Home » NEWS FUORI REGIONE » Un bar nel castello di Massafra? L’Archeogruppo “Jacovelli” e l’Archeoclub “Terre delle Gravine” si oppongono

Un bar nel castello di Massafra? L’Archeogruppo “Jacovelli” e l’Archeoclub “Terre delle Gravine” si oppongono

Massafra. Il 2 ottobre si terrà la conferenza dei servizi sul Progetto Esecutivo per lavori di restauro e risanamento conservativo del castello di Massafra, finalizzato all’ampliamento della biblioteca esistente, che si candida al bando regionale “AVVISO PUBBLICO COMMUNITY LIBRARY POR PUGLIA 2014-2020 — AZIONE 6.7”. Il costo complessivo del progetto è stimato in 1 milione e 480mila euro.

In merito a questo progetto è giunto l’esposto delle associazioni Archeogruppo “E. Jacovelli” e ArcheoClub d’Italia “Terre delle Gravine”, che sono fortemente preoccupate per come è stato sviluppato il progetto e ne chiedono un’attenta revisione per garantire la salvaguardia di un bene storico di grande rilevanza come il castello.

Uno dei punti più controversi evidenziati dalle due associazioni è l’idea di realizzare un bar/caffetteria dentro la cappella gentilizia di San Lorenzo.

La cappella, che si trova sotto la scala d’accesso che porta alla Biblioteca comunale, non sarebbe idonea in quanto sprovvista di una serie di altri locali complementari, oltre che dei servizi igienici, necessari per ottenere l’autorizzazione igienico sanitaria ed il permesso a somministrare alimentari e bevande.

Le due associazioni sottolineano che il bar è un’opera altamente invasiva che danneggia l’identità culturale del bene tutelato, non è compatibile con il monumento né con l’attuale utilizzo quale sede della biblioteca comunale e non risponde ai fini del bando regionale.

A queste osservazioni se ne aggiungono altre di carattere tecnico sempre volte alla salvaguardia del castello.

Pertanto i due presidenti chiedono che, oltre alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi Lecce e Taranto, vogliano intervenire per quanto di loro competenza l’ASL TA/I, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto, l’Unione dei Comuni di Crispiano, Massafra e Statte e il Comune di Massafra, al fine di ottenere, anche sulla scorta di queste osservazioni, un progetto migliore e rispettoso delle caratteristiche storiche, architettoniche e culturali del castello, da presentare al bando regionale.

Di seguito il testo inviato alla Soprintendenza in merito al progetto: <<L’Archeogruppo “E. Jacovelli” di Massafra e l’ArcheoClub d’Italia “Terre delle Gravine”, presa visione degli atti relativi al “Progetto Esecutivo per lavori di restauro e risanamento conservativo del castello di Massafra (TA), finalizzato all’ampliamento della biblioteca esistente”, del Progettista dott. arch. Nicola Simone, che si candida al bando regionale POR FESR PUGLIA 2014-2020 — Asse VI — tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali. Azione 6.7 — Interventi per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale. “AVVISO PUBBLICO COMMUNITY LIBRARY POR PUGLIA 2014-2020 — AZIONE 6.7”, vi comunicano quanto segue.

Tale progetto prevede i seguenti interventi:

  • Demolizione dell’antica scala esterna situata a sud del castello che permette l’accesso alla torre ovest (pag. 37 Relazione Generale) in assenza di uscite di sicurezza;
  • Demolizione dell’antico camino nella stanza n. 3 del primo piano da sostituire con un bagno;
  • Trasformazione dell’antica cappella di San Lorenzo in un bar/caffetteria con possibilità anche di piccolo ristoro. Il bar proposto non avrebbe servizi igienici dedicati ma sarebbero in comune con l’Aula didattica/Biblioteca ragazzi e bambini (pag. 41 Relazione Generale).

Alla luce di tali quanto premesso, le sottoscritte associazioni esprimono il loro parere negativo per i seguenti motivi. Il Castello è la più antica costruzione in muratura di Massafra; come è noto, il più antico documento di Massafra (il giudicato longobardo del novembre 970) afferma che il testo è stato redatto ed emesso in Castello Massafra. Al tempo di Federico II il Castello di Massafra era uno dei 13 “castra” in Terra d’Otranto, per cui erano obbligati alla manutenzione il barone di Massafra ed il Vescovo di Mottola. Pur se non c’è certezza che la struttura castellare indicata nel giudicato sia identica a quella attuale, in quanto nel corso dei secoli è stata oggetto di modifiche e ampliamenti significativi, non si può dubitare che l’immobile è soggetto nella sua interezza alla tutela di cui al Codice dei Beni Culturali.

