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Roma

Roma è un po’ diversa da quando ci venivo spesso. Nella stazione ferroviaria, non si può accedere ai binari, neppure per accogliere la propria figliolina che arriva (24 anni a maggio, ah le mamme italiane!). Ci sono i portinai che aprono e chiudono le porte e ti cacciano, insensibili all’ansia materna.

Eppure, nonostante i soldati con il fucile spianato, la polizia, i carabinieri, il metal detector all’ingresso delle chiese (che suona ogni volta che  passo io -chissà perché -), Roma ha ancora quell’aria primaverile anche quando primavera non è. Le nuvolette arruffate, se pioviggina, non fanno paura.

Tornare a Roma è sempre un rinnovare emozioni di bellezza assoluta nei miracoli prodotti dall’uomo che spuntano a ogni angolo: chiese, rovine, opere d’arte…

È sempre ritrovare emozioni di meraviglia, provate quando sono andata la prima volta, a 17 anni, in gita scolastica (avevo pianto tutto il viaggio di ritorno per il dispiacere di lasciarla…)

Negli ultimi anni, ho sentito parlare molto del suo degrado. Perciò mi aspettavo uno sfascio.

Ma Roma è là da tanto tempo…

Assediata da milioni di turisti da tutto  il mondo, popolata da extracomunitari africani e orientali che portano in dote la loro voglia di vivere, un po’ sgangherata dalle buche nell’asfalto, resiste perché il tempo è dalla sua parte. Ella ci sopravvivrà.

Così è bello farsi inondare dal giubileo della Misericordia, dall’abbandono a Dio, tanto più grande di noi e chiederGli di non lasciarci soli.

Dio, unico, misericordioso, che ha pietà di noi figli tanto miserevoli, pieni di dubbi e di paure. Dio, condiviso da tutti gli uomini, al di là di ogni credo e religione, al di sopra di ogni nostro brutto pensiero settario e divisivo. Dio del Bene.

Per i musulmani, Dio misericordioso è in ogni Sura (capitolo) del Corano perché ogni Sura inizia con la frase “Bismi Allahi alRahmani alRahymi” (“Nel nome di Dio, Misericordioso e compassionevole”), esclusa la I Sura che comprende tale frase già nel testo (primo verso). Questa frase, detta basmala, è la più ripetuta, perché ogni musulmano inizia ogni giornata, ogni lavoro, ogni azione, con questa formula.

Ecco la I Sura del Corano, che è una preghiera, la SURA Al-Fatiha, denominata “L’aprente il Libro”:

1 Nel nome di Dio, misericordioso e compassionevole.

2 La lode spetta a Dio, il Signore del mondo,

3 Il misericordioso, il compassionevole,

4 Il padrone del giorno del giudizio.

5 Te noi serviamo e Te noi invochiamo in aiuto,

6 Guidaci per il retto sentiero,

7 Il sentiero di coloro che Tu hai favorito,

Contro i quali Tu non sei adirato e che non vanno errati.

Non c’è, dunque, luogo più bello al mondo –se le nostre condizioni ci permettono di andare- in questo anno di misericordia per chiedere a Dio di mostrarci il giusto sentiero e di perdonare i nostri tanti errori.
(Renata Rusca Zargar)

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