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“Tenco e gli altri” di Paolo Logli: un evento letterario e musicale

Tenco e gli altri” é un “libro evento” di Paolo Logli, che nella terra della “torre pendente”, al Pisa Book Festival, venerdì scorso ha suggellato un colto e proficuo “trait d’union” tra il mondo della letteratura e della musica.

L’autore si é cimentato in un’impresa letteraria non facile, redatta nel corso di un decennio, (come già descritto ampiamente nell’articolo di annuncio) quale ottimo trampolino di lancio per 6 monologhi originali ed unici, per un teatro d’autore intenso di cultura ed emozioni.

In effetti, sabato scorso, Franco Simone é il primo a pronunciarsi con sincerità ed orgoglio nella sua pagina facebook ufficiale, enunciando così ai suoi fans:

“Ieri a Pisa è stato tutto molto bello. La saletta in cui abbiamo presentato il libro era piccola, ma la gente era molto interessata e mi è sembrato di essere tornato ai tempi dell’Università quando, nella mia camera della Casa dello Studente, cantavo per i miei amici. Ho letto alcuni brani del libro di Paolo Logli. Ho cantato al piano “Se potessi, amore mio” e, accompagnato da uno straordinario Felice Reggio alla tromba, “Mi sono innamorato di te” e “Un giorno dopo l’altro”.
 E’ venuta ad ascoltarci anche Petra Magoni. Per me è stato molto emozionante perché la ritengo una delle migliori cantanti europee. …”

Domenica, in Internet è comparsa questa esclamazione di elogio descrivendo la cerimonia di presentazione del libro impreziosita con l’esibizione canora di Franco Simone al Pisa Book Festival, venerdì scorso:

“…Simone si cimenta in un’appassionata e intensa interpretazione di Tenco a cappella che lascia tutti senza fiato, e suggerisce le atmosfere struggenti dei brani colpendo dritto al cuore. …”

Una sensazione emotiva che condividono tutti i suoi fans che lo seguono da sempre con profonda ammirazione.

Siamo tutti speranzosi, quindi, che queste sue numerose e belle interpretazioni delle canzoni di Luigi Tenco, regalateci in estemporanea dal vivo nei suoi concerti e puntate del “Dizionario dei sentimenti”, vengano presto incise in un cd in omaggio a questo grande cantautore che “peccato che sia andato via così presto”, come afferma Franco Simone che lo stima da sempre.

Renato Marengo, autore, produttore, regista e famosa voce di “Demo” di Radio Rai, curatore della prefazione del libro di Logli, con soddisfazione e stima per l’amico ed autore e sceneggiatore, esclama per lui in facebook (ormai divenuto in pochi anni il “social network” più frequentato al mondo, quale ottimo incontro per un immediato scambio di informazioni sociali e culturali):

“… questo è un libro di suoni, di musiche e musicisti diversissimi tra loro ma tutti con quella particella in più che si chiama talento: questo libro coraggiosamente esce oggi, alla faccia di chi dice che la musica non funziona in Tv e in editoria, la musica è certamente una delle componenti più concrete dell’anima. Se esiste l’anima è perchè chi ce l’ha ascolta ed ama la musica, la musica è la prova stessa dell’esistenza dell’anima, parola di laico…”

Domenica scorsa, segue un altro commento interessante, dal sito “Digital Performance” che sfocia in un racconto accorato, della serata musical-letteraria pisana, che ci appassiona con queste frasi descrittive di profonda stima per Paolo Logli:

“… Durante la presentazione pisana la fanno da padrona episodi musicali di vita vera o immaginaria, biografie presunte o poetiche di cantanti ben radicati nella memoria di tutti: sono le storie che fanno da sfondo al libro, sei monologhi che raccontano di Giovanni Battista Pergolesi, Jimi Hendrix, Joseph Hadyn, Giacomo Puccini, Bixio (quello di Parlami d’amore Mariù) e Luigi Tenco che tra loro non parrebbero avere altro legame se non quello di una vita vissuta per la musica.Non deve essere stato facile romanzare quella storia raccontata da Paoli su Tenco, quando erano “quattro amici al bar” e sfidavano la morte sporgendosi su muretti o camminando sulle traversine dei treni nelle gallerie genovesi; e nemmeno immaginarsi cosa accadeva gli ultimi giorni di vita del grande Pergolesi che riuscì a vivere ancora il tempo necessario per finire lo Stabat Mater; davvero impossibile poi buttar giù i pensieri di Jimi Hendrix nel delirio del suo ultimo concerto mai suonato. … Un libro da leggere, poi, come si ascolta una bella musica e come si guarda un bel quadro: seguendone il ritmo interiore. “Non esiste altro che le cose belle”, recita la dedica di Logli per me. E il suo libro è una di quelle….”

