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Savona. Al Chiabrera domani due intermezzi buffi di Pergolesi e Cimarosa, grande successo questa mattina nell’anteprima per le scuole

Savona. Grande successo per il tanto atteso dittico proposto dal benemerito Teatro savonese dell’Opera Giocosa. Questa mattina infatti al Chiabrera La Serva Padrona e Il Maestro di Cappella, due celebri intermezzi di Giovan Battista Pergolesi e Domenico Cimarosa, sono stati apprezzati ed applauditi da centinaia di studenti nell’anteprima per gli studenti delle scuole. Lo spettacolo per i melomani andrà invece in scena domani sera alle ore 20 e 30.

“La cameriera fa le bizze, il vecchio padrone è bell’e gabbato, il lunatico direttore d’orchestra prima canticchia e poi sbraita, alle prese con musicisti che sbagliano il solfeggio: ma alla fine tutto finisce per il meglio, in un armonico fracasso”. Così l’ente lirico savonese presenta le due perle di saggezza settecentesca valide per tutte le epoche e per tutte le età !

Lo spettacolo per le scuole è previsto per domani mattina alle 10 e 30, mentre quello serale si terrà sabato, alle ore 20 e 30. Si tratta di una nuova produzione e di un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera Giocosa O.N.L.U.S. di Savona.

In scena Barbara Bargnesi e Filippo Morace, con l’ Orchestra Sinfonica di Sanremo, direttore Giovanni Di Stefano. La regia sarà di Jacopo Marchisio, le scene del Laboratorio del Teatro dell’Opera Giocosa, costumi della Sartoria Teatrale Arrigo di Milano. La realizzazione dei recitativi al clavicembalo e Maestro di Sala Gianluca Ascheri.

“La Serva padrona” venne rappresentata il 1º agosto 1752 a Parigi, una data che ha conferito all’ operetta un ruolo chiave nella definizione del genere. L’opera era nata già venti anni prima, nel 1733, e in tutt’altro contesto: era stata concepita come intermezzo tra gli atti del dramma per musica Il prigionier superbo di Pergolesi stesso, secondo una tradizione all’epoca ormai consolidata, specie a Napoli. Essa divenne però manifesto polemico proprio a partire da quella successiva rappresentazione parigina ad opera della compagnia di Eustachio Bambini: il clima culturale era infatti assai teso, percorso dalle idee dei philosophes illuministi, pronti a mettere in discussione i valori nazionali.

L’intermezzo di Pergolesi arrivava al momento giusto, perché rispecchiava perfettamente, in campo musicale, l’idea di teatro illuminista: piacevole invenzione melodica, freschezza e semplicità in alternativa alla pesantezza e difficoltà propria della tradizione operistica francese. Di qui si scatenò la cosiddetta “Querelle des bouffons”, una accesa polemica di vastissime proporzioni che contrapponeva i philosophes (in prima linea Jean Jacques Rousseau) ai “conservatori”, accesi sostenitori della nazionale tragedie lirique nella linea che univa Lully a Rameau. Fu appunto Rousseau a sostenere a piena voce la musica italiana nella famosa Lettre sur la musique française (1753) e scrivendo, su modello de la Serva padrona, l’operina Le devin du village, rappresentata a Fontainebleau in quello stesso 1752.

L’altro intermezzo “Il Maestro di Cappella” è un unicuum nel panorama del teatro musicale: la sua impostazione e la sua struttura musicale sono anomale. Infatti c’è un solo personaggio in scena e rimandano, più che all’intermezzo, alla cantata o ad un ampliamento di un’aria per basso e orchestra. Incerta è anche la data di composizione, che dovrebbe aggirarsi tra il 1786 e il 1793, durante la permanenza di Cimarosa in Russia, o nel successivo soggiorno viennese.

Sicuramente il pezzo incontrò subito il gusto del pubblico: già nel 1810 veniva infatti pubblicato a Lipsia. La gustosa parodia di un compositore settecentesco alle prese con i suoi esecutori durante una prova d’orchestra gioca su un libretto farcito di termini tecnici, che suggeriscono così realisticamente la caricatura del maestro di cappella. La struttura musicale dell’opera è particolarmente interessante: dopo un recitativo accompagnato che introduce le prove, l’aria propone, nel quadro di un fantasioso disordine, una sorta di campionario dei timbri strumentali dell’orchestra dell’epoca. In una terza fase, le varie parti proposte dal maestro vengono dapprima intonate dalle diverse sezioni orchestrali e quindi integrate in una pagina di grande vigore degna di comparire in apertura di un’opera coeva.

I biglietti sono in vendita fino a domani alla biglietteria del Teatro Chiabrera, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. E’ possibile acquistare il biglietto un’ora prima dello spettacolo e direttamente on line sul sito www.operagiocosa.it. La vendita dei biglietti Last Minute è attivata mezz’ ora prima dell’ inizio di ogni spettacolo ed applicata sui posti disponibili e non prenotati.
(Claudio Almanzi)

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