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Venerdì a Venezia la presentazione della Biennale 2018

Venezia. Yvonne Farrell e Shelley McNamara, dal 2010 membre onorarie e speciali del RIBA (Royal Institute of British Architects), raggiungeranno quest’anno il prestigioso traguardo di curatrici della Biennale di Venezia.

Venerdì infatti il padrone di casa, il presidente Paolo Baratta, le presenterà ufficialmente nella nuova loro veste, in occasione della conferenza stampa di presentazione della XVIesima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Alle ore 11 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale, nella Sala delle Colonne, le due già famosissime progettiste, raggiungeranno un traguardo fondamentale nel loro percorso professionale. “Essere scelti quale curatori della Biennale di Architettura- spiega il giornalista e critico d’arte Adalberto Guzzinati- è sia per un professionista, sia per un addetto al mondo dell’ arte, un traguardo davvero prestigioso. Può corrispondere alla ciliegina sulla torta per una carriera brillante, può essere considerato alla stregua di una Laurea Honoris Causa ottenuta da un prestigioso ateneo, o essere vissuta per chi la ottine come il riconoscimento del raggiunto massimo successo in questo settore. Questa volta però non sono soltanto la Farrell e la Mc Namara a godere di questo privilegio, ma è la stessa Biennale a giovarsi della presenza di queste due celebri progettiste. Si tratta infatti di due fuoriclasse che con la loro stessa presenza possono dare lustro al grande appuntmento veneziano del 2018.

Yvonne Farrell e Shelley McNamara si sono laureate all’ Università di Dublino, dove insegnano dal 1976. Nel 1977 hanno fondato Grafton Architects. Il loro studio ha partecipato, per la prima volta, alla Biennale Architettura nel 2002. Successivamente si è aggiudicato il Leone d’Argento alla Biennale Architettura nel 2012, presentando il progetto del nuovo Campus UTEC dell’Università di Lima in Perù, insieme all’opera di Paulo Mendes da Rocha. Farrell- Mc Namara hanno partecipato poi alla Biennale Architettura nel 2016 con il progetto “The Physics of Culture”.

Tra i loro progetti più famosi vi sono le realizzazioni moderne e contemporanee del Trinity College, dell’University College e della riqualificazione del quartiere Temple Bar a Dublino, l’estensione della Università Bocconi a Milano, che è stata inaugurata nel 2008 e molti altri edifici pubblici e privati. Nei quarant’ anni della loro favolosa carriera hanno conseguito numerosi premi fra cui spiccano quelli al Concorso di progettazione per la scuola di economia dell’ Università di Tolosa, al Premio Mies Van der Rohe dell’Unione Europea, alla Galleria Dessa di Lubiana ed alla Triennale di Lisbona.

“Mai scontati e ripetitivi – conclude Guzzzinati -i loro progetti sono sempre animati dal desiderio della novità e della ricerca. Ultimemente le due grandi architette hanno intensificato ancor più la loro attività di ricerca accogliendo l’invito dell’Accademia di Architettura di Mendrisio e della Scuola Politecnica di Losanna dove sono state invitate come visiting professor. Nel 2017 hanno tenuto anche una serie di lezioni magistrali, ad Harvard e a Yale, dove hanno presentato, davanti ad un uditorio folto ed attentissimo, alcuni dei loro più celebri, innovativi e riusciti progetti”.
(Claudio Almanzi)

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