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Un altro pezzo del grande mondo dell’arte di Barcellona Pozzo di Gotto è mancato all’affetto della città

Barcellona Pozzo di Gotto. Giovanni Biondo se n’è andato.

Ci siamo incontrati in alcune occasioni dopo la morte di sua moglie ed è stato sempre un piacere scambiare le cosiddette quattro parole con un vecchio amico. L’ultima volta sono andato a trovarlo a casa sua dove ero stato in altri momenti, ma per lui era come se non vi fossi mai stato, infatti aveva sempre qualcosa da farmi notare. Per me, anche se avevo visto tutto, era come se non avessi mai osservato abbastanza le sue meravigliose opere, che ancora una volta, sua figlia Vera mi ha fatto apprezzare quando sono andato per l’ultimo saluto ed io l’ascoltavo, come se non avessi mai notato quelle opere, per il piacere di assaporare il suo affetto di figlia. Adesso non c’è più. se ne andato a sorpresa, ma resta sempre presente nelle sue opere, i tanti dipinti e le altrettanti sculture, straordinariamente meravigliose. Ci lascia il suo tesoro. Si perché Giovanni era e resterà un grande artista che non si potrà dimenticare facilmente perché genuino, unico tanto da non potersi confondere con altri professionisti del colore e delle forme.

Nato a Merì, in provincia di Messina, nel 1934 e vissuto da ragazzo nella vicina Barcellona Pozzo di Gotto, dal 1953 al 1956 si è trasferito a Roma dove ha insegnato ceramica ed ha potuto frequentare il mondo della grande arte e collaborato con il ceramista Paolo Marras.

Ma preferisco tralasciare ulteriori cenni biografici per dare spazio al discorso fatto dal figlio Carmelo nella chiesa dove ha avuto luogo il suo funerale, un discorso che ha per titolo “La favola di un amore mediterraneo” che non ha bisogno di ulteriori commenti.

Storie di altri tempi, Giovanni e Concetta”.

Giovanni un bel giovane appena maggiorenne come tanti altri ragazzi Barcellonesi, con la sola dote della sua vitalità e voglia di vivere, ha incontrato una sedicenne Concetta ad un ballo nella festa del paese… come in una favola… fu subito un grande amore… il tempo di portarla in chiesa su una bicicletta da uomo, vestita da sposa con solo due testimoni. E furono 64 anni di matrimonio sempre insieme. Due giovani che dal nulla si sono costruiti con il loro amore una famiglia… con il loro amore costruito una dote fatta di tanta ARTE. Insieme complici in tutte le migliori opere, hanno saputo creare esempi unici nel loro genere, opere che non nascevano unicamente dalle mani e dal genio del singolo artista ma bensì da un pensiero condiviso come in un atto di amore tra due amanti, come due forze che hanno sempre spinto per un obiettivo comune da raggiungere… l’opera d’arte… quest’opera pensata e realizzata mai per gli altri ma sempre per se stessi, come colonne portanti del loro abitat.  Quando lei, Concetta settantaseienne viene a mancare, quasi tre anni fa, Giovanni ottantunenne in questi tre anni l’ha sempre cercata ovunque, ritrovandola solo dentro le sue opere, che non smetteranno mai di essere testimonianza di un grande amore ma anche testimonianza di un grande valore artistico, e ancora ritrovandola in ogni angolo della loro casa costruita come una scultura mediterranea, dove ogni angolo al variare della luce del giorno svela e rivela dei quadri composti da tanti fotogrammi dove il colore e l’odore della Sicilia non mancano mai di raccontarsi come in un moto perpetuo. Il tempo della pace… e Loro dentro questo tempo e paesaggio… Adesso anche Giovanni ottantaquattrenne viene a mancare, con grande dolore per tutti. 
Ma Lui in realtà va solo a ricongiungersi ancora e per sempre tra le braccia della sua amata Concetta… Voglio pensarli ancora in quella casa Mediterranea, dove senza la percezione della loro presenza le mancherebbe qualcosa…. quasi loro fossero ciceroni e conviviali di un’opera fatta per contenere altre opere… quasi come in una sorta di scatole cinesi… La mancanza di Giovanni per figli, nipoti, parenti, amici e artisti ci procura un grande dolore… Ma loro non fanno solo parte della famiglia poiché artisti… e il dono e privilegio degli artisti… è quello che con le loro opere possono difficilmente essere dimenticati… se non fosse che queste, ancora, possono essere stimolo, riferimento, confronto per altre opere per altri artisti…..

ANCORA E PER SEMPRE INSIEME UNITI NEL CUORE E NELL’ANIMA”

Come si può notare, il figlio, l’architetto Carmelo Biondo insiste nel menzionare la casa, una strana, originale casa in zona Spinesante sul litorale di Barcellona Pozzo di Gotto, una casa che, come scrive lo scrittore Melo Freni, non va raccontata, va necessariamente visitata, per provare la suggestione dei tanti impatti che propone. Proprio per questo, una tale dimora, come fosse nata da un progetto surreale (stracolma di opere dell’artista, non soltanto pittoriche e scultoree, ma anche di oggetti come i lampadari i tavoli da pranzo e da cucina, gli armadi e imposte, lo stesso pavimento e tante, tante altre cose che sarebbe lungo elencare) non può che essere destinata a diventare una casa museo, la Casa Museo di Giovanni Biondo.

Nella foto un dipinto dello scomparso artista Giovanni Biondo.
(Giuseppe Messina)

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