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Sanità, Ponente Savonese. Scoppia la pace fra Albenga e Pietra Ligure, i primari propongono un presidio unico

Albenga. I rappresentanti dei primari o meglio dei direttori di Struttura complessa come vengono oggi chiamati i medici ospedalieri apicali, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella tarda mattinata di oggi presso il nuovo ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga, hanno a grandi linee illustrato il documento del collegio congiunto dei primari dei nosocomi di Pietra Ligure ed Albenga che è  stato inviato all’Assessore Regionale alla Sanità, al Presidente della Commissione Sanità, al Presidente della Provincia di Savona e ai Sindaci interessati.

Il documento è stato presentato dai primari Filippo Falchero e Alberto Artom, rispettivamente presidenti del collegio dei primari dell’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga e dell’ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure.  Alla conferenza stampa hanno preso parte anche i primari Teresiano De Franceschi (Medicina Interna, Albenga),  Alfredo Azzarello  (Anestesia e Rianimazione Albenga) e Brunello Brunetto (Anestesia e terapia del dolore, Pietra Ligure).

In sintesi il documento congiunto dei Primari propone un ospedale unico del Ponente Ligure ubicato su due sedi ospedaliere, Albenga e Pietra Ligure, secondo quanto delineato dalla Regione e dall’Asl 2, per offrire la miglior assistenza possibile ai cittadini nell’ambito delle potenzialità delle due strutture senza concorrenza reciproca.
(Vincenzo Bolia)

Documento congiunto Collegio dei Primari Ospedale S. Corona e S. M. Misericordia

«La situazione economica generale, con particolare riguardo all’evidente attuale sottofinanziamento della sanità, (sottofinanziamento che non pare realisticamente modificabile nel breve-medio periodo) ha imposto agli organi regolatori scelte e decisioni non previste e non programmate con le quali, comunque, appare del tutto necessario confrontarsi: l’azzeramento dei fondi per l’edilizia ospedaliera, il quadro macroeconomico regionale che di fatto ostacola, almeno per 4-5 anni l’autofinanziamento per nuove strutture ospedaliere, la evidente carenza di liquidità per le attività sanitarie correnti (comprese ristrutturazioni e manutenzioni).

Tutto quanto sopraddetto, e non solo, impone ai suddetti organi regolatori, un immane sforzo per conciliare la richiesta di salute (che spesso sfocia nel sociosanitario) sempre maggiore di una popolazione sempre più anziana, con un bilancio rigoroso ed una lotta agli sprechi.

Questo documento, predisposto, discusso e approvato da tutti i Direttori di Struttura Complessa degli Ospedali Riuniti di Pietra Ligure ed Albenga si propone (per quanto attiene la residenzialità ospedaliera del ponente savonese) di fare alcune considerazioni e segnalare alcune proposte da portare all’attenzione della Dirigenza e delle Istituzioni Politiche Locali e Regionali quali contributi, da parte di “addetti ai lavori” ad un’equa, efficace ed efficiente soluzione del problema, almeno fino a quando, come da tutti auspicato, verrà costruito un unico ospedale del Ponente del quale non ci permettiamo, in quanto non nostro compito né tanto meno nostro intento, di suggerire l’ubicazione né i modi o le fonti di finanziamento.

Riteniamo però che, realisticamente, tale futuribile ed auspicabile opera non potrà essere operativa prima di sette/dieci anni. Per intanto alcune premesse che riguardano il Ponente della Ns. Provincia.

· Il Consiglio Regionale della Regione Liguria con Deliberazione n. 8 del 28.02.2008 ha deciso di accorpare gli Ospedali di Santa Corona di Pietra Ligure e S.M. di Misericordia di Albenga in un unico Presidio Ospedaliero (su due stabilimenti) denominato Ospedali Riuniti di Pietra Ligure ed Albenga.

· Il Ponente Savonese nella sede ospedaliera di Pietra Ligure è sempre stato il fulcro dell’emergenza sanitaria ed è sede di DEA di II Livello e Trauma Center e la zona Pietrese/Albenganese è dal punto di vista geografico baricentrica rispetto a Genova sicché esiste una sostanziale equidistanza tra i confini regionali a ovest e il DEA di II livello del Ponente, tra i due DEA di II Livello (Genova e Ospedale del Ponente), ed il DEA di II Livello di Genova ed i confini regionali a est.

· Lo stabilimento di Pietra Ligure (ex Santa Corona) ha una tradizione sia nell’Eccellenza che nell’Emergenza che certamente in Liguria, e probabilmente in Italia, non ha o ha pochi rivali ed è un forte polo attrattivo regionale ed extraregionale, che mitiga, per tutta la Regione, i saldi negativi della mobilità extraregionale.

