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Riuscita serata del Rotary Club Taranto Magna Grecia dedicata al Taranto Calcio con ospiti-relatori Nardoni, Papagni e Andriani

Taranto. “Un pallone rossoblu gonfio di valori”. E’ stata una serata dedicata al Taranto Calcio, quella dell’altra sera al Rotary Club Taranto Magna Grecia, che ha visto, come prestigiosi ospiti-relatori, il presidente Fabrizio Nardoni, l’allenatore Aldo Papagni, e il presidente della Fondazione Taras 706 (ma anche socio del Rotary Club) Claudio Andriani.

Una serata  insolita per un Rotary Club, ma rivelatasi, alfine, in perfetta linea con le finalità rotariane  dell’esaltazione dei valori dell’uomo.

E Papagni, Nardoni e Andriani hanno dimostrato come il calcio, correttamente inteso in tutte le componenti di sport,  amministrazione  e tifoseria, può esaltare i valori dell’uomo e della società.

I tre sono stati presentati, e in seguito anche intervistati, dal presidente del Club, Antonio Biella, il quale ha indirizzato la conversazione proprio sulla rotta dell’aspetto valoriale più che quello sportivo-agonistico.

In questo contesto, Claudio Andriani ha spiegato la genesi e la logica della Fondazione, nata per supportare la squadra e soprattutto il settore giovanile, nell’ottica si sottrarre tanti giovani alla strada per portarli in un ambito educativo.

Poi, a seguito del noto fallimento del Taranto di due anni fa, il necessario intervento  finanziario della Fondazione per iscrivere la squadra e l’ingresso in Consiglio d’Amministrazione. E oggi Taranto, proprio per la presenza della Fondazione che l’avvicina ai più avanzati modelli europei, è positivamente all’attenzione del calcio italiano.

Come al solito, piacevolmente sorprendente è stato l’intervento di mister Papagni, ovvero “il prof. Papagni” come l’ha presentato Biella ricordando i suoi trascorsi di insegnante di sostegno. Un allenatore diverso dai soliti proprio per la sua grande umanità e le sue precedenti esperienze lavorative. Un mister che,  mentre guarda il vertice del campionato, può permettersi di  ricordare ai suoi ragazzi che “Non è importante essere i migliori, ma dare ognuno il meglio superando invidie e gelosie”. O a insistere  sul concetto di squadra “Come aiuto reciproco e  diffusa umiltà”; o, ancora, a ricordare che  nel gioco di squadra, come nella vita: “Sono utili anche i conflitti quanto – ovviamente – la capacità di superarli”.

Il presidente Nardoni ha invece raccontato, con semplicità, la casualità della propria esperienza al vertice della società. “Casualità fino a un certo punto – ha poi affermato – visto che con alcuni amici discutevamo su cosa fare per questa città e pensavamo di partire proprio dallo sport”.

Quindi l’ingresso in Fondazione per poi: “Farmi prendere dall’entusiasmo e dall’emozione”. Anche se per un politico fare anche il presidente della squadra di calcio può  essere un handicap.

Nel dibattito che è seguito, oltre a tanti soci del Club, è intervenuto anche il direttore di TarantoOggi, Marcello Di Noi.

Nella foto, da sx: Nardoni, Papagni, Biella, Andriani, Tarantini.
(N.B.)

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