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Settimana Culturale Ecuadoriana a Savona

Savona. Ieri, lunedì 4 agosto, presso la sala Rossa del Comune di Savona, è stata inaugurata la Settimana Culturale Ecuadoriana.

Antonio Garcia, Presidente dell’USEI (Unione di Solidarietà degli Ecuadoriani in Italia), ha esordito ringraziando tutti quanti hanno aiutato nella realizzazione di questo obiettivo, come il Comune di Savona, la Cooperativa “Il Faggio”, il Consolato Generale dell’Ecuador a Genova, il COSAI (coordinamento Savonese di Associazioni di Immigrati) e l’associazione di Solidarietà “San Jacinto de Balzar”, oltre il Partito Rifondazione Comunista presso la cui Festa di Liberazione, nei giardini del Lungomare di Zinola, si svolgono alcune delle manifestazioni della settimana (il programma completo in allegato).

In apertura, l’assessore al decentramento, Sergio Lugaro, ha rivolto agli intervenuti i saluti del Comune, richiamando l’importanza dell’USEI che riesce a essere vicina ai bisognosi e si integra con altre associazioni, come quella dei Rumeni e dei Maghrebini, in un’ottica di fraternità e pace tra i popoli.

La signora Susana Gallardo, agente consolare, da poco arrivata dall’Ecuador, ha ribadito l’importanza della settimana culturale proprio per stabilire dei contatti tra le comunità, ove ognuna porta il suo modo di vivere e di pensare, in un patrimonio di conoscenze che diventa pluriculturale. Antonio Garcia ha anche insistito sulla necessità di smettere di parlare di immigrazione: -Noi siamo cittadini,-ha spiegato- vogliamo renderci utili con la nostra esperienza anche per tali questioni, in futuro, ma non vogliamo essere più guardati come migranti. Per fare un esempio del nostro pensiero, già nel 2007, avevamo inserito nel direttivo della nostra organizzazione una signora italo- argentina, suscitando alcune critiche. Ma noi non volevamo avere un’associazione-ghetto bensì integrarci nel paese che ci aveva aperto le porte. Il tempo ha dimostrato che la strada era giusta, oggi siamo riconosciuti in tutto il territorio italiano, ci arrivano richieste di aiuto da molte regioni, anche se non sempre, dati i tempi di crisi, siamo in grado di risolvere i problemi. Abbiamo anche alcuni volontari italiani all’interno della nostra Associazione.-

Infatti, la signora Milvia Acciavatti, che è socia Usei, insieme a Mauro De Stefani, ha ricordato di essere stata attratta, durante un corso di spagnolo dell’UniSabazia, dall’entusiasmo con cui Garcia parlava del suo paese, della Costituzione ecuadoriana, del “buen vivir”. Così ha iniziato a collaborare con l’Usei che organizza varie manifestazioni per tutta la cittadinanza, come la festa della famiglia, la solidarietà, convegni e mostre su temi ambientali, donne, Alzheimer, lavoro, ma anche cene, ecc. Lo scopo è di far conoscere la cultura del proprio paese di origine, che è il segreto dell’integrazione. Conoscere l’altro, infatti, è smettere di averne paura. L’Acciavatti ha invitato tutte le associazioni di volontariato a inserire nel proprio organico una persona di origine non italiana o viceversa.

Era presente Ileana Scarrone, presidente dell’Auser di Savona, che da sempre ha accolto l’Usei in un rapporto reciproco di grande collaborazione, in particolare con interventi tra gli anziani, che, diversamente, vivrebbero il nuovo con paura.

Anche Isabella Sorgini, assessore alla promozione sociale e pubblica istruzione, ha segnalato con piacere i cordiali rapporti con questa comunità di grandi lavoratori, che dà grande valore alla famiglia, che sa, all’occorrenza, correggere chi non si attiene alle regole. La sede di via Giacchero, che è stata affidata agli Ecuadoriani dal Comune, infatti, è aperta con tante iniziative per tutti.

Gli stessi concetti sono stati riaffermati da Marisa Siccardi del Filmstudio, Alessio Artico della SMS di Legino e Piero Pentenero dell’Anolf. Franco Zunino, di Rifondazione, che ha, appunto, collaborato alla settimana, ha avvalorato la tesi che lo scambio tra culture, anche attraverso la musica, la lingua, il cibo, è la vera integrazione.

È intervenuta, infine, Janina Maciaszek che ha voluto rivolgere alcune frasi in spagnolo. La signora, Janina, infatti, che ha 94 anni, segue i corsi di spagnolo dell’Unisabazia.

Concludendo il gradevole incontro, Garcia ha ringraziato tutti quelli che lavorano con lui, senza i quali niente sarebbe stato possibile. La nave ha bisogno di un comandante, ha asserito, ma se non c’è l’equipaggio non può navigare.
(Renata Rusca Zargar)

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