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Roma. I giovani del MEG incontrano Papa Francesco

Roma. Clima di festa e condivisione in Aula Paolo VI tra i giovani del Movimento Eucaristico Giovanile (Meg), ma anche l’impegno affinché dall’incontro con Papa Francesco possa rinnovarsi questa esperienza ecclesiale. Su cosa offre oggi una realtà come il Meg ai ragazzi che ne fanno parte, Alessandro Gisotti ha intervistato il padre gesuita Andrea Picciau, vice-responsabile nazionale del Meg:

R. – Dà a mio avviso la possibilità di un incontro profondo con se stessi, con gli altri e soprattutto con il Signore. Non è semplice in questi tempi incontrare il Signore profondamente: la tendenza è quella di rimanere sempre un po’ in superficie… Invece il Meg, in modo semplice e giovane, riesce a condurre le persone ad una profondità sempre maggiore.

D. – Papa Francesco è uno straordinario generatore di speranza, di gioia e anche di fiducia per i giovani: che aspettative ci sono per il dopo questo incontro?

R. – I ragazzi lo aspettavano tanto: questo incontro è un evento straordinario. Per il dopo, per noi responsabili del Meg, ma anche per i ragazzi un po’, ci aspettiamo che i cuori vengano toccati dalle parole del Santo Padre e che i ragazzi possano vivere come testimoni autentici della fede e dell’incontro con il Signore Gesù.

Sempre Alessandro Gisotti ha raccolto le testimonianze di due giovani impegnati nel Meg, che hanno preso parte all’udienza del Papa in Aula Paolo VI:

R. – Sono Angela e vengo da Pescara. Per me il Meg è a tutti gli effetti uno stile di vita: cioè uno stile che ci contraddistingue, e che è quello della condivisione, della gioia, che è anche il tema del convegno mondiale. E quindi per noi è sempre una grande emozione ritrovarci, sia fuori che dentro il Meg.

D. – Papa Francesco ai giovani spesso ripete: “Non lasciatevi rubare la speranza”. Voi che avete un percorso di fede, che tipo di speranza avete per voi e per chi magari la fede non ce l’ha?

R. – Come tanti altri ragazzi, ci rendiamo conto che proviamo le stesse cose anche a distanza di chilometri. Poterlo condividere qui e poter condividere la stessa voglia – la stessa voglia di sperare – è qualcosa di veramente grandioso! Quindi per noi anche condividere quello che ha detto il Papa – non lasciarci rubare la speranza – è una delle cose più importanti nel Meg!

R. – Sono Claudio e vengo da Roma. Il Meg sicuramente mi ha dato molto nella mia crescita dal punto di vista spirituale. Fa approfondire tutti quei temi che forse l’educazione e la formazione a cui siamo abituati normalmente non riescono a toccare: tutta quella formazione più profonda della relazione con l’altro, e soprattutto della relazione con Dio.

D. – Ovviamente l’incontro con il Papa è sempre qualcosa di emozionante e di significativo: quali frutti ti aspetti per il dopo?

R. – Ricorre il centenario della fondazione del Meg. Penso che sia come ogni ricorrenza il punto di inizio per mettere nuove energie e per dare una nuova carica a tutto il Movimento, per farci un po’ conoscere in quelle realtà dove magari siamo meno presenti – meno numerosi – facendo sapere che l’Apostolato della Preghiera giovanile dei Gesuiti è presente, continua a muoversi e a portare in giro per il mondo il Vangelo.

Fonti: Radio Vaticana
(Francesco Mulè)

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