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Successo della prima del film “Un estremo atto di giustizia” realizzato e presentato dal “Movimento per la Divulgazione Culturale” di Barcellona Pozzo di Gotto

Barcellona Pozzo di Gotto. Pieno successo nei giorni scorsi della prima assoluta del film “Un estremo atto di giustizia” proiettato nell’ambito della d XX edizione de “I Giorni della Divulgazione della Cultura” nel 35° anniversario della fondazione dello stesso Movimento per la Divulgazione Culturale (vi ha collaborato (l’Associazione Culturale “FilicusArte”) con lo stesso spirito educativo dei precedenti “L’uomo che ritrovo se stesso” del 2006 e “Socrate non può morire – Un atto estremo contro il potere mafioso” del 2011.

“Un atto estremo di giustizia” è tratto dall’omonimo romanzo contro la mafia di Giuseppe Messina che del film (interpreta anche una parte) è soggettista, sceneggiatore, scenografo, montatore e regista con l’assistenza di Francesca Alesci che, assieme a Tonino Abbate si è interessata anche delle riprese. La colonna sonora è tratta da alcuni concerti del Maestro Alessandro Monteleone.

La trama del film particolarmente indirizzato ai giovani (ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale), è più che altro la storia di un musicista, di suo padre e di un boss.

Un musicista, il chitarrista Alessandro Giusto, dopo avere girato il mondo di concerto in concerto, riportando fama e successo, decide di fare ritorno nella sua città natale in Sicilia, (dove vuole che il suo bambino cresca) e apre una scuola di musica, senza badare al rischio in cui va incontro. In città, infatti, fa brutto e bel tempo un certo boss, don Antonio. Contrario, infatti, della sua decisione, conoscendone testardaggine e senso di giustizia, è il padre Giulio (pensionato, affetto da un cancro ai polmoni, che abita fuori città e inteso da tutti come il filosofo eremita). La fama e l’attività del musicista che organizza e tiene concerti assieme ad un suo vecchio amico violinista, Fabio Perla, attirano l’attenzione di tanti giovani che s’iscrivono alla sua scuola. Ciò contrata gli obiettivi di un ambiguo e pericoloso individuo, Pasquale Rumba, che con l’inganno aveva sempre plagiato giovani, attirandoli nella manovalanza mafiosa. Interviene il boss che fa di tutto per costringere il musicista a lasciare la città Ma non vi riesce. Anzi, il musicista, oppone una sorprendente resistenza tanto da essere sequestrato dai mafiosi che gli deturpano la mano destra nell’acido. Malgrado ciò, Alessandro Giusto non si arrende e denuncia in televisione il fatto. Dopo la prima telefonata minatoria chiede alle forze dell’ordine di avere il telefono sotto controllo, ma per conseguenza riceve una telefonata, apprendendo che della sua richiesta alla magistratura, sono a conoscenza i mafiosi. Intanto che i fatti si svolgono. Qualcuno segue con un pedinamento costante il boss don Antonio Boria che una mattina è assassinato nel cimitero, mentre depositava dei fiori sulla tomba del padre. Proprio questo evento fa scatenare una sanguinosa guerra di mafia, ma non è tutto: vi è in serbo la sorpresa finale che certamente farà molto riflettere, forse più del precedente “Socrate non può morire – Un atto estremo contro il potere mafioso”.

Da evidenziare che questo film è particolarmente indirizzato ai giovani e a interpretarlo sono in maggioranza giovani e si avvale della colonna sonora tratta da alcuni concerti del Maestro Alessandro Monteleone. A fine proiezione del film (durata novanta minuti) applausi e ringraziamenti a tutti i protagonisti (tra parentesi il personaggio interpretato) che sono: Nico Zancle, noto attore professionista (boss don Antonio Boria), Alessandro Monteleone (maestro Alessandro Giusto), il piccolo Giuseppe Monteleone (figlio del M° Giusto), Maria Torre (Rosa, la madre di Renato), Vittorio Basile (losco e ambiguo individuo don Pasquale Rumba), Pippo Fazio (uomo di don Antonio Boria), Tonino Bonansinga (vittima del proselitismo mafioso), Caterina Barresi (intervistatrice televisiva), Giuseppe Messina (filosofo Giulio Giusto), Giuseppe Fabio Lisanti (violinista Fabio Perla); Caterina Barresi (intervistatrice televisiva), Valeria Pagano (annunciatrice televisiva), Juliano Parisi, Daniele Ruta, Laura Lisanti, Salvatore Cilona, Giorgio Torre, Salvatore Frazzetto, Lilia Recupero e Loredana Aimi (allievi della scuola di musica); Carmelo Parisi, Simone Parisi, Carmelo Bellinvia e Daniele Bisignani (giovani affiliati alla mafia), Nerina Fazio (autista casuale), Tonino Abbate (Renato, ragazzo che si salva dal proselitismo mafioso), Carmelo Eduardo Maimone (padre di Renato), Patricia Baldo Harasiwka (giornalista televisiva), Alessio Venuti (ammiratore del maestro Alessandro Giusto) e Nino Andaloro (uomo di don Antonio Boria).

Certamente, come tutti prevedono, sarà un nuovo successo del “magico” Giuseppe Messina, poliedrico artista dalla vulcanica vitalità e creatività e non solo per questo e i precedenti film, ma anche per la sua attività artistica quasi cinquantennale, come pittore, scultore, scrittore, poeta,…

Associazioni culturali e scuole interessati alla proiezione del film possono mettersi direttamente in contatto con Giuseppe Messina, tel. 3384969216; e-mail: messina.giusep@tiscali.it

Nella foto gli attori che hanno preso parte al film.
(Nino Bellinvia)

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