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Rondoni pallidi d’autunno a Savona

Savona. Appello per due rondoni pallidi che la Protezione Animali savonese ha soccorso in Riviera ed ha ora in cura nelle proprie strutture di ricovero, sostituendosi alla Provincia, che ha l’obbligo – non rispettato – di occuparsene.

Smoky e Noir, così li hanno battezzati  i volontari, appartengono ad una razza di rondoni (Apus Pallidus) che, contrariamente alla specie più nota (Apus apus), si sofferma in Italia fino ad autunno avanzato. Il riconoscimento delle due specie è davvero molto difficile perché le differenze sono veramente minime. Pallidi o meno, comunque, tutti i rondoni svernano in Sudafrica in quanto, nutrendosi esclusivamente di plancton aereo, in Europa non troverebbero nulla da mangiare.

Capita talvolta, come è probabilmente successo a Smoky e Noir, che gli uccelli migratori si facciano ingannare da un autunno particolarmente mite e si facciano così sorprendere dal brusco abbassamento delle temperature. I due piccoli pazienti sono infatti stati recuperati  a fine novembre, quando la stragrande maggioranza dei loro simili si trovava già sui cieli africani. Il freddo e la scarsità di cibo li ha probabilmente indeboliti e, quando sono stati recuperati, presentavano una diminuzione del peso corporeo e anche qualche problema respiratorio.

Al momento Smoky e Noir sono ancora sotto terapia antibiotica e antimicotica ma i risultati sono buoni e riteniamo che la cura abbia avuto un esito soddisfacente. Il problema però è un altro. Liberarli adesso significherebbe mandarli nuovamente a morire di fame e di freddo quindi bisogna necessariamente farli svernare in cattività. Questa soluzione, tuttavia, è non solo faticosissima (i rondoni non beccano da soli ma devono essere imboccati manualmente almeno 6 volte al giorno) ma anche costosissima (se si vuole sperare di farli arrivare alla primavera bisogna nutrirli bene e cioè esclusivamente con insetti secchi – tipo grilli, mosche e larve del miele – che costano circa 10 euro all’etto). Una soluzione alternativa sarebbe di portarli alla Clinica del Rondone di Francoforte sul Meno, alla quale ci siamo già appoggiati più di una volta, perché da lì vengono portati in Africa in aereo… ma il costo del viaggio è proibitivo…

Qualcheduno dei lettori ha in programma di andare dalle parti di Francoforte in auto (gli uccellini non sono accettati a bordo degli aerei…)? O sarebbe disposto ad aiutarci a pagare il biglietto di viaggio? o, ancora, ad aiutarci a pagare le spese alimentari? Smoky e Noir ringraziano anticipatamente chi vorrà dare un contributo alla loro battaglia per la sopravvivenza.
(C.S.)

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