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Taranto. Buona musica e fondi per la Terra Santa al concerto dell’Ordine del Santo Sepolcro

Taranto. Per la dodicesima volta è stato un successo di pubblico e di critica l’annuale concerto pro Terra Santa organizzato dalla Sezione Taranto-Jonio dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Delegazione di Taranto.

Un concerto il cui scopo specifico – oltre a costituire un appuntamento prestigioso per la città e per il territorio della Sezione, da Castellaneta a Oria – è la raccolta di fondi per le esigenze della Chiesa cattolica nella terra di Gesù.

Il ricavato delle offerte – ha spiegato il preside della Sezione, dott. Baldassarre Cimmarrusti –  ogni anno viene inviato alle opere cattoliche di Terra Santa, ovvero scuole, ospedali, chiese, ecc. che non avrebbero, altrimenti, altre provvidenze, ma che offrono i loro servizi a tutti indipendentemente dalla religione professata.

A rendere prestigiosa la serata è stata la presenza del vescovo di Castellaneta, mons. Claudio Maniago, l’arcivescovo metropolita di Taranto, mons. Filippo Santoro, e l’ambasciatore Ivan Rebernik, cancelliere d’onore del Gran Magistero dell’Ordine, giunto a Taranto in rappresentanza del governatore generale s.e. ambasciatore conte Leonardo Visconti di Modrone.

La serata è iniziata con l’esecuzione all’organo della cattedrale dell’Inno dei Cavalieri, suonato dal grand’uff. Benedetto Mainini, quindi, presentati col consueto garbo dalla dott.ssa Carla Cimmarrusti, si sono esibiti gli artisti.

Quest’anno, per i tantissimi appassionati, si è dato spazio alla tradizione italiana dell’opera lirica. Tre i protagonisti: il tenore Domingo Stasi, tarantino, che ha studiato a Milano; il soprano Angela Manolio, di Policoro, laureata in canto lirico al Conservatorio “Paisiello”;  e il maestro Massimiliano Picuno, brillante pianista, tarantino, che ha studiato con Victor Merzhanov e Sergio Fiorentino al “Piccinni”, ora docente del nostro “Paisiello”.

Affascinante e di gran richiamo il repertorio con romanze di opere di Verdi, Puccini, Mascagni, Leoncavallo, e una celeberrima canzone del tarantino Mario Costa.  Esaltante intermezzo pianistico del m° Picuno che ha eseguito con passione e grande tecnica un bello ma difficile brano di Listz, tratto dal suo viaggio in Italia, a Venezia e a Napoli. Qui il grande compositore “rubò” il canto popolare “Fenestra vasce” ponendolo come traccia conduttrice della sua composizione intitolata “Tarantella”.

Al termine, bis, fiori, targhe ricordo e le parole del cancelliere Rebernik ai Cavalieri ionici: “Nella vita una persona può fare tante cose, ma come cristiani è importante, qualche volta, “essere” la risposta ai bisogni della gente”.
(Antonio Biella)

Foto 1 – dida: L’intervento del preside Cimmarrusti e in primo piano, da dx, il vescovo mons. Maniago, l’arcivescovo Santoro e il cancelliere d’onore Rebernik

Foto 2 – dida: Pianista, soprano e tenore premiati dalle autorità

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