· Lo stabilimento di Albenga (ex S. M. di Misericordia) esiste nella città di Albenga (seconda città della provincia per popolazione) dal 1559 (Atto di fondazione del 28 marzo 1558, Ndr) ed è fortemente radicato nel territorio ed attrae (con le sue caratteristiche di Ospedale Territoriale, la sua ubicazione, nonché le sue professionalità) cittadini anche residenti in provincia di Imperia.

· Lo stabilimento di Albenga (ex S. M. di Misericordia), costruito recentissimamente (inaugurato nel 2008) ha la potenzialità di ospitare 220 posti letto ed è dotato di tutte le più avanzate tecnologie. Ricordiamo che è stato costruito rispettando letteralmente e pedissequamente le indicazioni del PSR in allora vigente (PSR 2000-2005), che peraltro, per quella parte specifica, erano sostanzialmente identiche a quelle del PSR precedente (1995-2000), e che non ha gravato in alcun modo sul bilancio della Regione Liguria, in quanto la stessa non ha dovuto investire alcuna liquidità nella costruzione.

Tanto premesso, ci rendiamo conto che la scelta di unificare in un unico Presidio Ospedaliero i due Ospedali pare poco discutibile e che anzi, alla luce del momento contingente, potrebbe portare ad alcune economie di scala e soprattutto a sinergie molto importanti ed in grado di assicurare un migliore e più sostenibile funzionamento della rete ospedaliera del Ponente per gli anni che ci separano dalla progettazione, costruzione ed entrata in piena operatività del Nuovo Ospedale Unico.

D’altronde le distanze ridotte tra i due stabilimenti degli Ospedali Riuniti di Pietra Ligure ed Albenga, sono in questo caso un elemento positivo, in quanto permettono una allocazione delle strutture complesse di degenza, nonché dei servizi, ottimale, e legata ad esclusivi fattori ambientali e di opportunità piuttosto che di “concorrenza”.

Ci rendiamo conto che l’Ospedale in un’unica sede avrebbe costi di esercizio minori, pur se non di molto, ma è altrettanto evidente che, per poterlo fare nelle strutture esistenti, sarebbero necessari investimenti ingenti nella sede scelta e per un breve periodo e a fondo perso e che quindi, quella modesta quota di spesa in più per la gestione, (peraltro tutta da verificare se si considerano i costi diretti indotti dal movimento di ambulanze, dagli aumentati costi di manutenzione, dalle necessarie ristrutturazioni e quelli indiretti (che ricadono interamente sui cittadini quali costi sostenuti per carburante e autostrada, ore lavoro perse ecc..) può essere per ora ampiamente compensata dalla completa ed effettiva integrazione tra i due Stabilimenti, cioè dalla razionale messa in comune delle risorse e dei servizi, salvaguardando le peculiarità e le caratteristiche storiche delle due strutture:

con la sede di Pietra Ligure (ex Santa Corona ) con la mission dell’Emergenza avanzata come DEA di II Livello, con annesse le eccellenze necessarie a svolgere tale funzione, e la sede di Albenga (ex S.M. di Misericordia) con la mission dell’ elezione, in particolare dell’elezione chirurgica e dell’integrazione col territorio approfittando delle tecnologie di sala operatoria e degli spazi disponibili nonché delle professionalità ivi presenti.

Una proposta operativa minimale, che però potrebbe dare il tangibile segno della unificazione dei due Ospedali con una forte caratterizzazione simbolica sarebbe quella di 1) attivare un unico numero di telefono per il Presidio come già accade al Presidio Ospedaliero Imperiese (Imperia/Sanremo/Costarainera) con un unico centralino 2) dare un unico ed unificante nome al Presidio unico, rispettando le tradizioni storiche, chiamandolo cioè “ Ospedale Santa Corona e Santa Maria Misericordia”, con due stabilimenti, uno a Pietra Ligure e uno ad Albenga.

Sarebbe un segnale che potrebbe far percepire anche ai cittadini il concetto, finora atteso esclusivamente da molti addetti ai lavori, della effettiva integrazione, sostanziale e non formale, dei due stabilimenti (per quanto riguarda il centralino unico, vi sarebbe anche un risparmio di risorse umane, che possono essere adibite ad altri compiti). A tal proposito si è anche concordato che le prossime riunioni del Collegio dei Primari avverranno congiuntamente.

Questo tipo di Ospedale Unico su due stabilimenti, ha peraltro in Italia innumerevoli e spesso virtuosi esempi (ricordiamo a mero titolo di esempio l’Ospedale di Cuneo, ove ha svolto per lunghi anni le funzioni di Direttore Generale l’attuale direttore dell’ AGENAS Moirano) ed altri esempi nelle Regioni più avanzate dal punto di vista sanitario quali l’Emilia Romagna, Toscana e Veneto.