Tuttavia si deve lamentare che questo monumento millenario non è stato oggetto di uno studio complessivo architettonico e archeologico diretto a stabilire la cronologia delle varie fasi costruttive. Si deve lamentare inoltre che un primo progetto di restauro, relativo alla parte sud, è stato eseguito nel 2000 in spregio alle più elementari regole di conservazione di beni culturali e monumentali. Invece di cambiare marcia, si osserva che il progetto in esame continua nella direzione di interventi settoriali e limitati ad alcuni ambienti senza lo studio preventivo complessivo e comprensivo di tutti gli ambienti, anche dei locali ipogei.

Si espongono, in dettaglio, le osservazioni tecniche relative alla Relazione Generale del progetto:

  • Nonostante nella relazione Principale si parli di infiltrazioni d’acqua nelle stanze nord (Tavole R 05 Degrado Pianta Piano Primo), non è previsto alcun intervento di bonifica e di impermeabilizzazione del solaio del castello. Infiltrazioni si riscontrano anche nella parte Sud del Castello attualmente adibita a biblioteca.
  • Nelle piante presentate, non vengono in alcun modo valorizzate i camini presenti, che ad oggi sono le pochissime tracce del passato del castello.
  • Si parla di servizio di ristoro ma non c’è una cucina, e seppur ci fosse diventerebbe anche un problema realizzare una cappa per vapori di cucina, con sbocco all’esterno.
  • Essendo presente un servizio ai tavoli vuol dire che è prevista la sosta dei clienti, perciò il bar deve essere dotato di bagni. Questi devono essere due e distinti per sesso, più il bagno degli disabili che in molte situazioni, può essere integrato ad un bagno già presente. Da non dimenticare che la larghezza dell’ingresso deve essere superiore a 90 cm. Il progetto non prevede alcuna di queste cose.
  • I locali destinati alla somministrazione devono essere provvisti, salvo leggi e regolamenti speciali, di locali separati per: Deposito delle materie prime e/o alimenti confezionati, Eventuale produzione di preparazioni gastronomiche – piccolo pasto, Deposito delle sostanze non utilizzate per l’alimentazione, Spogliatoio e servizi igienici separati per il personale, Area di somministrazione. Il progetto non prevede alcuna di queste cose.
  • La presenza di ombrelloni nell’atrio del castello vanno a minimizzare lo spazio per eventi culturali e non sono compatibili con la struttura storica.
  • Il progetto prevede uno spazio teatrale, che però non dispone di camerini e servizi igienici.
  • Nonostante si parli nella relazione di Library 2.0 e Community Library non sono previsti né rete wi-fi (gratuita per gli utenti) né computer;
  • Non è prevista nessuna valorizzazione né opera di restauro esterna del castello;
  • Non viene valorizzata la stanza n. 15 che contiene la Cappelletta votiva dedicata a San Antonio di Padova con affreschi sulla vita del santo datati 1641.
  • Non viene valorizzato l’unico pezzo di affresco presente nella stanza n. 15, che mostra come era dipinta la sala nel XVI-XVII secolo, che verrebbe coperto da scaffali o librerie.
  • Non viene valorizzato l’arco affrescato sito nella sala 3 del primo piano, che invece viene chiuso e forse nascosto per sempre.

Pertanto, le scriventi associazioni chiedono a codesta Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di far rivedere il progetto onde renderlo compatibile con la salvaguardia del monumento e in particolare far obbligo di eseguire lavori di ristrutturazione sui solai e sugli esterni del Castello; vietare di trasformare la cappella di san Lorenzo in un bar/caffetteria; salvaguardare gli affreschi presenti (arco, celletta e muro), dotare la biblioteca di wi-fi per una più completa fruizione dei servizi multimediali. Si sottolinea che il bar è un’opera altamente invasiva che danneggia l’identità culturale del bene tutelato, non è compatibile con il monumento né con l’attuale utilizzo quale sede della biblioteca comunale e non risponde ai fini del bando regionale. Chiediamo che oltre alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, vogliano intervenire per quanto di loro competenza l’ASL TA/I, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto, l’Unione dei Comuni di Crispiano, Massafra e Statte e il Comune di Massafra onde ottenere, anche sulla scorta di queste osservazioni, un progetto migliore e rispettoso delle caratteristiche storiche, architettoniche e culturali del castello da presentare al bando regionale>>.

Nella foto: il castello di Massafra.
(A.N.F.)

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

CAMBIO VALUTE

Il Widget Convertitore di Valuta è offerto da DailyForex.com - Forex Opinioni - Brokers, Notizie & Analisi

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2017 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XI - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!