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Savona. Il grano della Fraternità

Savona. Ieri, 16 aprile, mercoledì della settimana Santa, alle ore 10 nel duomo di Savona si è svolta una cerimonia ormai tradizionale. Il vescovo della diocesi di Savona-Noli, monsignor Vittorio Lupi, ha accolto in cattedrale moltissimi bambini delle scuole dell’infanzia e primarie accompagnati dai loro insegnanti, genitori e nonni. Questi bambini hanno deposto ai piedi dell’altare moltissimi vasi di germogli di grano generati dai chicchi che loro stessi avevano seminato con l’aiuto di insegnanti e nonni.  La cerimonia è da alcuni anni un grande progetto di pace, fratellanza e integrazione dei tanti bimbi stranieri, di nazioni diverse, che frequentano la scuola italiana, per questo è chiamata “Festa del Grano della fraternità”.

Nella cattedrale, alla destra dell’altare maggiore, erano esposti disegni, fotografie e letterine che i bambini di altre nazioni hanno scritto in risposta a quelle consegnate loro da mons. Lupi durante il suo viaggio effettuato a Betlemme portando con sé anche i chicchi di grano provenienti da Savona.

Alla sinistra dell’altare, erano in bella vista alcuni bigliettini colorati a forma di gocce d’acqua su cui sono state scritte delle frasi di pace. Eccone  alcune: La pace è fare amicizia con i bambini di ogni parte del mondo. La pace è aiutare le persone in difficoltà. La pace è… una forte armonia col mondo. La pace è il cuore di Gesù. Il vescovo, allora, saluta i bambini, i loro insegnanti e i nonni. Per i nonni chiede dai bambini un grande applauso. Il grano, dice, è il pane e Gesù attraverso il pane ci ha dato il Suo Corpo. Il grano ci dà la farina con la quale vengono fatte le ostie che, consacrate, sono il Corpo di Gesù. Da Betlemme, una maestra, ha portato i chicchi provenienti da Savona ai bambini romeni.

La maestra Manuela ha letto la letterina che quei bambini hanno scritto a quelli di Savona ringraziandoli  per l’amicizia data loro con i chicchi provenienti dalla nostra città. Alcune bimbe hanno letto delle frasi in lingue diverse, quelle dei bambini di nazionalità diverse da quella italiana. La coordinatrice, maestra Francesca Ottonelli, ha poi detto ai bambini di alzare le braccia dandosi la mano dicendo: “Padre di tutti ascoltaci”. I bambini, tutti insieme, fanno un grande applauso alle loro maestre. Siccome in cattedrale sono presenti bambini di nazionalità e fedi diverse, Zahoor Ahmad Zargar, presidente della Comunità dei Musulmani della Liguria, è stato invitato per portare il suo saluto. Zargar ha letto due bellissime frasi. La prima è questa: “ Siamo formati dai nostri pensieri; noi diventiamo quello che pensiamo. Quando la mente è pura, la gioia segue come un’ombra che non ci lascia mai (Buddha ). La seconda è : “Dialogate con belle maniere con la gente della Scrittura, eccetto quelli di loro che sono ingiusti. Dite (loro): “Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su di voi, il nostro Dio e il vostro sono lo stesso Dio ed è a Lui che ci sottomettiamo“ (Corano,29:46). Con queste parole si ribadisce che per tutte le religioni si fa riferimento a Dio, unico Dio per tutti.  Essendo presente in Duomo la Statua Processionale dell’Addolorata, il parroco Don Margara, spiega ai bambini perché la Madonna ha sette spade nel cuore: È il dolore della Madre per la morte del Figlio, dice loro. Alla fine della cerimonia ogni maestra ha ricevuto una copia della letterina che i bambini romeni hanno scritto ai loro nuovi amici di Savona.
(Maria Pera)

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