Franco Simone, intervistato lunedì mattina a “Buongiorno Lazio“, effervescente rubrica radiofonica a cura di Dina Tomezzoli Musicaradio (101,5 – Latina), ormai lieta ed attesa consuetudine settimanale, esterna con nostalgia ed emozione la serata descrivendola così:

“Mi è sembrato di essere tornato ai tempi dell’Università quando nella mia stanzetta si riunivano i miei amici e io cantavo per loro… Ma ti dirò che non mi è mancata la moltitudine… è stato bello… tra l’autore (Paolo Logli) che è una persona intelligentissima, interessantissima, pieno di idee e poi é buono, io amo le persone buone, quindi tutto quello che scrive ha un aspetto positivo…”

Ricordando le canzoni da lui cantate nella serata alla tastiera e con l’accompagnamento del famoso trombettista Felice Reggio, autore del professionale omaggio “Mio caro Tenco” con la sua Big Band nel 2008, il cantautore salentino prosegue nell’intervista radiofonica, raccontarsi e a lodare il suo collega cantautore Luigi Tenco con queste belle frasi:

“Luigi Tenco è quasi una tappa d’obbligo per chi ama la canzone italiana… Per me, cantare Tenco mi sembra la cosa più naturale di questo mondo …

Nella mia primissima gioventù … quelli che proprio mi hanno toccato l’anima sono stati a scuola Giacomo Leopardi e musicalmente Luigi Tenco …

Era il più bravo tra i suoi colleghi che già erano meravigliosi … Tenco faceva parte della compagnia di Gino Paoli, Bruno Lauzi, Fabrizio De Andrè … e Paolo Villaggio … in questa cerchia dove il Padre Eterno si era proprio divertito a farci vedere di cosa era capace, quando proprio si mette d’impegno…

Lui, di tutta la cerchia dei cantautori, era l’unico che cantava veramente bene già allora, gli altri hanno imparato dopo a cantare. Lui era già intonatissimo e cantava proprio bene…

Le canzoni di Tenco ce l’ho nel cuore. Racconto spesso che il mio primo produttore al quale voglio molto bene, (Ezio Leoni), il primo giorno che andai da lui mi disse:

“Franco io tengo molto a te, tu avrai un grande successo vedrai… Per me un artista é questo e mi mise sul piatto “Mi sono innamorato di te”… e aveva ragione perché c’é la sintesi, la mancanza di retorica, l’abbandono totale, l’amore per la gente…”

Nella pagina ufficiale di Franco Simone, Carlo D’Andrea, “l’avvocato chitarrista”, stimato e pluripremiato cantautore anch’egli salentino, ricordando che “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco fu la sigla della fortunata serie televisiva del Commissario Maigret con lo straordinario e indimenticabile Gino Cervi, evidenzia il valore artistico ed umano di Tenco:

“… Incommensurabile Tenco! Non a caso due grandi come De AndrèDe Gregori gli hanno dedicato una canzone…”

In effetti D’Andrea ci ricorda che in “Preghiera in gennaio” composta dal grande “Faber” questi versi descrivono la sua vita:

“… Dio di misericordia il tuo bel Paradiso lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso, per quelli che han vissuto con la coscienza pura, l’inferno esiste solo per chi ne ha paura”

e in “Festival” composta dal noto “principe dei cantautori” che nomina Tenco come

“… quel giovane angelo che girava senza spada …”

sottolinea in versi canori, un aspetto importante su ciò che é accaduto in questi decenni

“qualcuno lo ricorda ancora mentre accende un’altra sigaretta, altri gli hanno fatto un monumento, per dimenticare un pò più in fretta”...”

