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Ventimiglia. Prosieguo di spettacoli della stagione teatrale 2015/2016 al Comunale

Ventimiglia. Dei dieci spettacoli in calendario al Teatro Comunale dal 19 dicembre, rimangono ancora in programma altri cinque pezzi da novanta di seguito elencati:

Venerdi 19 febbraio, ore 21, Mistero buffo” di Dario Fo con Ugo Dighero (Teatro dell’Archivolto). Ugo Dighero propone in teatro due grandi monologhi di Dario Fo rivisti nella sua chiave personale: “Il primo miracolo di Gesù bambino” e “La parpàja topola”. Si tratta di due tra i brani più famosi del repertorio di Fo (90 anni) che uniscono un grande divertimento ad un forte contenuto, il tutto condito con la leggerezza e la poesia tipici dei racconti dell’autore italiano più rappresentato nel mondo.                                                                                                                       (platea: 20€ intero, ridotto 15€ – galleria:15€ intero, ridotto 12€ – studenti: €10 galleria).

Domenica 6 marzo, ore 21, Molière: la recita di Versailles” con Paolo Rossi, novità di Stefano Massini, Paolo Rossi, Giampiero Solari, regia Giampiero Solari; musiche eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila e I Virtuosi del Carso (Nidodiragno/Coop. CMC) L’improvvisazione di Versailles (L’Impromptu de Versailles) è una commedia scritta da Molière nel 1663, in cui mette in scena sé stesso e la sua compagnia dichiarando apertamente le sue idee sull’arte drammatica. Molière riassume l’esperienza del teatro comico italiano e in particolare della commedia dell’arte, ritenendo necessario realizzare opere che attraggano il pubblico, non soltanto quello della corte e di Parigi, ma anche la “platea che si lascia coinvolgere”.                                                                              La riscrittura dell’opera, firmata da Stefano Massini, Paolo Rossi e Giampiero Solari, si prefigge di approfondire l’arte comica, di fondere la tradizione e l’attualità con rigore e poesia. Ne nasce una divertente rappresentazione della vita quotidiana dei teatranti, alla ricerca del capolavoro.                «Uno spettacolo che è una macchina da guerra, spietato come una bomba a orologeria» lo definisce Stefano Massini.                                                                                                                                  (platea: intero 20€, ridotto 15€ – galleria: intero 15€, ridotto12€ – studenti 10€ galleria – riduzioni per: under 15, over 65, iscritti ad associazioni culturali cittadine).

Venerdi 11 marzo, ore 21, Cloruro di odio. Requiem per aigues-mortes” Gruppo Approches, con Pierre Lucat, tratto da un testo di Enzo Barnabà. Il 17 agosto del 1893, nelle saline e la città di Aigues Mortes in Provenza, una folla di persone armate assalirono dei lavoratori stagionali italiani. Le vittime accertate di queste violenze furono dieci e un centinaio i feriti di cui alcuni gravi, tra i quali Angelo Trucchi ventottenne di Airole. Basandosi sugli scritti di Enzo Barnabà, questo spettacolo è una ricostituzione del dramma di queste giornate con il suo clima di odio razziale. La narrazione di “Cloruro di odio” è affidata a Pierre Lucat. La colonna sonora eseguita dal vivo dalla rock band Supershock.                                                                                (biglietti: 10€ intero e 7 € ridotto)

Venerdi 18 marzo, ore 21, La Ballata delle Acciughe” di e con David Riondino e Dario Vergassola (Teatro dell’Archivolto).                                              Come è stato possibile che un riconosciuto “pelandrone” abbia potuto scrivere e pubblicare un romanzo, peraltro apprezzabile?
Se lo è chiesto David Riondino che, dopo la lettura di migliaia di testi tra i più importanti della letteratura classica e contemporanea ed aver compiuto studi originali, correlando i testi alla storia personale ed al contesto storico e sociale degli stessi autori, si è imbattuto in un romanzo scritto dal collega ed amico Dario Vergassola.
Decide di cercare di trovare risposte con l’aiuto dell’autore e degli stessi lettori partendo proprio da una lettura critica del romanzo. Prende quindi vita l’avventura di Gino, impiegato statale con moglie e figli, che dalla sua Spezia si reca in viaggio in America.
Toccherà a Dario Vergassola di fornirci riferimenti, in base ai quali con pochi ingredienti  sia riuscito a costruire un racconto sospeso tra presente e passato, tra realtà e fantasia, tra ironia ed un pizzico di malinconia.                                                                                                                             ”La Ballata delle Acciughe”, senza quasi accorgercene, diventerà uno spettacolo di grande efficacia comica che metterà in luce l’epica del “pelandrone qualunque”, la forza dei suoi semplici valori e la purezza della sua nobiltà d’animo.                                                                                                     (platea: 20€ intero, ridotto 15€ – galleria:15€ intero, ridotto 12€ – studenti: €10 galleria).

Mercoledi 6 aprile, ore 21, “I vicini” di Fausto Paravidino, con Iris Fusetti, Davide Lorino, Fausto Paravidino, Sara Putignano, Monica Samassa (Nidodiragno/Coop. CMC).                               I Vicini è una pièce sulle nostre paure. Sulle nostre paure immaginarie, sulle nostre paure reali. Sulle nostre paure reali che sono le nostre paure immaginarie. È una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro. Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo. Cercando di non farsi sentire va a guardare dallo spioncino. I rumori cessano. Ritorna al suo posto.Quando Greta torna a casa glielo dice: mentre lei non c’era lui ha visto i vicini. Come erano? Lui non sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura. Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo. Lui ha paura dei vicini. Perché? Non lo sa. E Greta? Greta no. Greta non ha nessuna paura dei vicini. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina. La vicina che c’era prima che arrivassero i nuovi vicini. La vicina che c’era prima di morire. È un sogno? No. È un fantasma? Se non è viva e non è un sogno si suppone che sia un fantasma, lui, come la maggior parte delle persone che non li vedono non crede ai fantasmi, Greta, come la maggior parte delle persone che li vedono, sì, un po’ ci crede. I vicini non sembrano affatto pericolosi. Una sera si incontrano persino, tutti e quattro. Quella sera succedono cose strane, però non spiacevoli, bene. Solo che la notte la vecchia ricompare. Lei ha sempre più paura, lui ne ha sempre meno, ormai lui va d’accordo coi vicini, si vedono di nuovo. I vicini sono molto cambiati. In peggio. Perché?                                   (platea: intero 15€, ridotto 12€ – galleria: intero 12€, ridotto 10€ – studenti 10€ galleria – riduzioni per: under 15, over 65, iscritti ad associazioni culturali cittadine).
(Francesco Mulè)



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