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Sit-in degli agricoltori tarantini alla Regione Puglia

Taranto. La Cia, Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto, domani, 12 aprile, terrà un sit-in sotto la sede del Consiglio Regionale Pugliese per manifestare il suo disappunto per quanto sta accadendo relativamente alle cartelle esattoriali del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara di Taranto.

La Cia vuole ribadire ancora una volta l’impossibilità delle aziende agricole di poter pagare il costo dell’acqua a circa 1.300 euro per ettaro, come viene richiesto con il pagamento 2010.

Peraltro, nei prossimi giorni, scadrà la prima rata delle cartelle esattoriali inviate per raccomandata e per questa ragione la Cia, dopo che nei giorni scorsi ha incontrato gli assessori regionali Dario Stefàno (Risorse Agroalimentari), Michele Pelillo (Bilancio), Fabiano Amati (Opere Pubbliche) e Lorenzo Nicastro (Ambiente), intende chiedere domani (martedì 12 aprile) al presidente Niki Vendola un intervento risolutivo della questione.

Va rilevato che nella vicina Basilicata la stessa acqua prelevata dal medesimo invaso viene pagata dagli agricoltori di quella regione ad euro 180 per ettaro per una disponibilità di dieci mesi l’anno: è inspiegabile come mai, a pochi chilometri di distanza, la stessa acqua per irrigazione dello stesso invaso, disponibile per soli tre mesi l’anno, viene venduta ad un prezzo pari a quello dell’ acqua minerale.

È inaccettabile scaricare il costo di esercizio degli impianti irrigui progettati per irrigare una superficie pari ad ettari 12.000, passati nel corso degli anni a circa 7.000 ettari prima del commissariamento fino a scendere a circa 2000 ettari di superficie prenotata nel 2010, sui pochi superstiti che, non avendo alternative valide, sono costretti a fare la prenotazione al Consorzio di Bonifica Stornara e Tara.

Pretendere, inoltre, di richiedere gli arretrati a partire dall’anno 2005, considerando euro 1.300 per ettaro, è totalmente inaccettabile; la Regione Puglia aveva fornito certezze che il costo dell’acqua non avrebbe superato quanto già pagato pari ad euro 485 per ettaro.

Invece oggi si vorrebbe chiedere un conguaglio che è quasi il doppio di quanto già versato a distanza di cinque anni, dopo che le aziende agricole hanno già chiuso in rosso i propri bilanci a causa della crisi; a ciò va aggiunto che vi sono situazioni aziendali totalmente cambiate: aziende cessate o che hanno modificato la propria ragione sociale, contratti di affitto stagionali non più in essere, decessi dei titolari di azienda, aziende vendute o sottoposte a vendite giudiziarie, contratti di affitto risolti, e in questo quadro così mutato si vorrebbe procedere al recupero forzoso dei canoni arretrati.

La Cia di Taranto sin dal 2005, lo testimoniano i numerosissimi comunicati stampa prodotti, ha ribadito con forza la necessità di una maggiore chiarezza sui manifesti e sulle domande di prenotazione irrigua evitando di mettere la generica dicitura salvo conguaglio.

Nel frattempo la Cia fa rilevare che fino a questo momento non è dato sapere quando, e se sarà avviata, la stagione irrigua 2011 ed a quali costi, tenuto conto che il “famigerato ed unico in tutta Italia” accordo di programma Puglia-Basilicata, stipulato nel 2004 tra gli allora presidenti Fitto e Bubbico (la Puglia si impegnò a risarcire la Basilicata per “il danno ambientale” dovuto al prelievo di acqua) non è stato annullato.

Infine si evidenzia che le organizzazioni agricole da oltre dieci giorni hanno chiesto al Prefetto di Taranto un incontro per sensibilizzarlo sulla questione cartelle esattoriali, fino a questo momento l’incontro non si è ancora svolto. (N.B.)

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