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Sanremo. In ricordo di Enrico Adler

Sanremo. Enrico Adler venne a mancare a parenti ed amici nel novembre del 2008. Era nato a Sanremo. In giovane età aveva preso parte alla contestazione ed era stato, qualche anno dopo, tra i fondatori dell’ O.C.L. (Organizzazione dei Comunisti Libertari), insieme ai fratelli Sorrentino, Gianni Sufia e tanti altri, che negli anni ’70 terranno nella città rivierasca diverse importanti manifestazioni, insieme ad altri gruppi extraparlamentari a volte alleati e a volte rivali, ma che, al di là delle singole ideologie, riuscivano a fare fronte comune contro lo stesso avversario: dalle varie destre, alle locali buffonate della borghesia locale e di quella turisticamente padana, ma anche contro gli opportunismi, gli intrallazzi e i “misteri” dei partiti locali, compresi alcuni elementi della “sinistra” dalle mani impastate in logiche da “superpartito” o da “supersindacato”, che il quasi concittadino Italo Calvino aveva già intuito nel 1949 nella stesura de “La speculazione edilizia”, uscito poi nel 1957 per i tipi di Einaudi Editore.

Nella “Città dei Fiori” vi erano troppe ingiustizie sociali. Il vecchio centro storico della “Pigna “, che ricorda un pò la “kasbha” di Algeri, era allora per lo più abitata da emigranti dal sud, in case malsane e spesso prive persino di acqua e di servizi igienici, mentre un alloggio “normale” era praticamente inacessibile alla gente in condizioni precarie. Per contro gli amministratori locali intraprendevano una politica di sprechi che erano un vero e proprio insulto alla miseria. Oltre all’ istituzione del Festival, vi erano stati costosi incontri di pugilato e altre manifestazioni inutili.

Nel frattempo Enrico non abbandona l’approfondimento intellettuale: oltre agli studi universitari alla facoltà di Filosofia di Genova, legge di tutto e si mostra molto interessato alla Scuola di Francoforte e al c.d. “austromarxismo”; il nonno di Enrico era un ebreo viennese che negli anni ’20 si era trasferito in Italia, dove nel 1926 era nato il padre di Enrico.

Enrico era legato a fraterna amicizia col suo coetaneo Moreno Marchi (1951/1997), di orientamento più individualista, collaboratore di Alfonso Bonanno di Catania e di Pino  Bertelli di Piombino (LI). Moreno si era specializzato nello studio degli scrittori  francesi, sopratutto Pierre Drieu La Rochelle (1893/1945 ) e Louis Fernand Lastuche (1894/1961), sui quali scriverà diversi saggi e curerà antologie, talvolta stampate presso case editrici di “destra”, come la Società Editrice Barbarossa di Milano, che stampava anche la rivista “Orion”. Moreno si attirerà naturalmente le solite accuse di “cripto- fascismo” da parte di certa sinistra dogmatica e paranoide. Ma Adler non crederà mai a tali accuse verso Moreno e manterrà intatta l’ amicizia e, collaborando con lui, con l’ anziano anarchico Pietro Ferrua e con Libereso Guglielmi, un’opera monumentale sulla figura di Italo Calvino e quando Moreno muore, egli sarà tra coloro che veglieranno la sua salma.

Nel frattempo Enrico cerca di fare qualcosa anche a livello sociale e pratico e non solo teorico. Per poter servire meglio il territorio, si candida al consiglio comunale per la Lista Verde, e viene eletto consigliere, attirandosi accuse di “carrierismo” e “istituzionalizzazione” da parte di alcuni libertari intransigenti. Però la sua attività è molto utile, in una città consumista ed emarginatrice come Sanremo, dove per i giovani non vi è alcun punto di riferimento. Enrico apre una struttura pubblica per il recupero dei tossici e per gli animali abbandonati. Enrico è un animalista accanito e in auto, addirittura, guidava lentamente per paura di spaventare i volatili. Enrico Adler negli ultimi tempi si occupava anche della Decrescita ed era un intenso studioso e seguace del prof. Serge Latouche del M.A.U.S.S. francese, dell’ italiano Maurizio Pallante e di altri sostenitori di una vita sobria.

Membro dell’ A.R.C.I. di Imperia partecipava spesso o teneva dibattiti sui problemi della decrescita, sulla naturalità del cibo, e sopratutto del problema dell’ Aqua, in una zona geografica dove gli “Ultimi Uomini” della “sinistra” locale non esitarono a votare insieme ai berlusconiani per la “privatizzazione” di un fondamentale bene pubblico. Mossa da local “superpartito”, contro la quale, al consiglio comunale di Imperia, vide solo il voto dell’ unico seggio di Rifondazione Comunista, Pasquale Indulgenza (1961/2019).
(Francesco Mulè)

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