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Savona. “Noi la crisi non la paghiamo”: la risposta del Gap contro il carovita

Savona. I Gap (acronimo di Gruppo di Acquisto Popolare, volutamente riecheggiante i Gruppi di Azione Partigiana) sono ormai da diversi anni realtà presenti ed attive sparse su tutto il territorio nazionale. L’aumento del costo della vita, provocato da opere speculative nonché dalla mancanza di indicizzazione dei salari e delle pensioni, ha innescato una trappola secondo la quale il cittadino si trovi costretto, per arrivare alla fine del mese, a rivolgersi a strutture di mercato ricche di prodotti sottocosto ma di bassissima qualità: contro questo ricatto si sono attivati i Gap.

Enti associativi regolati per legge, senza alcun scopo di lucro, i Gruppi di Acquisto Popolare non sono altro che reti di cittadini i quali, in nome del consumo critico ed intelligente, danno luogo ad una forma di solidarietà autorganizzata ordinando e acquistando direttamente dal produttore i beni di consumo, saltando cioè tutte quelle intermediazioni che si rivelano essere in gran parte le responsabili dell’aumento di prezzo del prodotto.

Operante da tre anni anche nel comune savonese, in via Torino 158r, la struttura del Gap, appoggiata nella sua battaglia da RFC, ha saputo dimostrare come sia possibile creare una forma di commercio e distribuzione alternativa a quella delle dominanti catene di mercato, ponendo attenzione nella sua opera sia all’accessibilità dei prezzi per il consumatore, stabilendoli direttamente con il produttore, sia, soprattutto, alla qualità del prodotto, il quale, conforme alle leggi riguardanti l’igiene, è sempre tracciato garantendo la trasparenza della sua fonte.

Cosa si può ordinare ed acquistare in particolare ogni sabato mattina (dalle 10 alle 12) al Gap di Savona? Innanzitutto, contro la bolla speculativa riguardante il grano e i suoi derivati, beni di prima necessità quali il pane, la pasta, il riso, tutti rigorosamente venduti a prezzo di costo; nonché olio extravergine di oliva e detersivi. Inoltre, insieme a questi generi alimentari, si possono trovare anche aiuti di altro tipo quali sportelli abbinati ad uno studio legale ed odontoiatrico e servizi finalizzati all’incremento di una cultura libera da leggi di mercato e non mercificata. In quest’ultimo progetto rientrano nello specifico le ripetizioni popolari, sostegni scolastici offerti gratuitamente e settimanalmente da insegnanti e ragazzi neolaureati a studenti delle superiori in difficoltà, e l’iniziativa “Libri in libertà”, ossia la possibilità di prendere in prestito o scambiare con i propri volumi i testi catalogati per diversi generi nella biblioteca del Gap.

«Ricostruzione del legame sociale, consumo critico e solidarietà tra pari: questi – dichiarano dunque Gianmaria Pace e Fabrizio Ferraro, militanti impegnati nel progetto ˗ sono gli elementi essenziali per combattere la crisi, e ad essi, pertanto, questa iniziativa si è voluta ispirare fin dalla sua nascita».
(Paola Squillace)

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