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Veleni nell’aria. Il Comitato “Città Libera” invita il Comune di Massafra a costituirsi parte civile

Massafra. Nei giorni scorsi il prof. Antonio Izzinosa, Commissario Cittadino IdV  Massafra – Componente Coordinamento Provinciale IdV Taranto, e  Vito Miccolis, Capogruppo PD al Consiglio Comunale, hanno presentato alla stampa il comitato per la Difesa dell’Ambiente e del Territorio di Massafra dalla grande Industria “Città libera”. Comitato che ha assunto tale denominazione richiamandosi ad un fatto storico risalente al 1419, quando Massafra, sotto il regno di Giovanna II, conobbe un mutamento politico ed amministrativo radicale.

La città, infatti, da “feudale” diventò “città libera” e, conseguentemente, avanza civilmente in ogni sfera di attività economica e militare, progredendo mirabilmente.


Miccolis e Izzinosa ci hanno adesso fatto presente quanto pubblichiamo di seguito.

“Com’è noto, la qualità dell’ambiente del nostro territorio jonico è problema che non nasce certo oggi e, purtroppo, a conferma anche del fatto che in troppi, per troppi anni, hanno fatto finta di non vedere o di non sapere che i veleni dell’aria stavano minando alla base un’intera popolazione, non solo tarantina, ma degli stessi paesi viciniori, come la popolazione massafrese.


I dati più recenti confermano, ancora una volta, la persistenza di una condizione di rischio aumentato di sviluppare patologie neoplastiche e specificamente quelle per cui è nota e ampiamente consolidata l’associazione causale con fattori di rischio di tipo ambientale.

Oggi, tuttavia, assistiamo ad una importante iniziativa della magistratura tarantina, che ha in corso una inchiesta, nella quale risultano indagati i vertici del colosso siderurgico, accusati di disastro colposo e avvelenamento.

Nei giorni scorsi è stata depositata una perizia epidemiologica, redatta da un pool  di esperti, i quali hanno avuto il compito di accertare se le emissioni di fumi e polveri dallo stabilimento siderurgico siano nocive sia alla salute degli operai che lavorano all’interno del complesso siderurgico, sia alla salute dei cittadini dei paesi limitrofi, compreso la nostra cittadina.


In questo importante passaggio di accertamento della verità, la nostra Amministrazione Comunale (rimasta, fino ad oggi, inerte ed insensibile al problema ambientale), deve attivarsi con politiche di salvaguardia del territorio e di tutela ambientale. Deve, inoltre, intervenire nel processo penale in corso costituendosi parte civile, al fine di porre un freno allo scempio ambientale, che tanti decessi annovera ogni anno per gravi forme tumorali.

Parimenti, sono invitate a costituirsi parte civile anche le Associazioni presenti sul territorio e a far sentire la propria voce il mondo agricolo, il primo ad essere penalizzato dal grave inquinamento che sta raggiungendo limiti oramai insostenibili.


Nelle foto Vito Miccolis e Antonio Izzinosa
(N.B.)

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