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Siddi (Fnsi): oscurare un’inchiesta di un giornale on line appare spropositato e pone problematiche sensibili nel rapporto giustizia-informazione

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Sulla vicenda del sequestro preventivo, mediante oscuramento di alcuni articoli, del sito Tuttoggi.info, da parte del gip di Spoleto, il Segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, ha inviato al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, la seguente lettera:

“Sono spinto a scriverLe questa lettera per una vicenda che pone problematiche sensibili sul rapporto giustizia-informazione.  Si tratta della decisione di oscurare preventivamente un’inchiesta del giornale on line “Tuttoggi.info” decisa dal Gip di Spoleto.

La ratio delle norme in vigore, per il caso sottoposto a intervento giudiziario, ci pare possa essere quella della contravvenzione, che non presupporrebbe il sequestro.  Non possiamo dire che si tratti di un atto fuori legge ma che la Legge, evidentemente, consente interpretazioni così ampie e suscettibili di scelte molto delicate al punto da apparire come atti di censura preventiva quando si arriva al sequestro di un giornale.

Nel caso specifico di “Tuttoggi.info” il sequestro preventivo deciso dal Gip, a conclusione dell’indagine della Procura di Spoleto, ci appare assolutamente spropositato. Sono stati infatti oscurati (tecnicamente “sequestrati”) tre articoli con notizie relative ad  atti processuali ormai pubblici di un’inchiesta della magistratura relativa alla Banca Popolare di Spoleto, nel corso della quale sono state rinviate a giudizio trentaquattro persone.

L’ipotesi che questa pubblicazione potesse influenzare il giudice dell’indagine preliminare, in quanto informato prima dalla stampa, introduce un principio per niente condivisibile, perché mina la libertà dell’informazione e la stessa sua funzione di essere uno degli strumenti fondamentali della pubblicità dei processi, nel rispetto dell’interesse pubblico a conoscere e sapere. Trattandosi di una testata giornalistica, in quanto registrata e quindi soggetta a tutte le norme di legge che regolano la carta stampata, il sequestro appare assolutamente abnorme.

Abbiamo l’impressione che, quando la contestazione sulla liceità di pubblicazione di atti giudiziari riguarda un giornale web, sia sottopesata la funzione del giornale stesso come organo di stampa. Qualche altro episodio di oscuramento di pagine web c’era, infatti, già stato da parte di altri Tribunali.

C’è un forte rischio per il giornalismo di inchiesta e che si possa diffondere l’idea che la censura sia introducibile nel nostro Paese ancorché non sia formalmente prevista dal nostro Ordinamento, come non lo è nei sistemi democratici.

Se tutto ciò accade anche a causa della indeterminatezza e vetustà delle leggi  sulla stampa in Italia, è evidente quanto sia necessaria una riforma avanzata della legislazione perché sia in linea con i canoni delle moderne democrazie e con la giurisprudenza consolidata delle Corti europee.

Per questo richiamiamo la Sua attenzione, Ministro, e vogliamo perciò auspicare un’attenta valutazione da parte del Suo Ministero e la promozione di iniziative di chiarimento, se necessario, anche di carattere legislativo”.
(C.S.)

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