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Terza serata del Festival: applausi alla musica italiana nel cinema e nel mondo!

La migliore serata del Festival è certamente questa, dedicata alle canzoni famose del mondo, come fu l’anno scorso per quella dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’inizio è stato suggestivo con l’omaggio soft della grande orchestra della Rai alla musica italiana famosa all’estero con “Nel blu dipinto di blu” (di Domenico Modugno e Franco Migliacci 1958), mitico successo di Domenico Modugno (vittorioso a Sanremo nel 1958) e “Gloria” ( di Giancarlo Bigazzi, Umberto Tozzi e Trevor Veitch – 1979), successo mondiale di Umberto Tozzi.

Prosegue emozionante l’omaggio all’intramontabile Frank Sinatra sulle note di “More” (di Riz Ortolani e Nino Oliviero – colonna sonora del film “Mondo cane” 1962 regia di  Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti e Franco E. Prosperi), cantata dal vivo in italiano da Morandi.

Altrettanto grandi le interpretazioni dal vivo di Gianni Morandi con “Dio come ti amo” successo di Domenico Modugno, (vittorioso a Sanremo nel 1966) e “Gli uomini non cambiano” (di Giancarlo Bigazzi, Marco Falagiani e Giuseppe Dati – 1992), successo di Mia Martini (2° posto al Festival nel 1992).


Doverose e sincere le citazioni in ricordo dello stimato autore Giancarlo Bigazzi, recentemente scomparso, l’esibizione dell’indimenticabile Whitney Houston, con il duetto della fantastica melodia di “All at once” nel 1999 sul palco dell’Ariston, e Claudio Villa, che venne a mancare nel 1987, durante la serata di proclamazione della vittoria a Sanremo del brano “Si può dare di più” (Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi).


La campionessa di nuoto Federica Pellegrini, ospite della serata, intervistata da Gianni Morandi, ha confermato le sue doti d’atleta impegnata, semplice e simpatica, oltre che “la bella in bianco”, ma il brano da discoteca “Black Eyed Peas” si è rivelato inadatto per essere ballato anche dal maturo Morandi.


Rocco Papaleo risulta essere sempre disinvolto e coinvolgente ogni sera di più, nella sua semplice comicità intellettuale: anche ieri sera è stato geniale il suo finto scoop in copertina di un “TAIM”, la famosa rivista americana “Time” pronunciata e scritta all’italiana, con la sua foto e la scritta “Can this man save Sanremo”? “Può quest’uomo salvare Sanremo”?.

Papaleo ha ironizzato su chi si è attirato volutamente o meno copertine su quotidiani e riviste, per argomenti più o meno inutili, e comunque non inerenti alle canzoni del Festival di Sanremo, stile Celentano e Belen.

Simpatica anche la proposta dell’ironica sua canzone “La foca” che fu scartata dalla selezione delle canzoni dell’anno scorso: uno swing all’italiana che ha fatto divertire tutti e sciogliere la tensione della gara.


Sempre statico il balletto della bella presenza in abito da sera di Ivanka Mrazova, ma si sa che le vallette devono essere straniere, belle e fare solo contorno e non essere protagoniste superando la competizione canora.


Ottimo e sperato da molti, tra pubblico e critica il ripescaggio di “NANÌ” di Pierdavide Carone e Lucio Dalla, canzone riammessa alla gara dal televoto, augurandoci che vinca sabato sera: vincerebbe non solo un giovane cantautore uscito dai Talent Show, ma anche un grande cantautore, dato che l’unione fa sempre la forza!


Scontato il ripescaggio di “Respirare” di Gigi D’Alessio e Loredana Berté, dovuto per la stima dei fans di questi due artisti dal repertorio contrastante di generi fra loro, e non certo per questa canzone da discoteca: risulta essere un mix di  “Succede” (di Mario Lavezzi-Gianni Morandi) e “Altomare”, ex successo della stessa Bertè.


Ma le combinazioni compositive usando le 7 note musicali, pur cambiando armonizzazione ed arrangiamenti, sono per gli “addetti ai lavori”, finite da tempo: anche il brano dei Matia Bazar ricorda “Gente come noi” successo di Ivana Spagna e “Last Christmas” degli “Wham!”, per non parlare di Nina Zilli, come già notato da subito, un omaggio a Mina non solo nell’interpretazione e look, ma anche nella miscellanea dei suoi successi anni ’60.


