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Sanremo. Grande successo per “A mea sità” di Emilia Ramò

Sanremo. Il tutto esaurito ieri pomeriggio nell’aula magna del Palazzo del Capitolo di Sanremo, dove, a cura del Circolo Ligustico Arte e Ambiente, presieduto da Fabio La Cola (alias Freddy Colt), è stata presentata con grande successo, alla presenza di un folto pubblico, l’ultima opera poetica “A mea sità” (La mia città) (Circolo Ligustico Edizioni) di Emilia Ramò di Sanremo, classe 1915, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato. L’autrice è stata da sempre attratta dall’arte e, andata in pensione, ha cominciato a dedicarsi, da autodidatta, alla scultura, proseguendo, quindi, con la pittura e la scrittura sia in poesia sia in prosa, in lingua e in dialetto, partecipando a diversi concorsi letterari e ottenendo premi e riconoscimenti nei diversi settori. Ha scritto anche testi per canzoni e una commedia dialettale, premiata nel 1997. Quest’ultima silloge si apre con una lirica dedicata alla sua città: (O mea sità) “Ina perla ti sei int’u sutiru ercu de / terra […] ti sei a so’ Regina […]. E ancù, ancù… ancù. / Ti sei bèla, mea sità . Ti sei viva! / Ti sei int’u mei cö” (Una perla sei del sottile arco / di terra […] tu sei la sua Regina […]. E ancora, ancora… ancora. / Tu sei bella, mia città. Sei viva! / Sei nel mio palpito). Sono delicati versi che aprono l’intera silloge poetica di 16 componimenti in vernacolo dal forte colorito locale e dall’espressione linguistica assolutamente musicale.

Dopo la declamazione della lirica “O mea sità” da parte di Ninetto Silvano, il professor Francesco Mulè, che ha presentato la raccolta ramoiana, ha così sintetizzato l’arte poetica dell’autrice.

“La poeta Emilia Ramò, attraverso i suoi delicati versi liberi, viene a raccontarci i propri sentimenti, le proprie emozioni, le angosce, i propri stati d’animo con tutta la libertà e la spontaneità che il cuore e, spesso, la ragione, le vengono a dettare. Sono componimenti che si presentano sotto forma di racconti di vita, frammenti di storia personale, dettati e suggeriti da stagioni passate e presenti che l’hanno toccata e continuano a toccarla ancora, suggerendole momenti di ispirazione spazio / temporale. Liriche intrise di amore, quindi, personali, che rivelano naturalezza, sincerità e luminosità di espressione, attraverso la narrazione della cultura locale. Fotogrammi e flash  di un animo molto sensibile e ricco di quella testimonianza poetica, bisognosa di aprirsi per liberarsi e librarsi verso lo stadio della spiritualizzazione. Emilia Ramò poetizza, in maniera esemplare, la vita, narrandola in modo semplice, lineare e scorrevole con uno stile sobrio sulla tela di una storia / racconto, tale da coinvolgere il lettore così bene da immergerlo nel tempo e nello spazio. La poesia della Ramò, come quella di tutto il Novecento, possiede una forma decisamente aperta senza norme ritmiche necessitanti. Emilia Ramò: la poeta del pensiero / vita”.

Infine, alla lettura / interpretazione della poesia “L’orazione del marinaio alla Madonna della Costa”, da parte del relatore, ha fatto seguito l’intervento di Ninetto Silvano che ha  declamato in dialetto altre liriche, subito dopo rilette in lingua dalla poeta Emila Ramò.

In chiusura dell’evento pomeridiano, Freddy Colt ha voluto ringraziare gli intervenuti, il prof. Mulè, le segretarie, il Direttivo e i consiglieri  del Circolo Ligustico nonché Ninetto Silvano e, ovviamente, con calorosi applausi, la protagonista del pomeriggio culturale, la poeta Emila Ramò.
(Francesco Mulè)

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