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Savona. 12.500 volatili in pericolo di vita

Savona. La Protezione Animali savonese lamenta che non è una “marchetta elettorale” di poco conto quella tempestivamente pagata dai consiglieri regionali liguri quasi al completo ai sempre meno cacciatori, la proroga dal 20 al 31 gennaio della caccia ai turdidi.

Questi innocui ed utili volatili (si cibano principalmente di insetti, lumache, larve e vermi, percorrono anche 5.000 chilometri durante la migrazione e potrebbero vivere, se non “sparati”, anche 5 anni) sono la famiglia di volatili maggiormente uccisa, soprattutto nell’imperiese e savonese,  nelle stagioni venatorie; in quella del 2010/11 su 235.000 animali selvatici migratori abbattuti, ben 157.000 erano cesene e tordi bottaccio e sassello; facendo un grossolano calcolo matematico si può ipotizzare che la proroga costerà al mondo animale circa 12.500 vittime che, seppure di piccole dimensioni, messe in fila coprirebbero una distanza di oltre 3 chilometri.

Eppure esiste un parere obbligatorio del massimo organo scientifico nazionale in materia, l’Ispra, che già dall’aprile scorso sconsigliava tale caccia già dopo il 10 gennaio 2013; un giudizio che mette quindi fuori legge la decisione della Regione e per il quale sarebbe ora che finalmente, quando ne verrà dichiarata l’illegittimità, i consiglieri regionali che l’hanno permessa dovrebbero essere chiamati a pagare di tasca propria il danno arrecato.
(C.S.)

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