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Sognare è possibile… USA docet!

C’è un momento in cui viene voglia di non sentirsi nessuno addosso, soli, con le proprie voglie e curiosità, farsi guidare da un carretto di sogni e spingersi ovunque… 7 novembre 2012, ore 5:10 (italiane): Barack Obama è rieletto presidente degli Stati Uniti d’America e… il meglio deve ancora venire!

Le prime parole del Presidente: “L’avventura va avanti perché voi avete affermato lo spirito che ha vinto sulla depressione, che ha fatto rinascere questo Paese dalle sue ceneri e che ha riportato speranza: la speranza che ciascuno di noi può realizzare i propri sogni… Siamo una famiglia e prosperiamo o cadiamo insieme come un unico popolo. Vogliamo avere un Paese sicuro, rispettato e ammirato nel mondo”.

Per un italiano, codeste parole sono come brividi che pervadono il corpo (la mente!), giungono all’anima e fanno battere il cuore più forte. Eh già… la differenza è tutta qui: gli americani credono nei sogni, gli italiani no!

“Crediamo in un’America generosa, compassionevole, tollerante. Ai sogni delle figlie degli immigrati, al ragazzo sulla strada di Chicago, ai figli degli operai, ai quali non possiamo negare le opportunità…”.

In Italia: gli immigrati rappresentano un abominevole problema di convivenza sociale; i “diversi”, ossia i gay, i diversamente abili, i normodotati, costituiscono una  parte “malata” e come tale da emarginare; i “figli di nessuno” fotografano un rischio al sovvertimento meritocratico delle “gerarchie”.

Il “sogno americano” è un sogno collettivo, il cui protagonista principale è il popolo che persegue la sua Felicità  non solo attraverso le opportunità  che riesce a conquistarsi, ma anche grazie ad un intervento pubblico (Big Goverment) che garantisca una rete sociale connettiva: scuole, infrastrutture, welfare.

In Italia, ormai, non ci si ricorda neppure l’etimologia della parola “benessere pubblico”: ei fu la perfetta armonia tra le anime e le cose circostanti di platoniana memoria. Inoltre, soprattutto i giovani, sono molto individualisti, i quali, non avendo intendimenti comuni e non avendo altresì modo di mettere in atto un processo di identificazione con modelli positivi a livello politico e ideologico, intendono il futuro come un discorso da gestire personalmente e non collettivamente.

Gli elettori in America si commuovono quando ascoltano il Presidente; in Italia, in base al politico di turno: ci si arrabbia (i più diligenti non hanno la forza di imporsi e di cambiare realmente il Paese e prima o poi cedono al compromesso!), ci si illude (i più filosofi sprecano parole che rimangono tali e a cui, ora, non ci crede più nessuno!), ci si vergogna (i più ripugnanti vengono coinvolti in scandali sessuali: prostitute, trans… e chi più ne ha più ne metta!), ci si indegna (i più mafiosi rubano denaro pubblico, evadono, riciclano denaro sporco, fanno affari con la criminalità!).

Sembra realizzarsi il monito del Sommo Dante: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!” (Purgatorio, Canto VI, 76-78).

Obama prosegue: “So che le campagna elettorali a volte possono sembrare una cosa piccola, anche sciocca, e questo dà materiale ai cinici che possono dire che la politica non è altro che un campo di battaglia per galli che continuano a scontrarsi ma se si ha possibilità di parlare con le persone ci si rende conto che si tratta di persone determinate ed entusiaste, che credono in un progetto comune. Tutto questo può essere, anzi deve essere la politica! La democrazia può essere caotica: ciascuno ha le proprie idee e crede in determinate cose e quando attraversiamo un momento difficile è imprescindibile che ci siano delle controversie e gli animi si accendano, ma questo non deve cambiare… perché tutto ciò è sinonimo di libertà!”.

In Italia, i partiti, in quanto configurati come associazioni non riconosciute, in quanto non depositano lo Statuto, non dovrebbero ricevere denaro pubblico; ma l’ingegneria politica non ha limiti: il denaro viene percepito dai gruppi parlamentari, che, a loro volta finanziano i partiti. Bene! Dato che è giusto chiamare ogni cosa con il proprio nome: se Tizio ruba un pezzo di formaggio in supermercato cosa è? Ladro. Allora i partiti politici cosa sono? Organizzazioni a delinquere.

E le campagne elettorali sono “meravigliose” non per i motivi di cui ha parlato il Presidente statunitense, bensì perché rappresentano il periodo più propizio per accordi illeciti, promesse di voto a fronte di tangenti, alleanze ambigue, ricatti e minacce, compromessi con i potenti di turno. Tutto questo puzza di mafia! Parafrasando Borsellino: “Occorre sentire, di nuovo, il fresco profumo della libertà!”.

In USA, sognare non è un’arte poi così folle, perché i sogni sono ancorati alla realtà, ai progressi fatti negli ultimi anni (fine della guerra in Iraq; regolamentazione finanziaria; riforma sanitaria; abolizione del divieto per i gay di far parte dell’esercito) e alla voglia di migliorarsi sempre di più (miglior sistema di istruzione; leadership nell’innovazione della tecnologia; nuove imprese e nuove occupazioni; svincolamento dal peso dei debiti; abbattimento delle disuguaglianze; no al deturpamento ambientale del Paese). Le stesse grandi riforme che vorrebbero i cittadini italiani: revisione del sistema tributario; rinascita dell’apparato sanitario; riqualificazione dell’istruzione; protezione dell’ambiente. In Italia, sarebbe opportuna una vera e propria rivoluzione intellettuale, intesa come risveglio delle coscienze, che cominci dal piccolo, dal basso, per puntare in alto, per sconfiggere l’immoralità e l’ingiustizia.

Quello americano è uno di quei sogni che può tutto e che non muore all’alba, perché la vita insegna che tutto è possibile… E a volte trasgredire – osare nel cambiamento – per seguire l’anima, che coccola la mente vale più di qualsiasi altra cosa al mondo!

I giovani, soprattutto, hanno il dovere, anzi il diritto di credere che anche l’Italia possa cambiare… e non è vero che tutto ciò è impossibile, perché impossibile è solo una parola utilizzata da “piccoli uomini” che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Ciò perché, per qualcuno, è assai comodo che la mafia, intesa in senso ampio (anche constatare ma non denunciare è mafia!), si infiltri nello Stato, perché essa ha il potere di accontentare e proteggere gli “amici”.

P.S. Vivendo la mia gioventù in tempi molto difficili (abito a Massafra, Taranto), penso che solo con tanto impegno, passione e collaborazione si possa ripercorrere una nuova strada. A ciò solo la conoscenza e la cultura possono esser d’aiuto. Credo in questi valori e credo nell’armonia fra sentimenti ed emozioni, volani della vita di ciascun uomo. La forza dei sogni deve tramutare le parole in gesti quotidiani! E se la mia vita è tutto un sogno e tale rimarrà non importa, perché, alla fine, non è importante la vetta, ma la scalata! Con il cuore che arde e la vita che pulsa…

Annalisa Turi

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