Il premio per il miglior duetto è stato conferito a “Impressioni di settembre” dei Marlene Kuntz e Patty Smith: non é stato il miglior duetto della serata, perché il solista l’ha forzatamente sussurrata, ma forse la giuria ha espresso un tributo alla PFM, ma si è fatta coinvolgere di più dall’esplosiva “Because the night” che hanno interpretato subito dopo, con ovazione di pubblico in platea. Ci pare scontato invece che lo vincessero, perché del quartetto di eliminati la scorsa sera, i Marlene Kuntz erano gli unici che non avrebbero avuto nessuna possibilità degli altri 3 concorrenti, di essere ripescati, come è successo d’altronde.

L’opera vinta di inestimabile valore era un “Globo d’oro e diamanti” realizzato dal maestro orafo Michele Affidato.


Ecco in dettaglio i mitici duetti internazionali tanto attesi, nonché i meravigliosi omaggi alle colonne sonore da film di matrice italiana, interpretate dall’Orchestra della Rai, accompagnando i cantanti alla discesa delle scale del Teatro Ariston:


Ennio Morricone – colonna sonora di “C’era una volta il west…” 1968 – regista Sergio Leone

Chiara Civello con Shaggy – Per la gioia degli amanti della discoteca, ecco la tamburellante “Boombastic“, ma il loro duetto di “You Don’t Have To Say You Love Me” (“Io che non vivo (senza te)” di Vito Pallavicini e Pino Donaggio, finalista a Sanremo nel 1965) ha rivelato le ottime doti canore con questa canzone per la Civello, ma non certo per Shaggy, che purtroppo non ha azzeccato tutte le note, oltre a non rientrare nello stile del suo repertorio, se pur in versione reggae.


Luis Enríquez Bacalov – colonna sonora di “Il Postino” 1994 – regista Michael Radford.


Samuele Bersani con Goran Bregovic, per gli amanti del liscio, non poteva mancare il ricordo di “Romagna mia”, l’immortale valzer scritto nel 1954 da Secondo Casadei (zio di Raoul), “My Sweet Romagna”. Un po’ di sana tradizione musicale italiana ed un’inedita sorpresa della musica gitana a Sanremo con anche il brano “Balcaneros“.


Piero Piccioni – colonna sonora di “Fumo di Londra” 1966 – regia Alberto Sordi


Nina Zilli canta con Skye dei Morcheeba con “Never Never”, “Grande grande grande” di Mina, scritta da Alberto Testa e Tony Renis nel 1972. Naturalmente non poteva non essere impeccabile la Zilli, la “Mina degli anni 2000″, ma adorabile anche Skye. Spensierato e leggiadro il loro duetto “Rome wasn’t bild in a day“.


Nino Rota – colonna sonora di “Amarcord” 1973 – regista Federico Fellini


Matia Bazar con Al Jarreau, per il duetto di “Speak Softly Love”, “Parla più piano”, musica di Nino Rota e testo di Gianni Boncompagni, (dalla colonna sonora del film “Il Padrino” di Francis Ford Coppola del 1972). Debole il loro duetto, se non negli acuti della splendida voce di Silvia Mezzanotte. Molleggiata e piacevolmente soft “Whe’re in this love together“.


Stelvio Cipriani – colonna sonora di “Anonimo Veneziano” 1970 – regista Enrico Maria Salerno


Emma con Gary Go, con la versione rock de “Il paradiso” di Patty Pravo, in inglese “If Paradise Is Half As Nice”, scritta da Lucio Battisti e Mogol nel 1969. Duetto non troppo sincronizzato. Scontata la loro versione di “Wonderful”.


Nino Rota – Colonna sonora di “8½” 1963 – regia di Federico Fellini

Arisa con José Feliciano, con la celeberrima “Che sarà”, “Que será” (di Jimmy Fontana, Franco Migliacci e Carlo Pes - secondo posto con I Ricchi e Poveri nel 1971). Commovente e coinvolgente il trio fra Morandi, Arisa e Feliciano di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones“, (successo del 1966 di Morandi). 

Giorgio Moroder – colonna sonora di “Scarface” 1983 – regista Brian Russell De Palma


Francesco Renga e Sergio Dalma con “Il mondo” (di Gianni Boncompagni- Jimmy Fontana/Gianni Meccia/Carlo Pes 1965), “El Mundo”. Duetto non troppo equilibrato fra un Renga, virtuoso del gorgheggio e Dalma, più soffice e delicato di timbro vocale.

Senza mordente la loro interpretazione di “Bella senz’anima” di Riccardo Cocciante, anche perché l’originale è impareggiabile.


Ennio Morricone – colonna sonora di “Per un pugno di dollari” 1964 – regista Sergio Leone


Lucio Dalla al pianoforte con Pierdavide Carone e Mads Langer, con la dolce “Anema e core” (di Salve D’Esposito e Tito Manlio – 1950). Duetto piacevole per una canzone intramontabile che accarezza l’anima. Tenera interpretazione per un duetto ben assortito con “You’re not alone“.