Proseguendo nel dialogo sul mondo musicale odierno, D’Andrea annuncia una frase proverbiale

“Bisognerebbe ritornare alla “semplicità” di queste note e finirla un pò con l’ossessione dei suoni e della spasmodica e conformistica ricerca dell’originalità e “modernità”.

Quando fu ospite ad una puntata del “Dizionario dei sentimenti” di Franco Simone, nel corso della quale si rese omaggio al grande Bruno Lauzi, Carlo D’Andrea ci regalò una dolce immagine del suo pensiero poetico, dall’immenso valore, raccontandoci il suo desiderio di vedere con i propri occhi il Mar ligure che ha ispirato tante belle canzoni: la basilare importanza della simbiosi fra “paesaggio, musicalità ed interiorità”.

Come non evidenziare a questo punto, le parole di Luigi Tenco che in “Io sono uno” composta nel 1966 recitano così:

“Io sono uno che sorride di rado,
questo è vero,

ma in giro ce ne sono già tanti

che ridono e sorridono sempre,
però poi non ti dicono mai
cosa pensano dentro”

Luigi Tenco, che nella sua vita non fece sfoggio di sorrisi, ma di una riflessiva e saggia interiorità pura e semplice, seppe veramente raccontarci bene di sé e della gente grandi cose, anche se ebbe in dono dalla vita pochi decenni per farlo: i migliori anni in cui i sentimenti liberi lottano con vigore per non venir contaminati dalla ragione del conformismo.

Le indimenticabili canzoni di Luigi Tenco cantate venerdì 21 ottobre 2011, al Pisa Book Festival, da Franco Simone alla tastiera e con l’accompagnamento del trombettista Felice Reggio:

SE POTESSI, AMORE MIO – 1965

In questo video l’interpretazione di LUIGI TENCO

http://www.youtube.com/watch?v=6sYSVcU241cc

Se potessi, amore mio,

ti darei tutto quel che vedo,

ma posso darti

solo quel che ho io

e purtroppo

non è gran cosa.

Se potessi, amore mio,

vorrei essere

un grand’uomo,

saperti amare

come una regina,

ma purtroppo

son quel che sono.

Se potessi, amore mio,

per non sciupare

questa tua vita

dovrei andarmene

e dirti addio…

ma purtroppo

non sono buono.

MI SONO INNAMORATO DI TE – 1962

L’interpretazione di FRANCO SIMONE a Music life in questo video

http://www.facebook.com/video/video.php?v=1858892958098

Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcosa da sognare
Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare solo
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d’amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient’altro che a te
Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppure io cosa fare
il giorno
mi pento d’averti incontrata
la notte
ti vengo a cercare.

UN GIORNO DOPO L’ALTRO – 1966

Sulle scene de “Le nuove inchieste del commissario Maigret” di Georges Simenon, con Gino Cervi, alcuni versi della canzone in questo video

http://www.youtube.com/watch?v=MbhO_4ZabkE

Dalla voce di LUIGI TENCO il brano in versione integrale in questo video

http://www.youtube.com/watch?v=FbSKeLHAYoQ

Un giorno dopo l’altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l’altro
e tutto e’ come prima
un passo dopo l’altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell’avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l’avvenire e’ ormai quasi passato.
Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.

La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e’ un’abitudine.

In questo video “Preghiera in gennaio” scritta da Fabrizio De Andrè per Luigi Tenco nel 1967, in richiesta a Dio di un posto in Paradiso per l’amico scomparso

http://www.youtube.com/watch?v=h70awBoZIDI

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce

che ormai canta nel vento

Dio di misericordia

vedrai sarai contento

Dio di misericordia

vedrai sarai contento.

In questo video “Festival” scritta da Francesco De Gregori per Luigi Tenco nel 1976, in difesa dell’umanità del cantautore ed anche evidenziando che dopo la sua morte c’è chi diventò suo amico perché, su tale evento tragico in cui morì, non calasse il sipario mediatico.

http://www.youtube.com/watch?v=fKHxmLYOeNo

É la città dei fiori disse chi lo vide passare

che forse aveva bevuto troppo

ma per lui era normale.

