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Ventimiglia. Gerardo Salerno presenta il libro fotografico “Vecchi e bambini”

Ventimiglia. Col patrocinio della Città di Ventimiglia Gerardo (alias Gerry) Salerno presenta il suo libro fotografico “Vecchi e bambini – Il passato e il futuro, le nostre gioie, le nostre colpe” nella suggestiva cornice della Civica Biblioteca Aprosiana di Via Cavour, 61, in Ventimiglia.

L’opera fotografica di Gerry è impreziosita dalla splendida e ricca prefazione di Guido Bissattini, fotografo naturalista, giornalista, documentarista, Campione italiano di fotografia naturalistica nel 2006 e Campione del mondo FIAP a squadre nel 2008 e 2010.

“… vecchi e bambini, un argomento così attuale. Due categorie, se così le si può chiamare, particolarmente vulnerabili oggi più che mai”, scrive il prefatore Bissattini, che aggiunge; “Da una parte i bambini, apparentemente oggi più coccolati di un tempo, ma in realtà ‘comprati’ molto spesso dei genitori che credono, col denaro speso in giochi costosi e abitini firmati, di sopperire ad ogni desiderio di affetto vero, fatto di piccoli gesti semplici, di quello che non si compra nei grandi magazzini sfavillanti. Quei bambini verso i quali non c’è più, se non il rispetto, almeno la pietà, che troppo spesso finiscono oggetto di raccapriccianti episodi di cronaca nera. E dall’altra parte gli anziani, sempre più numerosi, sempre più longevi, con sempre meno voglia di accudirli da parte di chi dovrebbe occuparsene. Gerry rappresenta tutto questo sapientemente…”.

“La genuina semplicità del fotografo -recita la prefazione- si traduce in uno stile altrettanto semplice che forse, proprio per questo, arriva dritto al cuore dello spettatore, senza tante storie”.

L’artista è reduce di una mostra fotografica sul tema “I butteri, i cow boys della Maremma toscana” che ha riscosso notevole successo sia di pubblico sia di critica.

Val la pena presentare un minimo di biografia dell’artista romano.

Gerardo Salerno si accosta alla fotografia all’età di 18 anni con una spartana reflex Zenit che, in quanto assolutamente manuale, gli consente di acquisire le necessarie basi tecniche. Autodidatta, nel 1988 entra per caso nel mondo della fotografia di matrimonio collaborando con un fotografo romano. Trasferitosi a Ventimiglia, dove ha trovato lavoro presso l’Istituto San Paolo, l’intenso sodalizio con uno studio fotografico della zona gli consente un’ulteriore evoluzione nel settore.

Ama molto il reportage di viaggio da cui trae spunto per buona parte delle sue mostre, organizza corsi per neofiti e spazia dallo sport allo spettacolo. Della fotografia pensa che la tecnica è importante purché al servizio dell’immagine che si vuol realizzare; ricerca sppesso l’originalità in un effetto, in un taglio di luce o di inquadratura che diano un’emozione da suscitare nell’osservatore.

Ricordo, nel lontano 2001, nel salone della chiesa di Sant’Agostino Gerry aveva organizzato una mostra  dedicata al Guatemala e alla mia domanda “Perché una mostra sul Guatemala?”

Ricordo che mi aveva risposto pressappoco in questi termini: “Il Guatemala è un piccolo Paese centroamericano di 11 milioni di abitanti, in gran parte discendenti dei Maya, persone che cercano ancora una dignità di vita. Dopo circa 13 secoli di cultura Maya e tre secoli di colonizzazione spagnola il Guatemala, indipendente dal 1821 e Repubblica dal 1847, non è ancora riuscito a dare al suo popolo una vera democrazia e condizioni di vita dignitosa. Trent’anni di dittatura militare hanno portato alla distruzione di moltissimi villaggi di contadini indigeni Maya, migliaia di sfollati e di rifugiati all’estero, disoccupazione, povertà, fame e mortalità di bambini entro i cinque anni.

Ma per fortuna, aggiungeva Gerry, a fronte di questa difficile situazione, c’è un popolo cordiale, aperto, dignitoso, ospitale. Bellezze paesaggistiche e storiche, tradizioni e cultura fanno del turismo una seconda fonte di entrate dopo l’agricoltura.

Gerry viene da me definito il fotografo della realtà storica e geografica, della cultura e delle tradizioni, il fotografo dell’uomo nella sua quotidianità, nel suo vissuto giorno dopo giorno come si viene a dedurre dal libro che oggi stiamo presentando. Vecchi e bambini, due vite l’una opposta all’altra: una destinata a scendere, non guardando più verso il domani, verso il futuro, domani e futuro che appartengono ai bambini. Questi volgono lo sguardo verso orizzonti lontani, sempre più in alto, essendo la loro vita in salita vero nuove proiezioni, nuovi progetti, sogni che servono a mantenerli in continuo movimento, aiutati dalla speranza di andare incontro a nuovi itinerari a obiettivi da concretizzare e realizzare.

Una quotidianità di dipendenza, di non autosufficienza è quella dell’anziano che, si può dire, si vede già al capolinea della vita e, specie oggi, solo con i suoi ricordi, con i suoi sacrifici passati e difficilmente destinati a non essere dimenticati.

Un’arte, quella del Nostro, pedagogico / didattica. Una passione e un’arte che permettono di vedere in Gerry un grande artista dell’immagine che parla e si lascia comprendere molto facilmente attraverso la ricca letteratura del linguaggio ricco e vario della fotografia. Come la poesia è l’arte dell’immagine nella parola, così la fotografia è l’arte della parola nell’immagine. Tutto questo è il nostro artista Gerry. Appuntamento, dunque, con la fotografia sabato prossimo 12 gennaio, alle ore 17, presso la Biblioteca Civica Aprosiana di Via Cavour, 61, Ventimiglia. Ingresso libero.
(Francesco Mulè)

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