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Savona. Gheppio in difficoltà

Savona. Mentre i politici regionali, mettendo da parte i veri problemi della società, si stanno accapigliando per riaprire la caccia dopo la sospensione del calendario venatorio regionale (chi è causa del suo male…: per accontentare le frange più estreme dei cacciatori hanno violato le leggi che loro stessi, a livello regionale e nazionale, avevano approvato!) a soccorrere la fauna selvatica ferita o in difficoltà, preciso obbligo giuridico di Regione e Provincia che tranquillamente se ne fregano, ci debbono pensare i volontari della Protezione Animali savonese, associazione privata e senza contributi statali.

Un giovane gheppio caduto in evidente difficoltà a volare nel centro di Toirano (SV) ha quindi dovuto essere ancora una volta soccorso dall’Enpa; da inizio anno, cioè da quando è cessata la convenzione con la Provincia di Savona, che non dimentica mai le pretese dei cacciatori ma non ha inserito a bilancio 2013 neppure un euro, è il millecinquecentosessantaseiesimo animale selvatico ricoverato dall’Enpa.

Il volatile è stato subito portato presso un centro veterinario specializzato a Genova, dove gli è stata fornita la diagnosi e le cure, subito iniziate e finalizzate alla guarigione, alla riabilitazione ed alla successiva rimessa in

libertà: mezzi, benzina, autostrada, parcella veterinaria, strutture, cibi e medicine a carico Enpa, naturalmente.

In un paese percorso da ogni tipo di inadempienze ed omissioni penalmente perseguibili della pubblica amministrazione e dei politici che la governano, da troppi anni c’è anche quella del mancato soccorso della fauna selvatica; ma i politici genovesi e savonesi ora hanno da fare, non disturbateli, debbono fare tutto il possibile per rimandare subito a caccia i cacciatori. Surreale l’

intervento pro-caccia – a parte quelli vergognosamente scontati dei consiglieri di “larghissime intese sulla caccia” Miceli, Ferrando, Scibilia, Scajola, Morgillo e Bruzzone – del sindaco di Villanova d’Albenga (SV), che pretende che adesso sia lo Stato a pagare i danni dei cinghiali agli agricoltori perché la loro caccia è sospesa: se si sveglia un attimo saprà che l’incremento degli ungulati è proprio colpa e beneficio dei cacciatori.
(C.S.)


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