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Volendoci bene staremmo tutti meglio


Barletta. Tutta la comunità di Barletta, con grande gioia, è stata testimone del matrimonio tra Katia e Giuseppe, una donna e un uomo, una madre e un padre; per loro, e per la piccola Gioia, è stato un momento importante.
Queste nozze hanno voluto avere un rilievo sociale fin dall’inizio, rivalorizzando e dando nuova concretezza a tutte quelle parole come collaborazione, solidarietà e cooperazione che nella società contemporanea stanno perdendo significato.
Infatti, nelle promesse matrimoniali di reciproca assistenza e sostegno vi è tutto il senso di quello che è stato fatto, perché così come i coniugi hanno promesso di collaborare nell’interesse reciproco e della famiglia, tutti hanno l’obbligo di cooperare nell’interesse di tutta la comunità, perché le condizioni di ognuno potrebbero migliorare solo se migliorassero quelle di tutti.
Questo è il messaggio nuovo e bellissimo che con questo matrimonio, insieme agli sposi, è possibile lanciare: perché a una società che alimenta le divisioni e i pregiudizi, che fomenta i peggiori sentimenti come l’odio, il razzismo, l’intolleranza e la xeonofobia, ad una società che emargina, che vuole incattivire le persone, che vuole renderle ostili per metterle meglio in contrapposizione, l’unica risposta valida, umana e necessaria sia l’amore, l’emancipazione, il mutualismo, la speranza e la fiducia in un miglioramento collettivo delle condizioni di tutti.
A questa società disgregata e conflittuale bisogna rispondere aggregando, ricomponendo e unendo, tant’è che ognuno ha assistito all’unione tra Katia e Giuseppe, una donna e un uomo, una madre e un padre, e questa sequenza non è un caso.
Durante il rito civile Cosimo D. Matteucci ha espresso parole diverse da quelle che si ascoltano nei soliti matrimoni, e sono state diverse perché avevano un obiettivo sociale, da incidere sui modelli sociali ormai troppo arretrati, ed è per questo che è stata ribaltata la solita sequenza patriarcale del rito: non marito e moglie sono state unite in queste nozze ma moglie e marito, perché questo è stato il matrimonio popolare perchè il senso dell’emancipazione fosse complessivo e universale, perché così deve essere.
Altro importante evento è stato il battesimo della piccola Gioia, figlia di Katia e Giuseppe, celebrato presso la chiesa di Santa Maria della Vittoria (San Pasquale), celebrato da don Nardino.
La grande, bellissima festa popolare si è tenuta presso la sede dell’associazione Gioventù per i Diritti Umani in via Cialdini, 67/a cui va il ringraziamento degli organizzatori, insieme a tutti coloro che con il loro contributo hanno reso possibile questi straordinari eventi.
Nulla di ciò che è accaduto a Barletta sarebbe stato possibile senza il coinvolgimento e la solidarietà di tantissime persone che davvero da ogni parti d’Italia hanno voluto parteciparvi e aiutarci, e non soltanto in questa occasione.
L’abito da sposa è stato donato dalla sartoria artigianale Le Spose di Carmen di Ginosa, in una gara di solidarietà che ha coinvolto anche il Centro per la Famiglia, Annuciteve a sèggie, Giovanna Palmiotta, Carmine Dellaquila, Accademia Total Look Andria, Supermercati DOK, Pasticceria Genny, Pasticceria Bar Venezuela, Antonio Daloiso pasticceria, LaGazzetta elMezzogiorno.it, Amica9 TV, Capuano Gioielleria, BarlettaNews, BarlettaViva, TeleNorba, la Repubblica, Caffè Letterario, Youth for Human Rights Italy, Gioventù per i Diritti Umani Italia, MGA Sindacato nazionale forense, Domenico Monterisi, Clemente Germano Martinengo, Eventi & Stile, Boblu di Rutigliano Luciana,
Lido Mennea.
Ognuno ha contribuito con l’abito per lo sposo, la sposa e la loro piccola, le fedi nuziali, le bomboniere, le decorazioni, il bouquet, gli inviti, le parrucchiere, le estetiste, i musicisti, i fotografi, la torta nuziale ma anche le bibite, patatine, rustici, focacce, salatini e panini per un bellissimo buffet e per una bellissima festa a cui tutta ha partecipato tutta la comunità.
Un particolare ringraziamento a chi in forma anonima ha voluto donare un pensiero agli sposi e alla bimba.
Con il coinvolgimento generale, è stata data la dimostrazione che le persone vogliono stare insieme, le persone sono fatte per volersi bene e questo è il messaggio rivoluzionario che speriamo si possa diffondere ovunque e in ogni parte d’Italia.
(Franco Gigante)



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