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Venerdì 27 novembre Emma torna con “Adesso”

Milano. “Ho voluto produrre il disco da sola, senza limite di tempo, dopo aver trovato le persone giuste come Luca Mattioni, un produttore attento che lavora molto in studio, conosce bene la musica e se ne vanta poco in giro: gli ho veramente rotto le palle in studio perché volevo passare dal pop al rock, ai sint anni ottanta, al dub, e mi ha trattato con rispetto, da musicista”.

Emma ha sintetizzato così il lavoro sul suo nuovo album “Adesso” in uscita venerdì 27 novembre.

“È un disco nuovo anche per me – ha aggiunto – Ho scritto tanto, da sola “Adesso”, con Diego Mancino (e Dario Faini) “Il paradiso non esiste” che ora ha la mia personalità, ho messo il mio tocco in “Per questo paese” insieme ad Amara (Cheope e Giuseppe Anastasi), dove le parti più cattive le ho scritte io: mi aveva scritto che questo brano in Italia lo potevo cantare solo io, ma nel ritornello era molto più morbida, volevo essere più tosta e pragmatica, ho scritto la strofa sulla questione omofobia e coppie omosessuali, non c’è niente di politico, perchè perderebbe di valore, invece c’è molto più di sociale, che conosco con le persone che raccontano i loro drammi”.

“Io di te non ho paura” è firmato da Stefano ‘Zibba’ Vallarino, Giulia Anania e Marta Venturini.

“Era molto cantautore quando l’ho avuta, troppo – ha rivelato – Mi sono permessa di ribaltare il brano, con questi suoni quasi serrati. Avevo assistito alla scena di violenza su una donna il giorno della nomina di papa Bergoglio a Roma: un uomo sferrò un pugno alla donna che cadde per terra, ammazzandola di botte, riuscì a prendere la bambina di tre anni dalla macchina per scappare ma io gliel’ho strappata d’addosso perché voleva andare via a piedi, l’ho messa nella mia macchina e l’ho portata a casa. Poi mi scrisse ringraziandomi e dicendo che aveva lascito quell’orco”.

“Adesso” è Emma, la sua musica, la sua vita.

“Il bello è che è piuttosto un libro con due storie che mi appartengono – ha precisato – Una è “Adesso” e l’altra è “Poco prima di dormire”; la prima apre il disco ed è una sorta di esercizio a dire ‘ti voglio bene’ più facilmente, a mio padre, a mia madre, alla mia famiglia, agli amici, al mio cane, e a color che mi stanno vicini; la seconda chiude il disco, me la portarono Nicco e Marco Verrienti a un concerto a Gallipoli, mi racconta senza filtri ed è un po’ la radiografia di me. Insomma il disco è nato per strada, con incontri reali, a cena con calamarata, ricci e pistacchio grattuggiato sopra quando Giovanni Caccamo mi disse che aveva scritto per me “Finalmente” con Alessandra Flora. Io rincorro tanti sogni e quando non riesco ad ottenerli piuttosto non voglio niente. Mi sveglio la mattina e trovo sempre il modo di vedere il sole”.

Giuliano Sangiorgi dei Negramaro ha scritto “Facciamola più semplice”.

“La musica non si chiede, se è vera e reale – ha fatto notare – Ci conosciamo da dieci anni ma solo ora ha scritto per me: mi mandò questa canzone per e-mail, l’ho ascoltata, l’ho interiorizzata ed è diventata mia e mi racconta perfettamente”.

Emma non ha avuto un approccio facile con questo disco.

“L’ho amato, l’ho odiato, non l’ho voluto più, e in questi giorni lo sto vivendo e quando ne parlo mi emoziona – ha sostenuto – È ciò che voglio dal mio mestiere: stavo perdendo il contatto con me stessa. Mi sono fermata e ho detto ‘basta’, ho fatto delle scelte ed è un promemoria per ricordare a me stessa come sono oggi con queste dodici storie di pensieri musicali; domani non so come sarò: ho fatto il punto, a 31 anni”.

Emma incontra i fan il 27 novembre al Mondadori Store di piazza Duono a Milano, il 28 al Centro Commerciale Porta di Roma a Roma, il 30 al Centro Commerciale Campania di Marcianise (Caserta) e il 1 dicembre al Centro Commerciale Casamassima di Casamassima (Bari).

Il tour prenderà il via a settembre, 16 e 17 al Mediolanum Forum di Assago a Milano, il 23 e 24 al Palalottomatica a Roma e 30 e 1 ottobre al Palaflorio a Bari.

“Ci stiamo già lavorando – ha concluso – Pochi orpelli, soldi spesi nell’aspetto musicale, non ci saranno musiche finte, molto suonato, serviranno tante prove da parte della band sulla parte musicale perchè non risuono mai il disco da capo. Per l’allerta terrorismo ci saranno delle attenzioni maggiori, maggior sistema di sicurezza, e mi auguro e spero che finisca presto tutto questo: la vita continua, deve continuare”.(Franco Gigante)

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