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Successo del trebbo poetico ad Albissola Marina grazie ad Alessandro Sorrentino con Leopardi

Albissola Marina. È stato un vero successo l’exploit dedicato a Leopardi nella deliziosa e suggestiva piazzetta di Pozzo Garitta ad Arenzano. È infatti tornato in grande stile in Riviera, a distanza di quasi 50 anni, grazie all’impegno ed all’interessamento di Simona Poggi ed Alessandro Sorrentino, il trebbo poetico.

L’happening proposto al pubblico, formato da turisti e residenti albisolesi, dedicato a Giacomo Leopardi ha riscosso un grande favore: “Si è trattato – dice il noto scrittore ed editor Armando D’Amaro – di una occasione imperdibile per gli appassionati di poesia e di teatro per ammirare una performance davvero unica in una serata che ha riportato ad Albissola la tradizione del Trebbo”.

Ad organizzare l’evento sono stati i comuni di Albissola Marina e Albisola Superiore con l’ideazione e collaborazione dell’Associazione Arte DOC. L’estate albisolese ha portato in scena anche la poesia con il Trebbo poetico, manifestazione letteraria ideata alla fine degli anni Cinquanta da Toni Comello e Walter Della Monica che approdò anche ad Albissola ed ebbe una larga diffusione all’estero.

“Il Comune di Albissola Marina – dicono gli organizzatori – con la fattiva collaborazione dell’Associazione Culturale Arte DOC, visto il consenso di pubblico e di critica ha ritenuto di organizzare la quinta edizione dell’evento che quest’anno è stata interamente dedicata a Giacomo Leopardi”.

La serata, che è stata condotta da Simona Poggi, ha avuto come brillante protagonista anche la professoressa Simonetta Tortarolo, docente al Liceo Classico che ha illustrato il percorso poetico di Leopardi attraverso l’analisi delle sue opere più conosciute, mentre il noto attore Alessandro Sorrentino, vincitore nel 2003 del “Lauro Dantesco” premio assegnato dal Centro Relazioni Culturali di Ravenna, all’interno della rassegna internazionale “La Divina Commedia nel mondo”, ha dato vita e voce alle liriche leopardiane.

“Nel 1956, a Cervia – ha spiegato Simona Poggi – Toni Comello e Walter Della Monica iniziarono i Trebbi poetici, organizzati in una piazza o in una grande sala: letture espressive miranti a rinnovare il gusto del pubblico per la poesia italiana antica e moderna. Grazie a quella straordinaria invenzione e mantenendone inalterata la formula originale ancora oggi la poesia viene portata a diretto contatto con il pubblico. Il Trebbo di Albisola si inserisce in questo contesto: un evento culturale di grande valore che sottolinea anche la grande popolarità di Giacomo Leopardi”. Il Trebbo poetico ebbe successo fino agli anni Sessanta poi decadde come forma di spettacolo e comunicazione.

“Le sue origini – conclude D’Amaro – sono legate al mondo contadino padano ed appenninico. Durante la stagione autunnale e invernale, caratterizzata da serate lunghe e fredde, era consuetudine per le famiglie contadine trovarsi a casa dell’uno o dell’altro per trascorrere la serata insieme. Ci si riuniva nella stalla, l’unico ambiente sufficientemente ampio e moderatamente riscaldato. Ciascun membro della famiglia era dedito alla propria attività: le donne filavano, gli uomini giocavano a carte, o parlavano tra loro per organizzare il lavoro dell’indomani. I i bambini giocavano, oppure ascoltavano le storie dei nonni. Dopo che i bambini erano andati a letto cominciava la seconda parte della serata. Uomini e donne si radunavano allo stesso tavolo ed iniziavano a raccontare fatti e pettegolezzi. Alcune volte il capofamiglia invitava un cantastorie, vero protagonista del trebbo ed i presenti rimanevano tutti all’ascolto delle storie da lui raccontate. L’idea di presentare la lettura di testi poetici a contatto col pubblico, anticipatrice delle moderne letture pubbliche, il famoso reading, fu dovuta a due giovani appassionati di poesia: Antonio “Toni” Comello e Walter Della Monica. I due si ispirarono alla romagnola del trebbo e contribuirono a diffondere la cultura poetica a livello nazionale”.

Le serate erano un excursus attraverso la poesia di tutti i tempi: autori come Dante, Petrarca, Foscolo, Manzoni, Carducci, Pascoli, e ancora Saba, Cardarelli, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Gatto, Caproni, Sereni, Pasolini ed altri poeti italiani grazie al Trebbo vennero restituiti alla gente in tutta la loro freschezza. Con questa iniziativa Comello e Della Monica ricevettero il plauso del pubblico più disparato, in Italia e all’estero. Ad essi dobbiamo inoltre il successivo dilagare del fenomeno delle pubbliche performance, proposte da attori noti quali Carmelo Bene, Vittorio Gassman e Roberto Benigni.
(Claudio Almanzi)

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