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Successo alla Galleria d’Arte L’Impronta di Taranto della rassegna pittorica “DonnePensiero” presentata dalla scrittrice-critico Antonietta Benagiano

Taranto. La Galleria d’Arte “L’Impronta” rende omaggio alle artiste con la rassegna collettiva di pittura “DonnePensiero”, inaugurata presso la sua sede nel Palazzo Pantaleo il 28 febbraio scorso (resterà aperta sino all’8 marzo).

Partecipazione numerosa di artiste (provenienti anche da fuori territorio): Anna Amendolito, Paola Balestra, Dimitra Balou, Angela Barratta, Rosanna Bianco, Cetty Buzzario, Grazia Cito, Liliana De Bellis, Rosaria De Pasquale, Antonella De Santis, Anna Di Giovanni, Margherita Fallico, Rosa Lauro, Letizia Lo Prete, Dora Mansi, Rosa Marigliano, M. Rosaria Neglia, Carmela Panno, Giusy Passiante, Rosaria Piccione, M. Valentina Piergianni, Maria Pia Putignano, Bianca Rodio, Francesca Ruggiero, Ileana Semeraro, Giuliana Taglialatela, Marisa Traetta, Luciana Venuto, Francesca Vetrano.

Pubblico straripante (anche in strada) in occasione dell’inaugurazione che è stata allietata pure dai fraseggi musicali della violinista Antonella Calvi, del pianista Daniele Chiappini, dell’undicenne cantante Sarah De Bartolomeo, “la più piccola allieva” dell’Accademia Mezzogiorno Musicale, come ha detto nella presentazione la presidente violinista Nancy Barnaba, presente insieme al violinista e direttore Franco Mezzana. In apertura il saluto del presidente della Galleria d’Arte “L’impronta” Arturo Camerino, il quale, dopo aver ringraziato le artiste che hanno accolto l’invito, menzionandole singolarmente, ha parlato delle finalità della Rassegna, giunta al quarto anno con una partecipazione sempre più in crescita, inoltre del valore della donna, da non ridursi alla semplice celebrazione nella data convenzionale.

Si sono poi succeduti, tra intermezzi musicali e canori, vari interventi. Francesco Cosa (Assessore del Comune di Taranto con delega allo Sport, Politiche Giovanili, Associazionismo, Marketing Territoriale, Attuazione al Programma) ha elogiato il presidente Camerino e quanti insieme a lui offrono il loro impegno per la Città, affinché non spenga quanto da sempre le è stato proprio; e ha posto in rilievo la donna che mostra alte capacità anche in ruoli non tradizionali, come si evince dalle opere delle artiste che hanno partecipato alla Rassegna, e quindi la necessità di non nullificarne le capacità. La scrittrice-critico prof. Antonietta Benagiano, dopo il saluto cordiale a tutti (volgendosi a Grazia Lodeserto ha detto che salutava accanto a lei Gianni, assenza/presenza sempre) e il grazie al Presidente, alle artiste, ai musicisti e al foltissimo pubblico (si è chiesto all’Assessore per il futuro la diponibilità di Palazzo Pantaleo), ha precisato che la ‘collettiva al femminile’ non è certamente per un distinguo dell’arte al femminile (conterrebbe una diminutio) ma per porre, con una rassegna esclusiva, ancor più in rilievo le capacità creative del soggetto donna.

Nella subalternità all’uomo, voluta e posta in atto nel corso dei millenni, le donne, relegate esclusivamente al ruolo domestico e familistico, hanno dovuto lasciare in potenza le loro capacità. E, attraverso un velocissimo excursus nel pensiero filosofico e letterario, la prof.ssa Benagiano ha accennato come critico al giudizio di Tucidide e Giovenale, di Tommaso d’Aquino, Rousseau, Voltaire, Nietzsche e Schopenhauer, di altri ancora. Le capacità della donna non sono emerse perché non coltivate, e ha fatto riferimento a “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf. “Situazione mutata nel mondo occidentale (ha continuato), ma il pericolo ora è che le donne nei ruoli decisionali di prestigio (ad esempio in politica) possano imitare certi negativi comportamenti maschili o farsi “mosche cocchiere” di uomini potenti”.

