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Sanremo. GdF sequestra azienda gestita dall’ndrangheta

Genova. I finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Genova hanno sequestrato le quote del capitale di una società commerciale con sede a Sanremo, operante nel movimento terra, nonché n. 4 automezzi, ed i conti correnti di uno dei soci e del gestore della stessa, affiliato alla cosca “Gallico” di Palmi (RC), in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – sezione Misure di Prevenzione su proposta della DDA di Reggio Calabria in persona del Procuratore Aggiunto della Repubblica dott. Michele Prestipino e del Sost. Proc. della Repubblica dott.ssa Sara Ombra.

La società, costituita a Sanremo nel maggio del 2006, tra l‟ottobre del 2009 ed il maggio del 2010, aveva operato in subappalto, nel cantiere aperto per la costruzione della “variante stradale”, denominata ”Aurelia bis”, nell‟area di Arma di Taggia (IM). Gli accertamenti eseguiti sulle imprese, che partecipavano ai lavori nel citato cantiere, si erano concentrati su una società di capitali della quale era socio, unitamente ad altre persone, il predetto calabrese, che era stato indagato, da varie Procure della Repubblica, per traffici di droga. L‟azienda attenzionata eseguiva, materialmente, lavori di movimento terra, su incarico della ditta appaltatrice, per importi contrattuali al di sotto della soglia limite stabilita dalla legge, al di sopra della quale scatta l‟obbligo di munirsi della “certificazione antimafia”; la società, comunque, in totale aveva percepito, per le attività eseguite, nel corso del 2008, 2009 e 2010, oltre 900 mila euro.

L‟impresa in questione aveva partecipato, successivamente, anche all‟esecuzione di ulteriori lavori pubblici, fornendo prestazioni di “movimento terra”, relativamente al raddoppio della tratta ferroviaria “Andora-San Lorenzo al Mare”, in provincia di Imperia, percependo, in questo caso, per le attività eseguite, nel corso del 2008 e 2009, oltre 340 mila euro. In questo caso, però, il Prefetto di Imperia, nel novembre del 2010, aveva emesso un‟”interdittiva” nei confronti della società in questione, ritenendo che avesse contiguità con ambienti della criminalità organizzata.

Il Gico di Genova aveva sviluppato, pertanto, accertamenti patrimoniali sul conto del socio, appartenente alla ‘ndrangheta, mentre la Procura della Repubblica-D.D.A. di Reggio Calabria, nell‟ambito di indagini afferenti un diverso contesto, nel giugno del 2010, era arrivata ad ottenere un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti del medesimo soggetto e della madre, accusati di tentata estorsione aggravata da “metodi mafiosi”.

Le risultanze delle indagini preliminari del Gico di Genova sono confluite nel fascicolo della magistratura inquirente di Reggio Calabria, che, successivamente, nell‟ambito di un procedimento di prevenzione, ha ottenuto dal Tribunale locale l’emissione del provvedimento di sequestro in parola.
(C.S.)

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