparire ed addirittura esiliata dal territorio italiano per più di mezzo secolo.

I “briganti” hanno forse avuto il difetto di essere esistiti in un’epoca storica sbagliata ?

Vengono citati ad esempio Michelina De Cesare che a soli 26 anni impugnava il fucile e Nicola Summa “Ninco Nanco”, i quali combatterono entrambi fino alla loro morte.

Eugenio Bennato ha dedicato una canzone alla figura di questa “brigantessa” dal titolo “Il sorriso di Michela” e ci ha commosso e fatto riflettere la frase sottolineata dai dialoghi fra i due cantautori: “…più forte del brigante ci può essere solo la brigantessa…“.

Sempre affascinante é la canzone “Grande sud” che Eugenio Bennato presentò al Festival di Sanremo due anni fa con Pietra Montecorvino e che ci ha riproposto in trasmissione.

Eugenio Bennato ha sottolineato l’importanza dei viaggi che contraddistinguono il destino della gente del Sud, quale mezzo per abbattere tabù, amore per la conoscenza e la scoperta ed antidoto contro le guerre: la visione di un video girato in Egitto, Addis Abeba, Mozambico, Marocco … per la canzone “Sponda sud” ci ha appassionato per l’originalità e la presenza dei bambini di varie etnie.

In ricordo dei ritmi della sua “Taranta” abbiamo ascoltato piacevolmente “Che mediterraneo sia…” perché come ha evidenziato il “padrone di casa” Franco Simone, le sue canzoni sono come dei film.

Eugenio Bennato ha scelto di portare avanti con fierezza il filone folkloristico, a differenza del fratello Edoardo che si distingue per le melodie rock, ed ha raccontato con soddisfazione “la scelta della musica etnica dei ragazzi” che raggiungono i festival nelle piazze con tamburelli e partecipano ballando: la “pizzica” è materia viva per i giovani in un “Salento” che è centro dell’impero poetico incentrato nell’inquietante essenza della “Taranta” (ragno)“.

In effetti come ha ricordato Franco Simone, le “parole sante” di Giorgio Gaber “Libertà è partecipazione” cadono a pennello nelle manifestazioni popolari in cui il pubblico fa da protagonista per celebrare un incontro, come al festival di Kaulonia della Pizzica.

In questa puntata sono state molto toccanti le esibizioni di Franco Simone di “Se una notte“, già inno accorato dei padri separati allontanati forzatamente dalla vita quotidiana dei propri figli, e di “Tango del mare” che dal passato rigorosamente classico, lui stesso l’ha fatta rifiorire a nuova vita emozionante, con un magico violoncello che dona vigore la sua voce vibrante di velluto, l’interpretazione più originale e virtuosa di questo brano storico.

La puntata con Mauro Di Domenico ci ha fatto ripercorrere le sue tappe importanti accanto all’eclettico istrionico Massimo Ranieri, ricordando la grande valenza di Roberto Murolo nella musica classica partenopea famosa in tutto il mondo, accennando alla bellissima ”Cu mme” di Enzo Gragnianiello, cantata da Roberto Murolo e Mia Martini per un duetto storico memorabile,  la bravura della Nuova Compagnia di canto popolare, i famosi cileni Inti Illimani che hanno sofferto della dittatura in passato nel proprio paese.

I ricordi, in un Chitarrista che come artista non ha mai smesso di conservare “il bambino” dentro di sé, come tutti dovremmo fare, si sono poi rivolti all’incontro e collaborazione con Ennio Morricone al suo doppio cd “Di Domenico plays Morricone-Sama domè“, in cui é protagonista nella prima parte, il mondo cinematografico di Sergio Leone con le indimenticabili colonne sonore western.

Propone alla visione ed ascolto, un video clip in cui lo stesso Mauro Di Domenico recita come in film western che ha caratterizzato, con la passione per il mondo ippico americano, i nostri anni ’70 ; a seguire la colonna sonora di “C’era una volta in America“.

