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Speculazioni in atto per Olio e Olive

Taranto. La Cia Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto evidenzia che i bassi prezzi delle olive da olio di questi giorni non hanno alcuna giustificazione poiché vi è una carenza di olio extravergine di oliva a livello nazionale e, quindi, siamo difronte esclusivamente ad una speculazione fatta da commercianti, industriali, imbottigliatori, e dal “sistema della trasformazione”, con i frantoi oleari che sono sempre più forti nel processo produttivo e speculativo.

La speculazione sui prezzi dell’olio extravergine di oliva sta determinando risvolti negativi nei confronti delle aziende olivicole pugliesi che producono olio di eccellente qualità e sta mettendo in ginocchio un comparto che registra una crisi economica senza precedenti.

Dall’altra parte registriamo una debolezza intrinseca della produzione, perché la vendita delle olive è un elemento di svantaggio.

Gli olivicoltori, invece, dovrebbero fare il possibile per trasformare le olive in olio. La Cia chiede, in ogni caso, che l’olio extravergine venga veramente tutelato e propone l’abbassamento del parametro degli Alchil Esteri da 75 mg/kg a 30, in modo da non consentire le miscele fraudolente con olio lampante, che ancora oggi viene utilizzato sul mercato.

Si precisa che gli alchil esteri sono composti chimici che si formano negli oli di bassissima qualità. Una norma per salvaguardare la genuinità dell’olio extravergine di oliva e proteggere la salute del consumatore, ma un olio ottenuto da olive sane, spremute subito dopo la raccolta, contiene appena 10-20 mg/kg di alchil esteri; quando questi parametri raggiungono valori elevati, significa che l’olio è stato ottenuto da scarti degradati di lavorazione, da olive ammaccate, raccolte a terra o addirittura marce. L’olio ottenuto dalla spremitura di queste olive ha un cattivo odore, allora i produttori disonesti lo deodorano con procedimenti chimici e ottengono un prodotto inodore e incolore al quale si aggiunge un additivo per conferirgli il colore verde caratteristico, o nel migliore dei casi, verrà miscelato con extra vergine di qualità. Per fare le nostre scelte gli esperti consigliano di assaggiare l’olio, così come si fa con il vino.

“Bisogna sentire il sapore e l’aroma di un olio, inconfondibili requisiti della sua genuinità – icono alla Cia – Basta mettere un po’ d’olio sul palmo della mano, strofinare forte tanto da scaldare la parte e annusare fidandosi del proprio naso; se l’olio odora di urina o di grasso vegetale come la margarina, non è buono, se invece mantiene l’aroma delle olive, si può dire che è un buon prodotto.

Per questa ragione la Cia, lancia una petizione sul territorio, affinché l’Unione Europea riduca immediatamente a 30 mg/kg il parametro degli Alchil Esteri, per garantire la qualità dell’extravergine e impedire le miscele fraudolente.

L’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno, su richiesta della Cia Puglia, ha convocato un tavolo per affrontare questa situazione, che sta seriamente compromettendo il futuro di migliaia di aziende olivicole pugliesi, e del nostro territorio in particolare, già sul lastrico per la crisi economica che, ormai, da anni sta caratterizzando il settore. L’olivicoltura in Puglia, infatti, interessa 360 mila ettari, con l’impiego di 9 milioni di giornate lavorative ed una Plv di quasi 300 milioni di euro”. Nella foto olio d’oliva pugliese appena spremuto.
(Franco Gigante)


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