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Savona. Dopo la “deportazione” della vecchietta ed il veleno, la fame

Savona. Dopo l’avvelenamento da parte dei soliti ignoti, con una trentina di animali morti e solo tre sopravvissuti grazie alle cure dei volontari della Protezione Animali, ora i colombi di piazza Saffi a Savona cominciano a morire di fame.

Come si ricorderà, con un blitz dei vigili urbani il 23 gennaio scorso Elvezia C., l’anziana che alimentava i piccioni dal suo terrazzo e nella piazza, era stata trasferita in una struttura di accoglienza a Varazze e la sua casa sequestrata. Per un po’ alcuni anonimi animalisti avevano tentato di lasciare cibo per gli animali sulla piazza, violando il divieto imposto da anni dal Comune; da qualche giorno però, a causa dei controlli serrati, nessuno porta più cibo e, contemporaneamente, i volontari dell’Enpa hanno iniziato a trovare ogni giorno una decina di volatili morti, soccorrendone alcuni vivi ma incapaci di volare che però, dopo essere stati semplicemente alimentati nelle gabbie curatoriali della vicina sede, si sono ripresi. L’Enpa ha studiato per anni le dinamiche e le abitudini dei colombi della zona, giungendo a proporre, sempre inascoltato, al Comune di ridurre il divieto di alimentarli e consentire all’anziana di farlo in un tratto di torrente lontano dalle case, prima fase per trasferirli progressivamente in periferia.

Ma con il trasferimento della vecchina sono però cominciati i decessi dei soggetti più deboli e meno intraprendenti; un modo crudele di ridurne il numero ma assolutamente inutile, come spiegano gli zoologi esperti: “Una alimentazione adeguata diffusa sul territorio favorisce la diffusione dei colombi stessi sul territorio, ne diminuisce la concentrazione in centro e, paradossalmente, contribuisce alla diminuzione delle nascite. Infatti colombi adulti forti, adeguatamente nutriti, impediscono la nidificazione degli altri. Colombi giovani o malnutriti e deboli, nidificano e lasciano nidificare anche gli altri”. Così a Torino, dopo decenni di inutili divieti, hanno disciplinato correttamente la distribuzione del cibo mentre a Parigi, Londra, Sydney, Nottingham, Malaga e in Italia per ora solo Milano, hanno costruito colombaie, per asportare le uova, ottenendo velocemente consistenti riduzioni degli animali. Ma a Savona le novità sono sempre osteggiate e cambiare la mentalità degli amministratori è impossibile.
(C.S.)


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