Qualcuno pensò fu problema di donne,

un altro disse proprio come Marilyn Monroe.

Lo portarono via in duecento,

peccato fosse solo quando se ne andò.

La notte che presero il vino

e ci lavarono la strada.

Chi ha ucciso quel giovane angelo

che girava senza spada?


E l’uomo della televisione disse:

“Nessuna lacrima vada sprecata,

in fin dei conti cosa

c’è di più bello della vita,

la primavera è quasi cominciata”.

Qualcuno ricordò che aveva dei debiti,

mormorò sottobanco che quello era il motivo.

Era pieno di tranquillanti,

ma non era un ragazzo cattivo.

La notte che presero le sue mani

e le usarono per un applauso più forte.

Chi ha ucciso il piccolo principe

che non credeva nella morte?


E lontano lontano si può dire di tutto,

non che il silenzio non sia stato osservato.

L’inviato della pagina musicale scrisse:

“Tutto è stato pagato”.

Si ritrovarono dietro il palco,

con gli occhi sudati e le mani in tasca,

tutti dicevano “Io sono stato suo padre!”,

purchè lo spettacolo non finisca.

La notte che tutti andarono a cena

e canticchiarono “La vie en rose”.

Chi ha ucciso il figlio della portiera,

che aveva fretta e che non si fermò?


E così fu la fine del gioco,

con gli amici venuti da lontano,

a deporre una rosa sulla cronaca nera,

a chiudere un occhio, a stringere una mano.

Alcuni lo ricordano ancora

mentre accende una sigaretta,

altri ne hanno fatto un monumento

per dimenticare un pò più in fretta.

La notte che presero il vino

e ci lavarono la strada.

Chi ha ucciso quel giovane angelo

che girava senza spada?

TENCO E GLI ALTRI. I monologhi di PAOLO LOGLI nel volume edito da Cut up

http://www.digitalperformance.it/?p=2473

TENCO E GLI ALTRI – Paolo Logli – Elisabetta Castiglioni

http://www.lideale.info/ReadArticolo.aspx?id=3750&par=c


Approfondimenti sul libro “TENCO E GLI ALTRI” di Paolo Logli – Renato Marengo e Paolo Logli presentano le loro produzioni letterarie al “Dizionario dei sentimenti” di Franco Simone

http://www.liguria2000news.com/franco-simone-paolo-logli-renato-marengo-tenco-e-gli-altri-tutti-a-pisa.html


Pisa Book Festival 21-23 ottobre 2011

http://www.pisabookfestival.it/


Paolo Logli

http://www.facebook.com/paolo.logli


Renato Marengo

http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Marengo


Felice Reggio
http://www.felicereggio.com/

Felice Reggio Big Band – Mio caro Tenco – cd 2008

http://www.felicereggio.com/tenco_mp.html

Franco Simone sito ufficiale

http://www.francosimone.it/

Franco Simone Facebook ufficiale

http://www.facebook.com/pages/Franco-Simone-Official/156720677705620

Dizionario dei sentimenti ideato e condotto da Franco Simone regia Giuseppe Morelli – Gold Tv Roma – articoli scritti per e da Franco Simone – in continuo aggiornamento

http://www.caarteiv.it/dizionario%20dei%20sentimenti%20franco%20simone.htm


Carlo D’Andrea ospite al “Dizionario dei sentimenti” di Franco Simone – Presenta il suo cd “É tutta colpa del mare” delle “Vele bianche Editori”

http://www.liguria2000news.com/dizionario-dei-sentimenti-di-franco-simone-il-teatro-di-gennaro-cannavacciuolo-e-la-poesia-di-carlo-dandrea.html


Luigi Tenco

http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Tenco


Articolo su Luigi Tenco – Liguria2000news

http://www.liguria2000news.com/luigi-tenco-la-verde-isola-dignita-ad-un%e2%80%99anima-della-scuola-genovese.html


“Questa canzone” di Mina, in cerca dell’autore, sembrava composta da Luigi Tenco

http://www.liguria2000news.com/giallo-risolto-al-palazzo-mina-i-colpevoli-erano-i-maggiordomi.html


Ass.ne Culturale caARTEiv

http://www.caarteiv.it
(Simona Bellone)






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