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Turismo, seconde case: Santa Margherita Ligure, Alassio, Sanremo, Camogli e Portofino al top delle richieste

Savona. Focus sulle seconde case in Liguria, in mattinata, alla camera di Commercio di Savona. A i lavori hanno partecipato, fra gli altri, Luciano Pasquale, presidente della Camera di Commercio di Savona, l’assessore al Turismo della Regione Liguria Angelo Berlangieri, il presidente di Unioncamere Liguria Paolo Odone, Ernesto Rigoni, esperto di sviluppo turistico territoriale di Iulm Milano, Flavia Coccia, direttore operativo Isnart- Istituto Nazionale Ricerche Turistiche.

Dall’Osservatorio  Turistico Regionale, gestito in collaborazione con Unioncamere Liguria in rappresentanza del sistema camerale ligure, sono stati resi noti due studi sulle seconde case a uso turistico.

In Liguria, il rapporto dei posti letto delle seconde case è di 4 a 1 rispetto agli alberghi e alle strutture ricettive.

Uno, curato da Isnart,  che analizza il fenomeno mettendo in evidenza le dimensioni dell’offerta e l’impatto economico, l’altro, curato da Ernesto Rigoni, docente trentino esperto dell’Università Iulm di Milano, sulla riqualificazione e valorizzazione del patrimonio di queste residenze turistiche attraverso modelli di gestione, promozione e commercializzazione. La Regione Liguria sta  verificando di  verificare una possibile applicazione sperimentale di questo studio a Lavagna.

 Il turismo che utilizza le abitazioni private in Liguria si distingue per meno di 1/3 di turisti proprietari dell’abitazione dove alloggiano (31,8%) mentre la gran parte di alloggi sono presi in affitto (68,2%). Se a ciò si aggiunge una bassa quota di turismo interno alla regione (circa il 20%) si capisce come il turismo nelle abitazioni private sia non tanto una scelta comportamentale quanto un fattore di mercato. Complessivamente si tratta di una domanda divisa tra il 28,4% di proprietari italiani, il 3,4% di proprietari stranieri.

Gli affittuari spendono in media per la vacanza in Liguria tra i 34 euro (gli italiani) ed i 38 euro (gli stranieri) al giorno pro-capite per l’alloggio, mentre per il viaggio il costo medio è per gli italiani di 61 euro e per gli stranieri di 171 euro. A queste si aggiungono le spese per beni e servizi acquistati sul territorio ligure (45 euro per gli italiani e 50 euro per gli stranieri) che risultano più contenute rispetto a quelle dei turisti che alloggiano in strutture ricettive (62 euro la spesa media degli italiani, 79 euro degli stranieri), per i quali incide maggiormente il costo di pasti consumati in ristoranti e pizzerie.

Le destinazioni maggiormente richieste al mercato immobiliare dai turisti italiani vedono in testa Santa Margherita Ligure, Alassio e Camogli; per contro prevalgono Sanremo, Santa Margherita Ligure e Portofino tra le richieste della domanda straniera.

L’estate è ovviamente la stagione in cui le agenzie ricevono la massima domanda di affitti, specie nel mese di agosto (29,1% delle agenzie) e di luglio (28,6%) mentre solo in parte a giugno (16,5%).

L’80,9% degli appartamenti trattati dalle agenzie è concentrato in zone turistiche per un prezzo di affitto che vede passare il costo mensile dai 2.312 euro in media nelle zone turistiche ai 1.234 euro in quelle non turistiche, mentre in quelle limitrofi alle aree più note il prezzo medio cala solo a 1.959 euro.

Un altro aspetto interessante è che se in merito al prezzo di vendita non si rilevano scostamenti evidenti tra le aree provinciali, sul prezzo di affitto le differenze sono più evidenti e variano, nelle zone turistiche, dai 2.534 euro della provincia di Genova (ma anche ai 2.532 euro di quella di Savona) ai 1.801 euro in provincia di Imperia (così come ai 1.971 euro in provincia di La Spezia).

Il  mercato sommerso, quello che passa per il contatto diretto tra proprietari ed affittuari senza registrazione del contratto di affitto  è valutato pari al 43,5% del mercato.

Nel 2009 si contano poco più di 528 mila abitazioni non occupate, quasi il doppio rispetto al dato del 1991; si riduce però la quota di quelle destinate a vacanza, le seconde case, che passa dal 69,3% del 1991 al 62,1%, per un totale di 328 mila unità abitative (+75% rispetto alle 187 mila del 1991). Come nel passato, la provincia che ne conta il maggior numero è quella di Savona (107.999 unità), seguita questa volta dalla provincia di Imperia (92.678), mentre Genova passa dal secondo al terzo posto per quantità di seconde case (91.059); seguita dalla provincia di La Spezia (36.297).

A fronte di un aumento complessivo del numero di seconde case del 75%, sono le province di La Spezia e Imperia ad aver goduto maggiormente di tale aumento, con variazioni percentuali pari al 140,8% e al 112,2%; Genova invece ha visto aumentare il patrimonio turistico-immobiliare del 57,2% mentre la provincia di Savona, quella col maggior numero di abitazioni vacanza, del 52,6%. Il risultato di tali dinamiche è stata una parziale redistribuzione delle quote regionali, con le province di Imperia e La Spezia (rispettivamente 28,3% e 11,1% del totale) che hanno guadagnato punti rispetto a Genova e Savona (27,8% e 32,9%). Tra le province sono Savona ed Imperia ad avere il maggior numero di case vacanza in rapporto alle abitazioni non occupate (rispettivamente 71,6% e 70,0%), mentre per Genova e La Spezia, con quote di 52,1% e 51,7%, sembrano significative anche altre destinazioni d’uso.


La stima  parla di oltre 1,2 milioni di posti letto disponibili sul territorio ligure, il 36,6% dei quali localizzati in provincia di Savona, il 31,1% in provincia di Genova, il 23,8% in provincia di Imperia ed il restante 8,5% in provincia di La Spezia. In rapporto al numero di abitazioni non occupate utilizzate per vacanza, sono Savona e Genova le province col il maggior numero di posti letto (4,2 in media per abitazione), seguite da Imperia (3,2) e La Spezia (2,9). Appare significativo come la provincia di Genova, terza per numero di seconde case, raggiunge il secondo posto per numero di posti letto stimati. A livello di area-prodotto è facilmente intuibile come le località di mare, prime per numero di seconde case, siano quelle col maggior numero di posti letto (67,1%), seguite dall’entroterra (25,1%) e dalle città (7,8%).

Per il 2009 la stima delle presenze in seconda casa sul territorio ligure ammonta a circa 53 milioni, quasi quattro volte il conteggio delle presenze 2008 nelle strutture ricettive ufficiali[1]. Oltre un terzo delle presenze sono in provincia di Savona (36,3%); seguono poi in ordine la provincia di Imperia (31,9%), quella di Genova (23,0%) ed infine la provincia di La Spezia (8,8%). Tra le quattro province, è quella di Imperia che riesce a catalizzare il maggior numero di presenze per posti letto: a fronte di una quota di letti pari al 23,8% del totale regionale, la quota di presenze stimate per la provincia ammonta al 31,9%. Al contrario la provincia di Genova conta il 31,1% dei posti letto regionali ed il 23,0% delle presenze; Savona e La Spezia mantengono invece una posizione piuttosto equilibrata.

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