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Ventimiglia. Sculture donate al Giardino delle Bellezze del Convento di sant’Antonio delle suore dell’Orto

Ventimiglia. Sabato, 11 luglio, alle ore 18, alcune sculture, realizzate da prestigiosi artisti, verranno donate al Giardino delle Bellezze del Convento di sant’Antonio delle Suore dell’Orto di Ventimiglia Alta. L’evento avverrà in occasione della collettiva di pittura organizzata in collaborazione fra l’Unicef di Imperia e il Comitato Centro Storico di Ventimiglia, sotto la supervisione del dottor Sergio Pallanca e del Maestro Elio Lentini. In una magia di suggestione per storia e bellezza, nasce questa iniziativa con il proposito di avvicinare i visitatori ad ammirare, per la prima volta, alcune sculture inserite in uno spazio eterogeneo, ricco di molti, diversi elementi scultorei, dove la storia e la contemporaneità si intersecano e convivono e la tradizione si confronta con un percorso di scultura in un tracciato di opere che consentono ai visitatori di ammirare forme e figure che confermano l’espressione artistica dell’autore.

Le opere di Elio Lentini raffigurano i simboli, la storia che si è sviluppata nel periodo in cui egli è stato presenza viva, vissuta con impegno nel campo dell’arte dagli anni ’60 ad oggi.

La scultura-incisione rappresenta due vele nel mare Mediterraneo, l’incontro simbolico di due uomini che danno avvio a un lungo e proficuo rapporto d’arte e cultura.

L’Aniante siciliano che percorre il faticoso e ricco cammino fino a noi e l’artista Lentini, che dalla Toscana approda a Ventimiglia, si incontrano: la scultura è l’immagine di un momento che con il tempo ha portato a costituire l’Associazione Culturale Aniante-Lentini.

La seconda scultura in acciaio raffigura “percepire e trasmettere”: si tratta di un’opera premiata nel 2013 al Palazzo della Provincia di Bari. L’opera ha in sé la necessità di comunicare, come libertà di pensieri, confronto, scopo creativo di un linguaggio artistico, arte e natura come principio di conoscenza vissuta.

L’opera di Marco Coppola raffigura la “Città”. La scultura è un’architettura moderna che si compone di molte qualità, di marmo intagliato e aggraziato di forme che, con forza, si allungano verso la luce: una composizione che, inserita in questo contesto di bellezza naturale, dove lo spazio è aperto, esalta una visione d’incontro come ricerca dell’armonia.

L’opera di Elio Melis: l’artista sa modellare la creta come pochi altri; la materia plasmata e la tecnica, nonché l’esperienza artistica si esprimono in diverse forme scultoree dove prevale il sentire, l’importanza della rappresentazione della società e della famiglia. Melis ha al suo attivo di ceramista importanti incontri con artisti di chiara fama del calibro di Marino Marini, di Aligi Sassu e di Ardengo Soffici. L’opera che Melis dona raffigura una Madonna che apre le porte ai bisognosi, dunque è la Madonna della Misericordia, eseguita in cotto e ricoperta con una stratificazione in metallo cotta a fuoco; l’immagine lancia un messaggio, un tracciato dentro la realtà del tempo.

L’artista Giuseppe De Feo, allievo del famoso Marino Marini, ha realizzato sculture monumentali per conto di città italiane e straniere. Alcune sue opere sono state esposte in importanti gallerie tra cui la Biennale di Milano. Notevoli sono anche le sue opere a bassorilievo, nonché i disegni e i dipinti. Lo scultore De Feo modella la materia con maestria e rigorosità, conferendo alle sue opere dinamismo e fantasia che gli sono congeniali.

L’opera esposta raffigura 4 Papi su cavalli rampanti: vi è un richiamo appassionato ai liberi orizzonti e alla storia, e offre un complesso armonioso di figurazione oggettiva.

Il Maestro Elio Lentini, fra i promotori dell’iniziativa, ha così voluto commentare l’evento: “Sono opere dei nostri tempi, da scoprire attraverso diversi percorsi, dalle più libere forme di espressività, forme fluide e sinuose, il variare dei materiali, seguono quel percorso artistico che lo scultore nel corso degli anni ha avuto come riferimento: l’ambiente ricco di energia, in una visione d’insieme proiettata nell’infinito, che è sempre interpretazione di forme contemporanee.

L’inserimento di opere moderne in un impianto storico è in termini di un’Arte Artistico-Archeologica e assume un punto di congiunzione di memorie fra conoscenza acquisita e sviluppi futuri. Dunque un’atmosfera quella che si realizza come carica di vitalità per conferire preziosità , là dove la natura esprime i suoi contenuti, fa dell’artista colui che li coglie per fare arte nel vasto creato universale”.
(Fancesco Mulè)

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