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Varazze in festa per il Beato Jacopo

Varazze. La Città di Varazze fa memoria del Beato Jacopo con la straordinaria partecipazione del Cardinale Domenico Calcagno, Vescovo emerito della Diocesi di Savona Noli.

Durante questa settimana numerosi gli eventi che si svolgeranno per ricordare il Santo Patrono, famoso autore della Legenda Aurea.

Le celebrazioni presso il Convento di San Domenico, sito nella zona di levante di Varazze avranno inizio Venerdì 13 luglio , festa del Beato, con la Santa Messa delle ore 18 animata dalla partecipazione del  Coro di San Domenico. La liturgia  sarà presieduta dal Superiore dei Frati Predicatori di Varazze, fra Cristoforo, o.p.

Sempre venerdì 13 luglio alle ore 21, conferenza di tipo seminariale di fra Giacomo Grasso sull’opera del Beato Giacomo, Il MARIALE AUREO, presso il Convento – Chiostro di San Domenico.

Sabato 14, alle ore 21 concerto/momento di ascolto per voci e organo a cura del  Coro di San Domenico presso la medesima chiesa in Varazze che ospita l’urna con le ceneri dell’illustre Arcivescovo.

Domenica 15 luglio alle ore 10 la Santa Messa presso la chiesa di San Domenico presieduta dal Signor Cardinale Domenico Calcagno, Vescovo emerito di Savona. Seguirà, nel chiostro un ballo liturgico.

Successivamente , aperto a tutti, vi sarà un momento di refezione fraterna, offerto dal Comune di Varazze.

Il Cardinale proseguirà nel pomeriggio in frazione di Casanova di Varazze per la recita del Vespro delle ore 18, località in cui la tradizione fissa i natali di Jacopo da Varagine.



Chi era Jacopo da Varagine

Jacopo nacque nel 1226-1228, a Varazze o secondo alcuni storici da famiglia certamente proveniente da quella zona, a testimonianza di ciò  la sosta nel piccolo borgo rivierasco di santa Caterina da Siena ove sostò “per onorare la patria del Beato”. E’ lo stesso Jacopo a fornirci, in una rapida autobiografia contenuta in una delle sue opere, la Chronica civitatis Ianuensis , le prime date certe della sua vita: il 1239, quando nella sua infanzia gli capitò di assistere a un’eclisse solare, il 1244, quando, adolescente, entrò a far parte dell’Ordine dei frati predicatori, e il 1264, quando ebbe modo di ammirare per quaranta giorni un altro fatto portentoso, e cioè l’apparizione di una cometa. All’interno  dell’Ordine dei Frati Predicatori  svolgerà una prestigiosa missione, giungendo fino alle più alte cariche. Padre Provinciale della Lombardia ed alla morte di Giovanni da Vercelli, Vicario Generale dei Domenicani. In quegli anni fu in contatto con le principali personalità del tempo: Papa Martino IV  lo invia in missione diplomatica alla corte del re d’Aragona,  Onorio IV  lo incarica di indagare sulla misteriosa uccisione del vescovo di Tortona. Preziosa e profonda fu l’amicizia che lo legò a Tommaso d’Aquino. Nel 1286 venne eletto per acclamazione arcivescovo di Genova, rifiutò l’incarico. Successivamente nel 1292 venne  nuovamente eletto e questa volta accettò. La sua attività pastorale fu improntata ad un forte senso di partecipazione per le vicende delle classi povere e una grande intelligenza politica: fu lui infatti, negli anni degli scontri tra Guelfi e Ghibellini, a pacificare le fazioni in lotta dei Rampini e dei Mascherati. Ma la fama di Jacopo da Varagine è legata essenzialmente alla sua opera di scrittore e studioso: compone infatti una Chronica di Genova, oltre settecento sermoni ma soprattutto la Legenda Aurea, uno dei libri più letti ed amati dell’Occidente. Nel suo capolavoro egli raccolse i racconti delle vite dei santi più popolari del suo tempo, avvalendosi sia della letteratura “canonica” che delle leggende popolari che intorno a molte di quelle figure sorsero proprio nel Medioevo. La Legenda Aurea è anche l’opera che maggiormente ha influenzato la storia dell’arte medioevale e moderna. Ai racconti del frate varazzino si devono infatti  le immagini pittoriche dei santi come ancora oggi le vediamo raffigurati sugli affreschi, nei dipinti e nelle immaginette popolari. Jacopo morì a Genova nella notte tra il 13 e il 14 luglio 1298.

Alla figura del Beato è legata quella di Santa Caterina da Siena, Compatroni della Città, che a ottant’anni dalla morte dell’illustre domenicano, volle proprio fermarsi a Varazze nel 1376, per onorarne la patria. Trovò la Città colpita da morbo liberandola così dalla peste. Volle costruzione di Santuario dedicato alla SS Trinità, cui voto cittadino si compie ancora ogni anno  il 30 aprile, esprimendo desiderio per l’edificazione anche di un convento per i Frati Predicatori.

E oggi in quel convento, voluto dalla mantellata senese, sono custodite le spoglie mortali dell’Illustre Arcivescovo , traslate dalla Chiesa di Santa Maria di Castello di Genova nel 1974 e trasportate dal cardinale Giuseppe Siri proprio nel  convento di San Domenico di Varazze, Città ove il culto del Beato ne è antichissimo e se ne  perpetua  ad oggi la memoria.
(Lorenzo Grazioli Gauthier)

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