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Tributo a Gian Carlo Menotti alla Giocosa di Savona

Savona. Si è chiusa con una delle opere più conosciute di Gian Carlo Menotti, “Amahl ed i visitatori notturni”, la breve, ma significativa stagione dell’Opera Giocosa di Savona.

Pubblico entusista alle due rappresentazioni (una al mattino per le scuole ed una nel matinèè per gli abbonati) dell’ opera scritta dall’ inventore del festival dei Due Mondi di Spoleto, autore anche di altre 26 opere liriche e musicali, scomparso nel 2007 a Montecarlo. Menotti ebbe grandi riconoscimenti sia in Europa sia in America dove nel 1950 conquistò addirittura il massimo riconoscimento, dopo il Nobel, per uno scrittore, il premio Pulitzer. Amahl festeggia il Natale con i bambini: una Betlemme metropolitana, un presepio con le luci tenui della periferia, in cui le “statuine” ballano il rap: una favola per bambini tutta speciale, che nasce sullo schermo e rivive sulla ribalta.

L’operetta, breve ed intensa, è un atto del 1951 ed è stata scritta nel momento di massima popolarità per Menotti che per 50 anni fu del festival di Spoleto indiscusso conduttore, divenuta una delle più importanti manifestazioni culturali europee, spaziando in tutte le forme artistiche, dalla opera lirica alla prosa, dal balletto alle arti figurative, dalla musica classica e moderna al cinema. Menotti diede poi vita, a partire dagli anni settanta, alle manifestazioni “gemelle” di Charleston (USA) e Melbourne (Australia). Menotti lasciò la conduzione del festival statunitense nel 1993 per prendere la conduzione dell’Opera di Roma.

L’allestimento, che risente della tradizione anglosassone, è del Conservatorio di Musica “G. Puccini” della Spezia. Il cast stellare ed internazionale era così composto: Amahl (Ana Dias Seixas), La madre di Amahl (Natalia Kornach), Gaspare (Norbert Nagy), Melchiorre (Yu Xiao Wei), Baldassarre (Massimiliano Galli), Il Paggio (Marco Paoli), Un paggio muto (Chao Yan Chao). Regia, scene e costumi di Luca Ferraris, Luci Matteo Mattioli. Sul podio è salito il maestro Giovanni Di Stefano che ha diretto Orchestra e coro del Conservatorio di Musica della Spezia. Maestro del coro Daniela Contessi, mentre i danzatori provenivano dalla famosa scuola “Studio 82” di Penny Crump. Il testo della favola in musica nasce in realtà come opera per la televisione americana: andò infatti in “onda” per la prima volta, nella versione inglese, alla NBC di New York. Era stata proprio la NBC, oltretutto, a proporre al compositore di scrivere qualcosa per lo schermo, ottenendo sulle prime un blando rifiuto. Ma il caso volle che Menotti, osservando al Metropolitan Museum la tela di Bosch “L’adorazione dei magi” rimanesse colpito e decidesse di realizzare il progetto.

“L’opera – dice il giornalista e critico Adalberto Guzzinati – è immersa nell’atmosfera del Presepe, che ripropone in tinte delicate ed accattivanti il mistero della Notte di Natale, dei Re Magi e della Stella Cometa ed è ricca di semplici melodie orecchiabili e particolarmente adatte ad un pubblico di bambini”.

Dopo il grande successo riscosso la notte della Vigilia del 1951, la fiaba fu teletrasmessa, sempre il 24 dicembre, nei tredici anni consecutivi e la fortuna le arrise anche quando venne “trasferita” sul palcoscenico. A Savona è stata proposta l’edizione meno famosa, quella in lingua italiana.
(Claudio Almanzi)

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