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Savona. Gabbiano ferito blocca traffico in centro città

Savona. Traffico bloccato l’altra sera in pieno centro a Savona, per la maleducazione di un pescatore. Un giovane gabbiano, ferito gravemente da ami da pesca, è caduto a terra all’incrocio tra via Paleocapa e corso Italia. Sono intervenuti i Vigili Urbani ma a recuperare la povera bestia sono stati i volontari della Protezione Animali, che ora la stanno  curando; il volatile aveva “predato” un’esca artificiale (un pesce finto irto di ami), abbandonata da qualche parte dal solito pescatore sportivo: gli ami gli avevano trafitto il becco e, nel vano tentativo di liberarsi, la testa e le zampe, bloccandolo completamente. Questi congegni micidiali, di libera vendita e che costano pochi euro, anche quando sono abbandonati o perduti, come le reti, continuano a pescare e a fare danni.

Da alcuni anni i gabbiani stanno colonizzando le città; secondo l’Enpa ciò è principalmente dovuto alla pesca professionale, sportiva ed estiva di bagnanti che raccolgono crostacei e pesci, che sta spopolando il mare e sottrae quindi il loro cibo, che vanno a cercarsi in città. L’associazione svolge un importante compito, raccogliendo decine di soggetti giovani caduti dai nidi sugli edifici, li accudisce e li fa crescere e poi li riporta nel loro ambiente originario, spiagge, scogliere e foci dei torrenti, lontano dalle case; ha anche presentato un primo progetto di sterilizzazione che, approvato dal Comune di Savona, non ha però potuto ottenere l’indispensabile finanziamento regionale a causa del parere sfavorevole dell’Asl.

Numerose lamentele si verificano ormai in tutti  i paesi della riviera, capoluogo compreso, sia da parte di residenti che di turisti che trovano il tetto o il terrazzo dell’appartamento delle vacanze occupato dai nidi. Anche in questo, come in molti altri casi, gli enti locali dimostrano la loro incapacità ad affrontare per tempo ed efficacemente i problemi; nella riviera romagnola i comuni, dopo aver ottenuto il consenso scientifico dell’Ispra (Istituto per la ricerca ambientale) e l’autorizzazione delle Province, organizzano a pagamento, nei mesi di aprile e maggio, l’asportazione incruenta delle uova (e solo di quelle) dai nidi di gabbiani sui tetti e sui  terrazzi dei quartieri cittadini.
(C.S.)

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