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Savona, sciopero del 6 maggio

Savona. In occasione dello sciopero generale proclamato per il 6 maggio prossimo dalla Cgil, si terrà a Savona una manifestazione con comizio e corteo con concentramento a partire dalle 9 in piazza Sisto IV.

Lo sciopero, proclamato dalla sola Cgil contro le politiche del Governo che hanno tagliato tutele e diritti ai lavoratori e per chiedere interventi di lotta al precariato, di alleggerimento della pressione fiscale e investimenti su istruzione e ricerca,  sarà così articolato:

sciopereranno l’intera giornata i lavoratori del pubblico impiego (quindi Enti locali, funzioni centrali, scuola, sanità), i lavoratori del terziario e dei servizi, i metalmeccanici e gli edili, quelli delle poste e delle telecomunicazioni. Per tutti gli altri lo sciopero sarà di 4 ore.

I dipendenti di Tpl sciopereranno dalle 9 alle 17, quelli delle ferrovie dalle 14 alle 18. Ovviamente, come previsto dalla legge, saranno garantiti i servizi essenziali.

Il comizio in piazza Sisto IV sarà tenuto da Rosario Strazzullo, coordinatore nazionale della Cgil per l’area che si occupa di telecomunicazioni, postali e commercio.

-Il 1° maggio scorso CGIL CISL UIL si sono ritrovate a Marsala per dire che l’unità del paese deve ripartire dal lavoro- dichiara Francesco Rossello, Segretario della Cgil di Savona – Il 6 maggio la Cgil sciopera contro le politiche del Governo che prevedono tagli alla scuola pubblica di 13,5 miliardi per i prossimi 3 anni, che tagliano risorse agli Enti Locali, favoriscono l’aumento della pressione fiscale e non combattono l’evasione; che sostituiscono il contratto nazionale con quello individuale attraverso la pratica delle deroghe. La Cgil sciopera perché con queste politiche il Governo, anziché far ripartire il paese dal lavoro, calpesta la dignità dei lavoratori e uccide il futuro dei giovani-.

-I tempi di uscita dalla crisi dell’Italia – prosegue Rossello – sono più lunghi rispetto agli altri paesi dell’Europa; i tempi di uscita dalla crisi della Liguria sono più lenti rispetto alla media italiana. Anche nella nostra provincia il lavoro è poco, precario e mal pagato e il ricorso agli ammortizzatori sociali continua ad essere costante. Per questo ci vuole un Governo che investa su politiche di sostegno al reddito, su un welfare inclusivo e su istruzione, e ricerca, così come ci vogliono anche nuove regole su democrazia e rappresentanza. In poche parole bisogna che la Repubblica torni a fondarsi sul lavoro-

Il richiamo all’articolo 1 della Costituzione sarà lo slogan che aprirà il corteo in polemica con la recente proposta di modifica presentata in Parlamento.


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