Ha posto in rilievo il prestigio che, nelle mutate situazioni, raggiungono tante donne in ogni campo, anche nell’arte e in letteratura. “Pochissimi nomi, invece, negli scorsi millenni (eccezione il Rinascimento) fino al Novecento, ma lo stesso Futurismo, che in un suo saggio definisce “passatista”, non ha considerazione delle donne se non nei ruoli tradizionali”. Ha menzionato nel Novecento la rivoluzionaria Tamara de Lampicka con l’autoritratto nella Bugatti, Frida Kalhlo e tante della Body-Art. Situazione mutata, ma ancora nei musei ben poche artiste trovano spazio. Per quanto concerne la collettiva, ha nelle opere rilevato come linea e colore si compongano talora per messaggi quasi subliminali, rivisitati, come sono, in forme narrative e strutturali generalmente simboliche. “Ci sono dipinti (ha tra l’altro detto la nota scrittrice e critico Antonietta Benagiano) di un impressionismo non più tradizionale, ma immaginifico, onirico, dove paesaggi e figure si trasfigurano per significati simbolici”.

Ha continuato evidenziando che “…in talune opere, poi, la materia, le forme umane e delle cose vengono fissate con colori decisi, sembrano esplodere dalla tela con un dinamismo vitale. Talora si fa anche, nel quasi monocromatismo invadente, espressione di una condizione meditabonda”. Ha detto anche che “…in altre opere prevale un realismo che potremmo definire sentimentale, volgendosi a una raffigurazione simbolica degli emblemi della nostra terra, siano essi della natura (ulivo, mare…) oppure luoghi dell’uomo che vengono rivisitati con un sentimento di affetto. “La realtà delle cose, dei paesaggi può talora anche sfumare in cromatismi tenui, apparire quasi impalpabile; oppure (ha detto ancora la Benagiano) linee e colori sono per giochi crepuscolari, per fantasiose immaginazioni. In altre opere il caleidoscopio di linee e colori viene finalizzato alla meditazione, oppure lasciato libero per realizzazioni che si propongono come composizioni/scomposizioni in assemblaggio. E le tecniche sono varie, dall’uso dell’acrilico agli impasti di sabbia, all’uso della pirografia, ad altro”.

“Ogni opera d’arte (ha in sintesi poi concluso la prof.ssa Benagiano) è espressione dell’artista in un particolare momento suo e del suo tempo, e si offre al fruitore attento e sensibile, con esso diviene un tutt’uno nell’atto della fruizione. L’arte si realizza come libertà, pertanto ogni forma d’arte, se autentica, è valida. A questa collettiva è da dare il nostro plauso, alle donne che hanno scelto l’arte per una comunicazione autentica, oggi così difficile in una società divenuta sempre più artificiosa, artificiale”. La parola è passata poi all’avv. Mario Calzolaro che da lunghi anni ama esprimere nel verso emozioni e sentimenti: appassionata e appassionante la declamazione di alcune sue poesie sulla donna, per la quale sembra avere un tale sentimento di amore da fargli avvertire una quasi pochezza nel non poterle alleviare le pene. E’ intervenuta poi l’attrice italo-greca Christiana Troussa, consulente in psicologia e docente di dramma classico, che ha recitato con la sua abituale bravura un passo tratto dalla “Medea” di Euripide, fine analisi della problematica condizione psicologica della donna di tutti i tempi.

E in sala c’era anche la dott.ssa Perla Suma, Presidente della Lilt Taranto. Invitata dal Presidente della Galleria d’Arte “L’impronta” a intervenire, ha posto l’accento sull’alta qualità delle opere e degli interventi, sulla generosità della donna, sempre pronta a provvedere agli altri, dimentica di se stessa, dei suoi problemi che potrebbero essere ridimensionati dall’attenzione ai controlli spesso trascurati, dalla prevenzione.

E’ seguita la declamazione di poesie, sempre sul tema, da parte delle artiste e poetesse Letizia Cangemi e Maria Pia Putignano. A conclusione l’intervento della ben nota, anche in ambito internazionale, pittrice Grazia Lodeserto che della donna, sconosciuto e sottovalutato essere spesso anche da chi le vive accanto, ha rimarcato la sorte ‘ingiusta’, da cui ella si è esclusa per aver avuto come coniuge Giovanni Amodio, impareggiabile compagno di vita. In rilievo poi anche la grandissima capacità di una silenziosa sofferenza, l’amore di Dio che volle, come tutti noi, nascere da una Donna.

E’ seguita, infine, la proiezione del filmato “La donna nell’Arte”, con commento dell’artista poetessa e scenografa Letizia Lo Prete: interessante proposta a dimostrazione della presenza di artiste, soprattutto a partire dal Cinquecento, della creatività della donna che emerge quando non viene soffocata da inique subalternità. Una serata che il foltissimo pubblico ha ritenuto di eccezionale qualità e che ha sottolineato con prolungatissimi battimani.

Nella foto (da sx): dott. Francesco Cosa (Assessore Comune di Taranto), prof.ssa Antonietta Benagiano (scrittrice e critico), avv. Mario Calzolaro (poeta), Arturo Camerino (presidente de “L’Impronta”).
(N.B.)

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