Ennio Morricone con “Gabriel’s Oboe” – colonna sonora di “Mission” 1966 – regista Roland Joffé


Irene Fornaciari con Brian May dei Queen, per “I Who Have Nothing”, “Uno dei tanti”  scritta nel 1961 da Mogol e Carlo Donida Labati, successo di Joe Sentieri. Emerge la voce nell’assolo iniziale della commossa Irene Fornaciari, interpretazione che le rende omaggio, dato che è stata eliminata con la canzone in gara, lasciando così il palco di Sanremo con alti onori. Nel duetto rock con “We will rock you” è esaltante con il pubblico sanremese.

Ennio Morricone – colonna sonora di “Giù la testa” 1971 – regista Sergio Leone

I Marlene Kuntz duettano con Patti Smith per “Impressioni di settembre” scritta nel 1971 della PFM,“The World Became The World”. Non troppo entusiasmante il duetto, se pur premiato dalla critica (omaggio alla PFM),  ma ben più esaltante la mitica “Because The Night” con evidente esplosione del pubblico.

Nino Rota – colonna sonora di “La dolce vita”  1960 – regista Federico Fellini


Gigi D’Alessio al pianoforte, Loredana Berté e Macy Gray in un bel trio di “Almeno tu nell’universo” scritta nel 1972 da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, successo dell’indimenticabile Mia Martini nel 1989 con il premio della critica a Sanremo, in inglese “Flame“. La versione migliore fu di Mia Martini, dato che queste tre voci insieme sono dissonanti e la migliore naturalmente è quella di Macy Gray, se pur visibilmente con problemi di salute… 
Romantico duo inedito Gigi D’Alessio con Macy Gray con il suo brano in italiano ed inglese di “Io sarò per te”.

Armando Trovajoli – colonna sonora di “Profumo di donna” 1974 – regista Dino Risi


Eugenio Finardi e Noa, con “Torna a Surriento” di Ernesto e Giambattista De Curtis del 1902, in inglese “Surrender”. La loro versione inizia in stile tradizionale partenopeo, e poi diventa un bel duetto rock. Splendido omaggio di Noa al 100° anniversario della nascita di Roberto Murolo con “Era de maggio” (del 1885 di Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa): i classici partenopei sono sempre intramontabili!

Molto affascinante ed elegante Noa che canta con Morandi il tema del film “La vita è bella” di Roberto Benigni, “Beautiful that way” (di Nicola Piovani e Vincenzo Cerami 1997).


Giorgio Moroder – colonna sonora di “La storia infinita” 1984 –  regista Wolfgang Petersen

Dolcenera e Professor Green con “Vita spericolata”, di Vasco Rossi e Tullio Ferro del 1983, in inglese “My live is mine“. Sconvolto il successo di Vasco Rossi in versione rap: il duetto è disarmonico, mentre “Read all about it” è più convincente.

Ennio Morricone – colonna sonora di “Nuovo cinema Paradiso” 1988 – regista Giuseppe Tornatore


Noemi e Sarah Jane Morris, con “Amarsi un po’ “ di Lucio Battisti e Mogol 1977, “To feel in love”: sconvolta l’originale amabile dalla voce di Battisti, ma comunque ha il suo mordente blues questa inedita versione. Molto più azzeccato ed incisivo il loro duetto ritmico di “Fast car“. 

I risultati degli ascolti: deve ritenersi soddisfatta la RAI, il Festival colpisce ancora il cuore degli italiani, perché nonostante la lunghezza eccessiva delle puntate, gli ospiti più o meno graditi tra oratori e comici, e le canzoni già ascoltate la prima sera, non troppo esaltanti rispetto agli anni precedenti, la terza sera ha comunque accolto l’interesse anche del web oltre che dell’Auditel.


1ª SERATA: 14.378.000 spettatori per 48,5% di share

2ª SERATA: 11.055.000 spettatori per 37,24% di share

3ª serata: 1ª parte 12.770.000 spettatori per 45.62 % di share  – 2ªparte 6.533.000 spettatori per 57.16 % di share


Al via alle canzoni in gara, questa sera, interpretate in coppia di altri artisti famosi, perché si, il Festival di Sanremo, da una sola serata delle edizioni d’esordio, ha compreso che esagerare in serate è la formula vincente per attirare i riflettori del mondo e l’audience del pubblico televisivo.


Festival di Sanremo 2012

http://www.sanremo.rai.it/dl/portali/site/page/Page-33e0070d-36a7-4403-b44d-951b39995392.html


Le passate edizioni del Festival di Sanremo

http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_della_Canzone_Italiana_di_Sanremo


Ass. Culturale caarteiv

http://www.caarteiv.it

(Simona Bellone)







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