La seconda parte del cd é dedicata a sue composizioni a carattere multietnico, come di recente il 10 settembre ad esempio abbiamo potuto ammirare “Sama domè” con la voce di Badará Seck su Rai Uno, in diretta da Ancona, per il XXV° Congresso Eucaristico Nazionale.

Con un libro interessante “Nati in riva al mondo” Di Domenico, (con la prefazione di Luis Sepulvera), ci narra circa il suo viaggio in Chile, nel periodo della dittatura chilena e la tournée come direttore musicale in Perù, Columbia, Ecuador con gli Inti Illimani.

Con grande meraviglia ed entusiasmo accenna al fatto che quando si trovava in terra Mapuche, a sud del Chile, in un posto sperduto e fuori da ogni comodità cittadina, in una radio riecheggiava “Magica” di Franco Simone, la versione in castellano di “Malafemmena” di Antonio De Curtis, il grande attore e poeta Totò.

Ci hanno donato un magico duetto in cui “Malafemmena” e “Magica” si sono ben amalgamate fra l’esecuzione impeccabile, con il “buzuchi” greco, di Mauro Di Domenico e la voce appassionata di Franco Simone: una virtuosa esibizione che sarebbe perfetta con anche il brano “Totò“, scritto da Simone stesso nel 1989, per una colonna sonora per un futuro film che la nipote Diana annunciò di redigere, al Corriere del Mezzogiorno due anni fa.

Di Domenico ci ha parlato dell’impegno duro e costante per imparare e suonare bene la chitarra, già dall’adolescenza e con soddisfazione ha pronunciato la frase:

“Facim ‘o mestiere chiù bello do munno” ”Facciamo il mestiere più bello del mondo

Anche per Mauro Di Domenico il viaggio ha costituito parte integrante della sua esperienza musicale e i ricordi proseguono verso il Chile e l’esponente di musica popolare più rappresentativa Violeta Parra: in questo mese viene proiettato il film, circa la sua vita, con ampio consenso di pubblico “Violeta se fue a los cielos“.

È da ricordare che sua nipote Javiera Parra ebbe molto successo nelle classifiche chilene nel 2001 con la cover di Franco Simone “Respiro“, proprio il mese scorso riproposta al pubblico come anniversario dei 10 anni trascorsi da allora: il brano era nel cd “AM” Javiera y Los Impossibles.

É da sottolineare un concetto sulla vera arte quando Di Domenico descrisse Violeta Parra come “artista allo stato brado”  perché come diceva Borges ”L’arte è una cosa che accade” e Franco Simone come docente di canto della Star Rose Academy aggiunse che come insegna sempre ai suoi allievi aspiranti cantanti, “il momento della verità che deve scattare“, “l’arte deve comunicare dei momenti di verità“.

Il brano “Gracias a la vida” che fu l’ultima canzone che Violeta Parra scrisse, oltre che successo in Chile della grande cantautrice Mercedes Sosa, in Italia fu altrettanto stimata la versione della nostra amata Gabriella Ferri, e Di Domenico ce lo ha cantato ed eseguito alla chitarra, regalandoci una versione in chileno veramente preziosa e profonda.

Simpatica la definizione di “Calascionata“, un mix fra calascione (“Liuto Tiorbato” settecentesco) e serenata, che non a caso è stata portata in auge come definizione per lo splendido duetto “Fenesta vascia” che Franco Simone e Mauro Di Domenico hanno eseguito con estrema dolcezza.

Non poteva mancare un brano strumentale di Mauro Di Domenico, questa volta in catalano dal titolo “El noi de la mare” (Il figlio di Maria) un canto molto delicato che viene sempre interpretato durante l’Epifania e che non tutti sanno che fu la canzone dei pesciolini del mitico “nonno” Spencer Tracy nel film “Capitani coraggiosi”, in cui la cantava.

Uno dei duetti più appassionati da collezionare  è stato “Emozioni” quale omaggio agli autori Lucio Battisti e Mogol, che hanno segnato un’epoca gloriosa nel mondo della musica italiana, con la loro collaborazione molto proficua.

