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Vacanze studio ad Alassio: un segmento possibile per la bassa stagione secondo il teacher trainer Barry Colyer

Alassio. Esistono le condizioni per nuovi prodotti, ma serve un progetto di destination management in grado di organizzare e mettere a sistema strutture e infrastrutture

Alassio (SV). Nella sala incontri dell’hotel Toscana operatori turistici, insegnanti di lingua e alunni hanno discusso con il  teacher  trainer Barry Colyer di come trasformare in prodotto turistico e quindi in opportunità per l’economia della “Baia del Sole” l’insegnamento dell’inglese e della lingua e della cultura italiana.

Durante l’incontro tutti gli interventi hanno posto l’accento sulla necessità e l’urgenza di innovare la nostra offerta turistica, allargando l’orizzonte al di là del turismo della terza età, per la bassa stagione  e di quello climatico-balneare per l’estate.

L’idea di una partnership, come ha sottolineato  Barry Colyer, tra la rete di Istituti inglesi ed aziende e Scuole del  ponente ligure potrebbe essere una prima mossa per costruire quel contesto favorevole propedeutico alla nascita di progetti integrati che vadano oltre lo studio della lingua italiana e che puntinosull’Italian Riviera Mood, dall’enogastronomia alle rilevanze storico-artistiche del territorio.

Uno sforzo enorme, come ha rimarcato il teacher,  da supportare con un progetto di marketing e di destination management in grado di integrare territori, prodotti e infrastrutture, a partire dall’aeroporto di Villanova che potrebbe trovare importanti opportunità nei piccoli scali inglesi che servono l’utenza delle vacanze studio dei college sulla costa inglese.

L’incontro, a cura del Centro Studi sul Turismo del “Giancardi”,  è stato moderato da Enrico Mantellassi, già presidente degli albergatori alassini e da Margherita Ratto, docente di lingua inglese che nei prossimi giorni presenterà a Barry Colyer tutte le attrattive culturali e non del ponente ligure.

Il teacher  trainer dal canto suo si è impegnato a promuovere, attraverso la sua rete di contatti, scuole, college, circoli culturali, le opportunità offerte dalla “Baia del Sole” e i vantaggi commerciali che potrebbero svilupparsi attraverso uno scambio tra utenze del  ponente ligure e Inghilterra.

Come sottolineto nei diversi interventi e dallo stesso Barry Colyer, una buona base di partenza per il progetto di marketing turistico è rappresentato dallo straordinario patrimonio urbanistico lasciato dagli Inglesi: dalla stazione ferroviaria al tennis club, senza tralasciare la Chiesa Anglicana e le ville che da anni vengono valorizzate da associazioni come Amnesty International e il FAI attraverso visite guidate e pubblicazioni; ma è indubbio che ciò debba essere integrato con una politica di investimenti volta a organizzare la destinazione  per questo nuovo target.
(C.S.)



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