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Savona. Domani si chiude la pesca in torrenti e laghi, anzi no

Savona. È una chiusura della pesca nelle acque interne molto parziale quella che avverrà domani in provincia di Savona fino al 22 febbraio 2015. Alla Protezione Animali continua a non piacere la disposizione della Provincia che disciplina il fermo pesca invernale nelle acque dolci, perché il divieto è pieno di buchi, come il permesso di pesca concesso ad oltranza nei laghi di Osiglia, Antenna, Anselma e San Giuseppe, addirittura con due canne,  all’insegna del più bieco consumismo ittico; ed anche il ”no kill”,  consentito in molti tratti delle Bormide e del Centa si sta rivelando, come provano diversi studi universitari, una pratica comunque crudele, per l’alta mortalità e sofferenza che provoca nei pesci liberati immediatamente dopo la cattura, non sempre con le cautele imposte dalla legge.

Bene invece il divieto di utilizzare animali vivi come esche, una pratica che non ha nulla da invidiare alla “vivisezione” e che viene purtroppo usata in mare. E finalmente si lascia in pace l’anguilla, a seguito però  di un provvedimento nazionale che, era ora, tiene contro degli allarmi del mondo scientifico sulla preoccupante rarefazione di questa specie misteriosa ed affascinante.

Purtroppo la Regione Liguria continua a sostenere l’assoluta improponibilità della pesca ricreativa come ecocompatibile ed educativa: uccidere animali per svago non può e non deve essere insegnato e favorito tra i giovani nelle scuole e nelle manifestazioni di beneficienza come prevede assurdamente la nuova di legge che, tra l’altro, ha eliminato la licenza di pesca, riducendola al solo bollettino postale di pagamento di una tassa irrisoria (45,45 euro, dimezzata per che ha più di 65 anni ed azzerata fino a 16!); il tutto per contrastare la progressiva (e positiva per ambiente ed animali) riduzione del numero di pescasportivi.

Non c’è inoltre nulla di ecosostenibile nel trasformare le acque interne liguri in acquari dove liberare poveri pesci d’allevamento che vanno a rimpiazzare ed eliminare la preziosa fauna originaria, solo per facilitare un passatempo avulso da ogni contesto naturale. Per fortuna, ma senza alcun aiuto dalla Regione, crescono attività davvero ecologiche come la canoa, il rafting, il kayak e l’escursionismo, in cui gli animali vengono lasciati in pace ed osservati con attenzione ed interesse.
(C.S.)

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