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Savona, ponte con l’Oriente, fedi e culture, nella cerimonia del vescovo Lupi in duomo

Savona. Ieri, sabato 11 gennaio, nel duomo di Savona, il vescovo, monsignor Vittorio Lupi, ha accolto i bambini che, con le loro famiglie e insegnanti, hanno partecipato a un grande progetto di pace, fratellanza, integrazione.

Nella cattedrale erano in mostra i bei lavori degli alunni provenienti dalle scuole primarie, dell’infanzia e medie, di Savona, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze, Vado Ligure, Calice Ligure, Calvisio, Finale Ligure: disegni, presepi, alberi decorati, strisce, sculture…

La storia di questo progetto è iniziata, come ha spiegato il Vescovo,  alcuni anni fa, con dei semplici germogli di grano che i piccoli studenti hanno fatto crescere con amore, dapprima nelle loro aule e, quindi, trasferiti in campagna, a Legino. Da quei germogli, ormai, ne sono nati molti altri: sono stati piantati ad Assisi vicino alla basilica di San Francesco, poi a Betlemme; con la farina sono state fatte le ostie della prima Comunione di tanti bambini. Il grano è simbolo di vita, comune a molte culture e tradizioni: a questo Progetto hanno, dunque, partecipato alunni di diverse fedi, lingue, culture, che oggi vivono tra di noi.

Una delle insegnanti presenti, Gabriella, che è stata a Betlemme, ha ricordato che là la delegazione savonese è stata accolta con tanto affetto e che è stato chiesto a tutti di pregare per la pace.

La maestra Francesca, animatrice dell’iniziativa, ha portato i saluti della preside Silvana Zanchi che ha collaborato attivamente perché il progetto continuasse a crescere.

Il parroco della cattedrale, don Giovanni Margara, ha coordinato i vari momenti della cerimonia con simpatia e calore umano.

Poi, Zahoor Ahmad Zargar, della Comunità musulmana, tradizionalmente presente a questi incontri, ha ribadito che la pace è importante per il futuro dei bambini che crescono in un mondo globale e che tutti possiamo essere costruttori di pace iniziando dal nostro piccolo: un sorriso verso figli, genitori, vicini di casa, sono piccoli gesti che innescano una rivoluzione, cambiano la mentalità. Ha concluso citando il Dalai Lama: “La pace nel mondo può passare soltanto attraverso la pace dello spirito, e la pace dello spirito solo attraverso la presa di coscienza che tutti gli esseri umani sono come membri della stessa famiglia, nonostante la differenza di fedi, di ideologie, di sistemi politici ed economici”.

Francesca ha quindi ripetuto una frase augurale giunta dalla maestra Gloria di Betlemme il giorno di Natale: “Auguro un anno nuovo santo pieno di pace nel cuore e nel mondo”. La comunità presente ha risposto: “Padre di tutti ascoltaci!” in varie lingue.

Prima di andarsene, il vescovo, il parroco e Zargar hanno ricevuto due conchiglie, un sassolino del lago di Galilea e un pizzico di terra del giardino della basilica di Betlemme, mentre i bambini una foto della spiga maturata a Betlemme, copia di un disegno di una bambina di Betlemme (La basilica della Natività a Betlemme e la moschea, nella foto), oltre a chicchi del grano della fraternità.
(Renata Rusca Zargar)

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