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Successo al Liceo classico “Valli” di Barcellona Pozzo di Gotto dei monologhi “Il Tormento di Penelope” e “La collera di Odisseo” di Giuseppe Messina

Barcellona Pozzo di Gotto. Il Liceo Classico “Luigi Valli” di Barcellona Pozzo di Gotto, ha ospitato con successo lo spettacolo con i due monologhi “Il Tormento di Penelope” e “La collera di Odisseo” magistralmente scritti ed interpretati dall’artista Giuseppe Messina nei panni di un superbo Odisseo la cui collera sembrava più che reale.

Protagonista accanto a lui la brava attrice Rosemary Calderone, proveniente dalla scuola di Giancarlo Giannini, che, con un’immedesimazione incredibilmente drammatica nell’eroina Penelope, regina di Itaca, ha superato se stessa, coinvolgendo l’attento pubblico.

Protagonista con loro anche la prof.ssa Laura Paone, docente presso il Conservatorio “ Arcangelo Corelli” di Messina, che ha incantato tutti con il suo ‘flauto magico’, accompagnando passo passo i due “Eroi Greci”.

Applausi anche a Nerina Fazio per i costumi e le acconciature, a Dominga Sottile per il trucco e a Pino Cordaro per le riprese foto-video.

Uno spettacolo che è stato una magnifica esperienza, sia per gli studenti, per il dirigente scolastico dott.ssa Domenica Pipitò e per i docenti tutti. E con loro, su richiesta, si è intrattenuto a fine spettacolo l’apprezzato e valido artista di cui spesso ne parlano la stampa italiana e straniera, radio e tv (ora come scrittore, ora come pittore, scultore, poeta, attore, musicista, produttore e regista).

Giuseppe Messina ha risposto alle loro domande, ha spiegato come sono nati i due monologhi ed ha, fra l’altro detto, che se non ci fosse stato il poeta cieco Omero, che ha tracciato il solco del poema mitologico, non avremmo avuto tutti gli altri autori che ne hanno seguito le tracce indelebili. Messina ha detto agli studenti che  l’immenso genio letterario del grande poeta Omero, con i suoi poemi “Iliade” ed “Odissea”, ha aperto l’importante porto da cui altri, dopo di lui, si sono avviati in viaggi superbamente fantastici.  Ed ha continuato ricordando che: “…non avremmo avuto Publio Virgilio Marone il cui poema “Eneide”, continuazione del poema “Iliade”, che canta non soltanto la magnificenza dell’eroe protagonista Enea, ma intuisce anche la prima radice della grandezza di Roma e delle sue leggi; non avremmo avuto il sommo Dante Alighieri che sceglie proprio Virgilio come sapiente guida ideale  nell’“Inferno” e nel “Purgatorio” della sua meravigliosa “Commedia” e non avremmo avuto tanti altri autori di poemi e di romanzi che, certamente hanno preso l’ispirazione dai predecessori”.

Ha quindi precisato: “So anche con certezza che mai avrei potuto, io stesso, comporre i miei poemi, ovvero “Odissea ultimo atto” che continua “Odissea”  di Omero, “La leggenda di Omero” in cui è reinventato il personaggio Omero del quale ci è stato tramandato pochissimo, ed ancora “Ulisse destino di se stesso”, “Poema”, “Penelope”, “Il testamento di Odisseo”, “Il pentimento di Achille”, “Il lamento di Polifemo”, “Il Pianto di Calliope” ed altre opere come i due monologhi “Il tormento di Penelope” e “La collera di Odisseo” rappresentati”. E tutti hanno compreso che senza Omero non avremmo avuto i poemi che cantano il mito e gli eroi, ma senza Rosemary Calderone e senza lui non avremmo avuto “Il tormento di Penelope” e “La collera di Odisseo”.

Come l’artista-autore Messina ha avuto modo di raccontare in altre occasioni, ha conosciuto questa fenomenale attrice, Rosemary Calderone, pochi anni fa, in occasione della messa in scena del dramma storico “Il Gladiatore”, di Salvatore Cilona. In quell’occasione Messina interpretava la parte dell’imperatore Marco Aurelio e lei la parte della figlia Augusta Lucilla. Così i due hanno fraternizzato e da allora non si sono persi di vista. Poi, il 4 agosto dell’anno scorso, l’attrice Calderone l’ha invitato ad assistere ad una manifestazione in cui partecipava. Subito dopo i due si sono fermati a chiacchierare e fu così che l’attrice rivelò all’autore il suo desiderio sin da bambina di voler interpretare la parte di Penelope in un monologo. E, senza tanti preamboli, sapendo che in anni precedenti Messina aveva pubblicato il poema “Penelope”, gli chiese di scriverle il monologo del suo desiderio.

Lo scrittore-artista accettò volentieri e poco tempo dopo le sottopose il testo e lei (anche per fare un omaggio all’artista-autore e alla moglie nel quarantesimo anniversario del loro matrimonio), si esibì nel corso di una serata interpretando proprio Penelope. Anche in quell’occasione il commento musicale è stato curato dalla prof.ssa Laura Paone, esperta di musica arcaica e docente al conservatorio “Arcangelo Corelli di Messina.”

La platea era composta da intenditori, artisti, letterati, docenti ed altri valenti professionisti che ebbero modo di decretarne il successo.  Intanto a Giuseppe Messina, “un vulcano” d’ide, venne i mentre di scrivere quella che potrebbe intendersi come la continuazione, ovvero “La collera di Odisseo”, che sulla scia dell’altro monologo è stato scritto pensando proprio agli studenti. E questo allora lo fece presente alla dirigente scolastica dott.ssa Pipitò che, da esperta, non si è lasciata sfuggire l’occasione di farlo mettere in scena per gli attenti studenti dell’Istituto “Valli” che si sono congratulati con l’interprete-scrittore e con tutti i partecipanti ai due monologhi.

Nella foto Giuseppe Messina, Rosemary Calderone e Laura Paone a fine spettacolo.
(Nino Bellinvia)


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