Ci pare, d’altro canto, assolutamente illogico, irrealistico e fortemente pericoloso per la salute dei cittadini ipotizzare, come si legge spesso sui giornali o si evince da dichiarazioni più o meno estemporanee di politici o amministratori, la creazione di un unico ospedale nella sede del capoluogo di Provincia, data la geografia così articolata e tormentata del territorio in questione e i collegamenti viari e ferroviari molto precari.

Le nostre proposte operative:

-cambiare in tutti i documenti ufficiali e nel lessico di tutti (noi compresi) i termini di Santa Corona ed S.M. di Misericordia e parlare di Ospedale Santa Corona e Santa Maria Misericordia, stabilimento di Pietra Ligure o stabilimento di Albenga:

-attivare un unico numero di telefono per il Presidio con un unico centralino;

-istituire una guardia attiva unica associata a reperibilità unica di Presidio per Radiologia;

-istituire una guardia attiva di presidio e/o reperibilità per Trasfusionale e Laboratorio (utilizzo della telemedicina);

-al momento della quiescenza dei Direttori di Struttura Complessa dei Reparti che si ritiene debbano essere accorpati dei due Presidi (Levante e Ponente) e ancor più dei due stabilimenti (Pietra ed Albenga), (es. Radiologia e Chirurgia per Pietra e Albenga, ORL per Albenga e Savona, Gastroenterologia per Pietra e Savona ecc.), il Direttore che rimane in servizio rimane nella sede storica da cui proviene (Serafini a Pietra Ligure, Falchero ad Albenga, Peirano ad Albenga, Testa a Pietra Ligure ecc.) e si reca nelle altre sedi secondo sue necessità ma non viene nuovamente “nominato”;

-deve essere rapidissimamente nominato il Direttore della Cardiologia del Presidio di Ponente in quanto il DEA di 2° Livello deve possedere una struttura autonoma di Cardiologia così come non è ipotizzabile l’assenza di un’ emodinamica nella stessa sede, possibilmente operativa per 24 ore poiché parliamo, appunto, di un DEA di 2° livello;

-la Cardiochirurgia privata di Rapallo, utilizzando il sistema virtuoso dell’extrabudget ASL sperimentato per il progetto recupero fughe dell’Ortopedia GSL di Albenga, deve essere localizzata a Pietra Ligure a completamento della gestione integrata del malato cardiologico presso il DEA di 2° Livello;

-devono essere attivati alcuni letti di Dialisi d’urgenza, alle dipendenza della SSD di Nefrologia e Dialisi del Presidio, nella sede di Pietra Ligure per inserire nel DEA di II livello anche questa importante metodica, talvolta essenziale per l’ urgenza;

-approfittando degli spazi presenti nello stabilimento di Albenga, sia operatori che degenziali, si propone che vengano rapidamente studiate possibilità di utilizzo di tali spazi, così come sarebbe a nostro parere opportuno ottimizzare la gestione delle eventuali urgenze di ORL ed Oculistica che possano afferire al DEA di II livello;

-la RSA non può essere localizzata in ospedale ad Albenga, (in quanto declasserebbe irrimediabilmente la valenza per acuti dell’Ospedale) ma presso altra struttura (es. Clinica S. Michele).

Non è in discussione ma ribadiamo con forza che il Pronto Soccorso così come la Medicina e la Chirurgia devono continuare ad essere presenti in entrambi gli stabilimenti in quanto nessuna di queste strutture potrebbe essere assorbita dall’altro stabilimento senza profondi stravolgimenti di funzionamento (32000 accessi di PS ad Albenga, 54000 a Pietra Ligure), e conseguenti numerosissimi interventi chirurgici e ricoveri d’urgenza nelle Chirurgie e Medicine di Albenga e Pietra Ligure).

Queste strutture hanno inoltre una valenza territoriale elevatissima e non diversamente fungibile (oltre tutto in un periodo in cui sia a livello organizzativo che che economico si tende giustamente a contrarre il numero dei posti letto delle Specialità Mediche, che peraltro dovrebbero essere maggiormente supportate a livello di tecnologia, a favore delle S.C. di Medicina Interna).

Inoltre sono del tutto evidenti le insostituibili funzioni anche socio sanitarie dei PS e appunto delle S.C. di Medicina Interna, funzioni che nel medio periodo non ci pare possano essere significativamente modificate».

* Il Collegio congiunto dei Direttori di Struttura Complessa (Primari) degli Ospedali di S. Corona di Pietra Ligure e S. M. di Misericordia di Albenga


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