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Vini savonesi da Oscar al Premio Douja d’or

Savona. Due aziende vinicole della provincia di Savona sono state premiate sabato scorso al Concorso Enologico Nazionale Premio Douja d’Or 2012, promosso dalla Camera di Commercio di Asti e giunto all’edizione numero 40. Le due aziende – Vio di Bastia d’Albenga e Sancio di Spotorno – sono riuscite ad affermarsi ottenendo il “gradimento” di una supercommissione di esperti, costituita da 250 assaggiatori dell’Onav che hanno esaminato 972 campioni di vini Doc e Docg proposti da 373 cantine italiane. A livello regionale il Piemonte ha confermato la leadership con 110 aziende premiate per un totale di 211 vini. La seconda regione per numero di riconoscimenti è risultata il Veneto con 44 premi. Al terzo posto, la Lombardia con 39, seguita da vicino dal Trentino Alto Adige.

L’azienda Giobatta Vio, di Bastia d’Albenga ha conquistato uno dei 38 Oscar con il suo Pigato Marene Bio 2011 (Riviera Ligure di Ponente Doc), oltre ad una Douja d’Or con il Vermentino Aimone (anch’esso Riviera Ligure di ponente Doc). La Cantina Sancio di Spotorno è stata premiata con la Douja d’Or per il  Pigato Cappellania 2011 (Riviera Ligure di Ponente Doc).

Presente alla cerimonia di premiazione il Presidente della Camera di Commercio di Savona, Luciano Pasquale, che si è complimentato con le aziende savonesi per il brillante risultato: “Un riconoscimento che conferma la professionalità e l’impegno delle nostre aziende a favore dell’intero comparto economico e che incoraggia gli operatori del settore a intraprendere un percorso di qualità, presupposto indispensabile per l’affermazione sui mercati”.

La Cantina Sancio di Riccardo Sancio – www.cantinasancio.it – affonda le sue radici, da quasi 50 anni, nei terreni di Cappellania, località sulle alture di Spotorno. Era stato il padre, Mario Sancio,  a impiantare le prime vigne e ad aprire la prima cantina per la produzione del Pigato, costituendo  l’“Azienda Cappellania”. La famiglia Sancio continua oggi a condurree l’azienda agricola coltivando diversi vigneti che rappresentano la migliore tradizione ligure di vini tipici a denominazione controllata: Vermentino, Pigato, Rossese e gli IGT Lumassina e Mataosso, ottenuti da vigneti posizionati in angoli suggestivi della striscia di terra savonese  affacciata sul mare: Spotorno, Vezzi San Giorgio, Orco Feglino, Finale Ligure e Celle Ligure.

“La nostra azienda – dichiara Sancio -  è cresciuta nel tempo grazie alla passione per il vino, l’esperienza acquisita, il rispetto per il territorio e la dedizione delle persone che vi lavorano. Dalle  500 bottiglie di pigato inizialmente prodotte da mio padre, oggi siamo arrivati a produrne circa 45 mila”.

Nell’Azienda Vio Giobatta di Albenga -  www.biovio.it – inizialmente il vino rappresentava poco più di un piacevole passatempo rispetto alla produzione di erbe aromatiche, di cui l’azienda è tra i maggiori produttori in Liguria. Oggi, grazie alla passione di Gio Batta Aimone Vio e della moglie Chiara, questa accogliente realtà produttiva si è ritagliata uno spazio importante nella viticoltura di qualità del comprensorio di Albenga. Sulle colline che fanno da cornice alla piana ingauna la famiglia Vio coltiva da sempre vigneti a fasce. La composizione del terreno, la posizione soleggiata e la coltivazione con metodo naturale, senza ricorrere a pesticidi e concimi chimici, permettono di ottenere uve di qualità superiore. “Il nostro progetto principale è il continuo investimento per migliorare sempre più il livello qualitativo delle uve, moderando la produzione per ceppo. La nostra convinzione è  che la qualità del vino si ottiene nel vigneto e poi si migliora in cantina – sostiene Giobatta Vio, titolare dell’azienda –. Le uve raccolte e i relativi vini sono il frutto di tanta passione ed amore”. Attualmente le maggiori attenzioni si stanno concentrando in vigna ed in particolare sul vitigno pigato, proposto in due versioni, una di pronta beva chiamata Marenè ed una più strutturata che porta il nome di Bon in “da bon”, liberamente traducibile dal dialetto ligure come buono davvero. Quest’ultimo, creato con uve di un cru particolare raccolte tardivamente e vininificate con le metodologie d’antàn, è risultato il Miglior Bianco 2012 presente sulla Guida ai Vini d’Italia Bio 2012.
(C.S.)



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