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Successo della XXIII edizione de “I Giorni della Divulgazione della Cultura” con superbi interpreti Rosemary Calderone in “La disperazione di Cassandra” e Giuseppe Messina in “La collera di Odisseo”, presentato il libro “Il suicidato” di Sara Favarò

Barcellona Pozzo di Gotto. Così scrive in sintesi su Facebook l’ingegnere Pino Cordaro, tra l’altro appassionato fotografo che tante importanti personalità, dive del cinema e dello spettacolo in generale ha fotografato.

“Si è concluso con grande successo l’evento, XXIII Edizione, ‘I Giorni della divulgazione della Cultura’ organizzato dal “Movimento per la Divulgazione Culturale” di Barcellona Pozzo di Gotto presieduto da Giuseppe Messina. La prima serata, ha visto protagonista la palermitana giornalista, scrittrice, cantautrice e attrice Sara Favarò di cui è stato presentato il suo libro “Il suicidato” tratto dal fatto di cronaca che ha interessato il giovane Urologo Barcellonese Attilio Manca che nel 2004 fu trovato morto nel suo letto a Viterbo e la cui morte è ancora avvolta nel mistero. Archiviato inverosimilmente come suicidio è quasi sicuramente un delitto di mafia. La Madre di Attilio presente alla serata insieme al marito, si è battuta in questi anni e continua a battersi nelle più note trasmissioni TV per riabilitare il giovane e valentissimo chirurgo sul quale molto fango e’ stato buttato, ma ha trovato un muro nelle istituzioni dello Stato perché, evidentemente, a qualcuno non fa comodo che la verità venga a galla. Presente alla serata il famoso ex giornalista TV di Rai uno, il Barcellonese Melo Freni che non necessita di presentazione e tante altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno seguito il “caso”.

Nella seconda delle due serate di cui era composto l’evento abbiamo assistito alla interpretazione di due monologhi “La disperazione di Cassandra” interpretata dalla brava, incomparabile e bellissima attrice Rosemary Calderone e “La collera di Odisseo” con l’interpretazione del poliedrico M° Giuseppe Messina, autore dei testi”

È vero, si è trattato di un evento in due serate che non sarà facilmente dimenticato per la sua positività culturale.

La Favarò è una figura straordinaria di donna-artista che manifesta spontaneamente gioia ed allegria e che, come lei stessa ha affermato, è apparsa a sorpresa, quaranta anni fa, nella vita del M° Giuseppe Messina che l’ha invitata a questo evento: gli è stata portata in casa da quel fenomeno di poeta che era e resterà Ignazio Buttitta, in occasione di un recital a Barcellona Pozzo di Gotto e, da allora si sono tenuti in contatto pur non avendo avuto ulteriori incontri, perciò, per i due amici è stata certamente una piacevole emozione incontrarsi dopo tanto tempo. Dopo aver raccontato del loro passato, Sara Favarò ha ricordato i suoi inizi con Ignazio Buttitta, dei tanti “Cenacoli Culturali” con lo stesso Poeta ed anche con Melo Freni, che allora lavorava in Rai a Palermo. Sara Favarò ha definito Buttitta e Freni suoi maestri senza i quali non sarebbe diventata quella che è adesso.

In omaggio all’artista Favarò è stato organizzato un recital di poesia con i poeti Giuseppe Giunta, Graziella Lo Vano, Maria Morganti Privitera, Giulia Maria Sidoti e Teresa Vario ed un concerto eseguito dal Quartetto di Chitarre Classiche composto da Juliano Parisi, Alessando Previti, Daniele Ruta e dal M° coordinatore Alesssandro Monteleone, che ha eseguito gradite composizioni di musica barocca.

