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Venerdì 8 aprile Renato Zero torna con “Alt”

Milano. “Nessuno si può permettere il lusso di giudicare la famiglia, che è il modo d’amare senza distinzione di sesso, con il rispetto reciproco: la famiglia è comunque un bene, l’unione, mentre il problema sono questi stronzi che non amano. Mio padre era un poliziotto e mia madre una infermiera che mi hanno accettato, e appartengo alla moltitudine, a un abbraccio affettivo”.

Renato Zero si è scagliato contro coloro che sono contro alle unioni di fatto durante la presentazione del suo nuovo album di inediti “Alt”, in uscita l’8 aprile.

“Di fondo io sono amico di tutti e voglio bene a tutti – ha affermato – Sono felice di essere ancora in pista e mi sento abbastanza bene: tremo soltanto quando sono stato a Sanremo. Solo quando un artista mette le pantofole, vuol dire che non ha più nulla da dire. Non concepisco che alcuni discografici consideravano Ennio Morricone come un commesso alla RCA. Non chiamatela leggera questa musica”.

L’artista si è scagliato contro il politici.

“Questa nostra Italia è bistrattata perché hanno svenduto praticamente tutto – ha attaccato – Lo Stato non tiene conto della nostra spesa giornaliera, e la politica non fa nulla, perché se rubano non si accorgono che ci sono delle persone che stanno diventando povere. Parlo per mia esperienza e con la mia mentalità di ragionare sulle problematiche di come va il mondo: ce l’ho con la falsità, con la superficialità, con il plagio, ma non ce l’ho con la buona sanità e la generosità”.

Renato Zero si rimette in gioco dopo tre anni di silenzio, in competizione con chi esce dai talent show.

“Ad avere l’ultima parola è il pubblico, che stabiliste il valore e l’utilità di un prodotto – ha precisato – Se è educato ad avere il meglio, ovviamente sarebbe diverso, come quando ci costringeva a non sfigurare davanti a mostri sacri come Hendrix, Bowie, Stones e Beatles, o gli italiani Battisti, De André, Dalla”.

In questo album Renato Zero ha trattato molti altri temi come in “Il cielo è degli angeli”.

“A fronte di un’epidemia di separazioni di coppie, è molto penalizzante assistervi proprio in presenza di figli – ha sottolineato – Chi vuole essere felice, farà di tutto per esserlo, riuscendo perfino a giustificare un calo della passione, senza necessariamente attribuire a nessuno un tale evento. Sono un sollecitatore e non mi piace stare zitto, stimolando gli interventi di coloro che non hanno raccomandazioni”.

Nel singolo “Chiedi” l’artista fomenta una certa ribellione.

“Punto l’attenzione sul fenomeno dei sindacalisti che finiscono in politica a Montecitorio – ha confessato – Restate bene così o andatevene a casa; non ce l’ho con i sindacati, ma se si mettono in mezzo ai programma di sviluppo, non mi sento di promuoverli. Mi dispiace che siano sempre troppo poche le domande e quindi sempre meno le risposte, a discapito del contribuente”.

Il 1 e 2 giugno Renato Zero tornerà con due concerti evento all’Arena di Verona.

“Sono felice di tornare a Verona perché mi deve tre malleoli e vado là per chiedere il conto – ha scherzato – A Verona devo recuperare una sfida con me stesso, manco da 18 anni, in una regione spettacolare che mi ha creduto in tempi non sospetti, come anche in Emilia Romagna, Toscana e Piemonte”.
(Franco Gigante)

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