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Una proposta della Consulta delle Associazioni di Massafra: amministrazione condivisa dei beni comuni

Massafra. Lo scorso 28 dicembre il Consiglio comunale della Città di Taranto ha deliberato l’adozione del Regolamento sulla Collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, in base al quale l’Amministrazione ed i cittadini potranno ora prevedere patti per la gestione e l’utilizzo di spazi e immobili di proprietà pubblica. Attraverso questi patti, il Comune e i cittadini  potranno concordare tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni.

Il nostro capoluogo va in tal modo ad aggiungersi alla lunga lista di ormai circa 80 città che hanno deciso di adottare un regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni, un elenco iniziato nel 2014 con l’approvazione del Regolamento del Comune di Bologna e che comprende, fra le altre, città come Milano, Torino, Roma e Bari.

L’approvazione di questi regolamenti rappresenta un importante strumento, promosso dall’associazione LABSUS – Laboratorio per la sussidiarietà, costituita nel 2005 ( il sito dell’associazione è www.labsus.org), per dare applicazione concreta al principio di sussidiarietà orizzontale previsto dall’art. 118, 4° comma, della Costituzione, in base al quale ” Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”

L’associazione LABSUS si è fatta promotrice, sin dal momento della sua costituzione, di un concetto di sussidiarietà orizzontale non declinato  “in negativo”, nel senso di delimitazione dell’intervento statale e di difesa da esso, ma inteso in un senso più moderno ed evoluto, attraverso il quale le amministrazioni pubbliche non siano viste come soggetti tenuti a ritrarsi dall’assolvimento delle responsabilità ad esse attribuite per lasciare che se ne facciano carico i cittadini, bensì a farsene carico insieme ad essi. Si passa quindi da un’idea di sussidiarietà basata sul “non fare” o lasciar fare ad altri”, ad un’idea di “fare insieme” nell’interesse collettivo, che veda la pubblica amministrazione e i cittadini come alleati.

In assenza di una disciplina normativa nazionale, la strada suggerita ai singoli Comuni interessati è stata quella di adottare un Regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni – strumento normativo flessibile e modellabile tenendo conto delle specificità della comunità locale – il cui testo base è stato predisposto dalla stessa associazione.

La promozione del regolamento dei beni comuni da parte della Labsus non arriva, nella città di Massafra, come un’eco lontana di fatti poco noti: è infatti da tempo che la nostra Consulta della Associazioni si è fatta promotrice dell’adozione di tale strumento normativo anche nella nostra città.

Il 27 febbraio 2016 la Consulta ha promosso un convegno dal titolo Sussidiarietà orizzontale e amministrazione condivisa: principio e modello di alleanza tra istituzioni e comunità”, presente l’assessore alla Cultura e al quale partecipò anche Pasquale Bonasora, responsabile Labsus per la Regione Puglia. Il Presidente Pino Presicci consegnò, quindi, all’Amministrazione comunale il testo base del Regolamento sull’amministrazione condivisa, il Rapporto annuale Labsus e l’elenco delle 80 città che hanno già adottato il Regolamento.

Tra i Comuni a noi più vicini che hanno già avviato le procedure per l’adozione del Regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni vi sono Martina Franca e Castellaneta: l’auspicio è che Massafra decida presto di seguire l’esempio e di aggiungersi al lungo elenco. Il noto fervore associativo e culturale della nostra città è indice dell’esistenza nel nostro tessuto sociale di energie che attendono solo strumenti per esprimersi compiutamente. Lo strumento offerto dalla Labsus può senz’altro rappresentare un’importante tappa verso quel percorso di costruzione ed affermazione di quel compiuto concetto di cittadinanza attiva da più parti auspicato.

Nella foto il Direttivo della Consulta e i consiglieri.
(Marcello Barletta)


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