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Speleologia. Nuova grotta di Bardineto, ieri sera presentato il filmato che la documenta

Savona. Con l’ultimazione dei rilevamenti topografici, domenica scorsa  il Gruppo Speleologico Savonese DLF (GSS) ha terminato l’esplorazione  della grotta  “Buranco del Cianazzo”, scoperta e disostruita dal GSS negli ultimi mesi e ieri è stato presentato un filmato illustrativo presso il Dopolavoro Ferroviario di Savona.

La nuova grotta si apre in località Cianazzo di Bardineto, a quota 930 metri sul livello del mare: il suo imbocco era stata localizzato dal bardinetese Bruno Silverio Balbis, uno dei membri più attivi del Gruppo Speleologico Savonese DLF, ma per entrarvi sono stati necessari lunghi lavori di disostruzione e si è poi è progressivamente esplorato la grotta, ad opera di un team del GSS, che ha visto all’opera tanto i soci più vecchi del Gruppo (la “vecchia guardia” di Bruno Balbis, Giorgio Dal Bò e Ida Tonero) quanto i soci più giovani appena usciti dal corso di speleologia (tra i quali il valbormidese Fabio Colla, di Carcare) e tanti altri speleologi e speleologhe del GSS.

Un piccolo pertugio (disostruito ed allargato: prima vi poteva passare solo una talpa) dà accesso a un cunicolo iniziale che raggiunge una prima saletta: da un passaggio sul fondo (pure questo disostruito ed allargato durante le esplorazioni) si accede a una successione di pozzi-meandro verticali, che discendono fino a 70 metri di profondità, al fondo dei quali si sviluppa per una cinquantina di metri una grande galleria sub-orizzontale larga oltre quattro metri, che per il momento termina in un sifone di fango ed argilla.

Una parte della galleria terminale del “Buranco del Cianazzo” oggi è percorsa solo da un piccolo ruscello, ma un tempo (in condizioni climatiche diverse, presumibilmente tra l’ultima e la penultima glaciazione, decine di migliaia di anni or sono) tutta la grotta doveva essere attraversata da notevoli quantità d’acqua, che si riversavano a cascata nel meandro, lungo i pozzi, e poi percorrevano la galleria orizzontale allagandola completamente e scorrendo incondottate come in un tubo.

La nuova grotta è certamente correlata con il sistema idrogeologico carsico del “Buranco de Dotte”  (posto sul fondo-valle dello stesso crinale montuoso dove si apre il “Buranco del Cianazzo”, duecento metri di dislivello più in basso, nei pressi del caseificio Frascheri).

Va ricordato che di questo sistema carsico fa parte anche la grotta “Viva le Bimbe”, scoperta, disostruita ed esplorata dal GSS sul fondo-valle di Bardineto (tra le Dotte e Case Principi) due anni or sono, nel 2009.

La nuova grotta fa quindi parte di un notevole complesso carsico sotterraneo dove le ricerche del GSS proseguono tuttora e saranno ulteriormente potenziate nei prossimi mesi.

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