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Sanità, Ponente Savonese, Associazione Albenga È: Asl 2 e Regione Liguria tengano conto delle 18.500 firme ingaune

Il Movimento Civico “Albenga è”, avendo molto attivamente partecipato alla raccolta delle firme per la petizione indetta dalla RSU dell’ASL2, esprime vivo apprezzamento per tutti coloro i quali hanno manifestato soddisfazione per le oltre 20.000 firme raccolte.

In merito agli interrogativi che il segretario PD Di Tullio si è posto circa la sacrosanta necessità –e noi aggiungiamo il dovere – di capire la risposte da offrire alla popolazione che ha liberamente sottoscritto, ci permettiamo di sollecitarlo a considerare l’ineludibile chiave di lettura della risposta differenziata che la popolazione ingauna ha dato, con le sue 18.500 firme.

Evidentemente,  le  ragioni  del  disagio non possono che passare attraverso la dovuta considerazione di tale importantissima parte di territorio che con l’85% delle firme raccolte ha manifestato che le soluzioni prospettate dagli esponenti regionali del PD citati dal Di Tullio non sembrano essere invero le soluzioni e le risposte ne al dissenso espresso dalla gente ne tantomeno ai problemi della Sanità Ligure. Infatti, ad Albenga, il successo della petizione è avvenuto esattamente in aperto e manifesto dissenso alla volontà della Regione di chiudere reparti e proseguire nel ricorso alla privatizzazione di specialità di sanità pubblica.

Nonostante la manifesta disapprovazione avvenuta con 18.500 firme avverso, si è assistito invece alla riproposizione da parte dagli assessori e consiglieri regionali del PD degli stessi  ostinati proponimenti, gli stessi che  generarono la protesta del comprensorio ingauno: soppressione di Ortopedia e intenzione di “razionalizzare” a modo loro togliendo anche Chirurgia, confondendo “complessità”  con “elezione”. Anche considerando l’ovvia e inevitabile ammissione dell’opportunità di mantenere i quattro ospedali provinciali, la presunta “razionalizzazione”/integrazione proposta non rappresenta nessun proponimento di costruttiva risposta ne al disagio della popolazione che si vede sottratti dei reparti fondamentali per la vita di un ospedale e di un territorio ne al disagio dei conti pubblici regionali. Se poi, non interessa un ospedale pubblico costruito con fondi pubblici ma si ritiene che Albenga debba accontentarsi di una clinichetta privata…è tutto un altro discorso..! Forse il consenso popolare è utile soltanto sotto elezioni?

Ed  allora  abbiamo  preso  atto con enorme sollievo e soddisfazione della significativa presa di posizione del Collegio congiunto dei Direttori di Struttura Complessa degli Ospedali Santa Corona e S.M. di Misericordia e del notevole documento da questi prodotto ed inviato nelle competenti sedi, che finalmente mette nero su bianco delle proposte razionali, condivisibili, logiche e scevre da qualunque strumentalizzazione in merito all’unica oggettiva soluzione del problema. Solo con una compiuta integrazione dei due plessi ospedalieri si possono al contempo ridurre gli sprechi e migliorare enormemente il servizio complessivo nei confronti della popolazione di tutto il Ponente Ligure. Non potendo naturalmente prescindere dal blocco immediato delle privatizzazioni già in atto e ulteriormente paventate al Santa Maria che hanno come unico risultato quello di privare di spazi moderni ed efficienti i reparti più obsoleti – e per questo dispendiosi e di difficile gestione – del Santa Corona.


Daniele Tealdi
Presidente Associazione ALBENGA E’




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