Nel corso della serata, dalle mani di Melo Freni e di Giuseppe Messina, sono state conferite due targhe, alla stessa Favarò ed alla poetessa Maria Morganti Privitera che, come ricercatrici e divulgatrici delle tradizioni, tengono alto il vessillo della cultura siciliana.  La seconda serata, che, a parere di tanti, tra cui lo scrittore – regista Melo Freni e dell’attore – regista Nico Zancle, sarà indimenticabile per la sorprendente bellezza, perché ciò rappresenta la vera cultura e l’arte in particolare, ha avuto inizio quando il sole si apprestava a tramontare alle spalle del palcoscenico. L’inizio è stato dato dal quartetto di chitarre, composto dagli stessi chitarristi con l’eccezione di Alessandro Previti sostituito dal giovane professionista Angelo Forganni. Dopo gli applausi meritatissimi, accolti con un collettivo inchino di ringraziamento da parte dei concertisti, a sorpresa, si sono fatte sentire nell’aria le note del flauto dolce del musicologo Guido Siracusa che si è prestato generosamente ad interpretare delle coloriture musicali molto apprezzate, improvvisazioni che hanno fatto da prologo ed intermezzo durante le esecuzioni dei monologhi. Cessato l’imput musicale, ecco apparire tra il pubblico lei, Cassandra, ammantata di nero, con l’incedere verso il palcoscenico mormorando un lamento, interpretata da Rosemary Calderone che, per due volte, ha già interpretato il tormento di Penelope, un altro monologo di Giuseppe Messina, anche a favore degli studenti del plesso liceale di Barcellona Pozzo di Gotto.

Una particolare Cassandra, sacerdotessa del Dio Fefo, il quale sputandole sulle labbra, per essersi negata a lui, l’ha condannata a prevedere la verità degli eventi, ma di non essere creduta. Quindi, investita dalla più triste drammaticità, si rivolge agli dèi “ingiusto e quindi inutili” per averla abbandonata ad un destino atroce: narra della terribile decennale guerra che si conclude con la distruzione di Troia, la città considerata imprendibile, della morte di tanti eroi da una parte e dall’altra del fronte, degli stupri, delle terribili violenze ed in fine della sua stessa morte che, prevede, avverrà a Micene, nella casa di Agamennone il condottiero degli eserciti achei, dove egli stesso sarà assassinato dalla moglie Clitennestra.

A seguire, dopo l’intermezzo del flauto di Guido Siracusa, è salito sul palco l’autore delle due opere e, nelle vesti di Odisseo, ha interpretato magistralmente “La collera di Odisseo” (anche questo monologo è già stato dato a beneficio degli studenti dello stesso plesso liceale).

Abbiamo potuto assistere all’interpretazione del re di Itaca molto contrariato aggredire con parole di violento disprezzo quei proci giunti sotto il palazzo reale con l’intenzione di vendicare i loro parenti ed amici uccisi dallo stesso Odisseo, alla fine dello stentato viaggio di ritorno da Troia, dopo averli sorpresi invasori della sua stessa casa, con la pretesa che penelope scegliesse uno di loro come nuovo marito.

Due interpretazioni che sono riuscite a suscitare emozioni quindi accolte con favore dai tanti spettatori che hanno conferito lunghi e sinceri applausi.  “I Giorni della Divulgazione della Cultura” si sono svolti, come gli anni precedenti, nel giardino della residenza estiva dello stesso Maestro Giuseppe Messina in stretto II Coccomelli, zona Spinesante.

In conclusione, dopo che Nico Zancle ha interpretato la poesia “L’ultima lettera”, come nella prima serata, i soci, gli amici e gli estimatori del “Movimento per la Divulgazione Culturale” sono stati invitati a fermarsi al bouffet per uno spuntino, con pietanze preparate da alcune socie ed amiche e dalla stessa padrona di casa Nerina Fazio, per alleviare gli stimoli della fame in quell’ora ormai tarda.

Nella foto in ordine:

1 – Giuseppe Messina e Rosemary Calderone;

2 – Alessandro Monteleone, Melo Freni, Sara Favarò e Giuseppe Messina;

3 – Angela Manca, Sara Favarò, Melo Freni e Giuseppe Messina;

4 – Giuseppe Messina, Sara Favarò e Melo Freni.
(Nino Bellinvia)

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