Nel corso della puntata Franco Simone ha fatto rivedere il video in cui cantava “Rabbia da gitano” con la grande orchestra balcanica del greco Nikos Papakostas e i chileni Inti Illimani ad Atene, nel 2009, sempre piacevole, fiera e tuonante come musica greca di Papakostas, e un testo riflessivo, energico e profondo di Simone, per una versione molto travolgente.

Un “Magnificat” di Franco Simone ha donato alla puntata una dimensione mistica molto toccante, degna di un Concerto di Natale e Capodanno, eventi che come consuetudine vengono trasmessi in Mondovisione Rai.

La prossima puntata sarà dedicata al cd “Nato tra due mari” di Franco Simone e al mondo del cinema, particolarmente al film “Native” di John Real, del quale verranno proiettate alcune scene sulle note del brano “ACCANTO“, interpretato sempre dal cantautore salentino: una canzone nata dall’ottima collaborazione a quattro mani di Franco Simone e del Maestro Marco Werba: un prezioso gioiello musicale che compare nei titoli di coda della colonna sonora, vincitore di uno dei tre Globi d’oro conferiti a questo film, in Roma il 1° luglio scorso.

Alla puntata saranno presenti il Maestro Guido Maria Ferilli (autore con Antonella Maggio della celebre “Un amore così grande”), i giornalisti Fernando Fratarcangeli direttore di “Raro!” ed “Emozioni” ed Elizabeth Missland della Stampa Etera in Italia ed alcuni fans del cantautore Franco Simone.

Tutte le programmazioni settimanali:

DIZIONARIO DEI SENTIMENTI

ideato e presentato da FRANCO SIMONE regia Giuseppe Morelli – Teatro 2 Studio

GOLD TV – Roma

Orari:

-SABATO- ore 20:00- SILVER TV canali 892 e 925 di SKY

GOLD SHOP e LAZIO CHANNEL del DGTVi e Tivù Sat

-SABATO- ore 21:00 on streaming su Lazio Tv Latina

cliccare ON AIR sul logo in

http://www.laziotv.com/latina.php

-SABATO- ore 22:15 GOLD TV (Roma e tutto il Lazio)

-SABATO- ore 22:30- TELESPAZIO TV (Calabria e parte della Sicilia)

-DOMENICA- ore 14:30- SILVER TV canali 892 e 925 di SKY

GOLD SHOP e LAZIO CHANNEL del DGTVi e Tivù Sat)

-DOMENICA- ore 21:00- LAZIO TV (Lazio)

-LUNEDÌ- ore 20:30- GOLD TV ITALIA

(Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto,

Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sardegna e Campania)

-MERCOLEDÌ- ore 16:45- TELESPAZIO TV (Calabria e parte della Sicilia)

-MERCOLEDÌ- ore 22:10- GOLD TV (Roma e tutto il Lazio)

+DAL LUNEDÌ ALLA DOMENICA ALLE 16.15

5 minuti col meglio del programma

(una PAGINA del DIZIONARIO dei SENTIMENTI)

su GOLD TV (Roma e tutto il Lazio)

Puntata del “Dizionario dei Sentimenti” con ospiti Gianluca Paganelli, Fernando Fratarcangeli e Elizabeth Missland – Il pensiero di Franco Simone sul Festival di Sanremo 2011

Puntata del “Dizionario dei Sentimenti” con ospiti Gennaro Cannavacciuolo e Carlo D’Andrea - Il pensiero di Franco Simone sulla situazione della musica italiana in radio e tv

Una riflessione ora é dovuta: può essere considerata “Paisaje” (“Paesaggio”) di Franco Simone una delle più belle 100 canzoni nazionali ed internazionali del secolo scorso, oltre che di questo appena iniziato ?

Franco Simone: una carriera musicale internazionale destinata al cinema

Per conoscere meglio musica, poesia e carriera del cantautore internazionale Franco Simone

FRANCO SIMONE SITO UFFICIALE

http://www.francosimone.it

FRANCO SIMONE OFFICIAL IN FACEBOOK

http://www.facebook.com/pages/Franco-Simone-Official/156720677705620

ASS. CULTURALE CAARTEIV

http://www.caarteiv.it

(Simona Bellone)


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